La genomica al servizio della suinicoltura italiana

Il seminario nazionale informativo di Anas e Unibo

Martedì 20 novembre, presso l’Aula Magna del plesso di Agraria dell’Università di Bologna, si è tenuto il seminario “La genomica al servizio della suinicoltura italiana” organizzato da Anas e Università di Bologna nell’ambito del Progetto Suis - Suinicoltura italiana sostenibile.
Alla presenza di allevatori, operatori della filiera, mondo della ricerca e Istituzioni sono stati presentati i primi risultati del progetto. L’iniziativa è stata un importante momento di formazione e di aggiornamento su temi innovativi.
Contesto attuale e possibili scenari futuri
Dopo il saluto da parte del presidente Anas Thomas Ronconi e una breve introduzione sul contesto attuale della suinicoltura nazionale da parte del professore emerito Vincenzo Russo, chairman del seminario, il convegno è stato aperto da Francesco Bongiovanni del Mipaaft, dirigente del Dipartimento Disr VII - Produzioni animali, il quale ha esposto le varie linee di finanziamento previste nel Programma di sviluppo rurale nazionale soffermandosi in particolare sulle sottomisure 10.2 e 16.2 rivolte al finanziamento del Sistema allevatori e sulle potenzialità di tali misure per l’intero comparto zootecnico.
Maurizio Gallo, direttore Anas, ha poi illustrato le attività di selezione svolte da Anas rimarcando l’unicità degli obiettivi di selezione del programma genetico nazionale volti a fissare alcune caratteristiche qualitative distintive delle cosce e delle carcasse per l’idoneità alla trasformazione in prosciutti ed insaccati a più elevato valore (dop). Gallo ha poi illustrato il nuovo indice genetico per il carattere longevità che è stato approvato dalla Commissione tecnica centrale del Libro genealogico di Anas lo scorso 22 marzo. Si tratta di un indice correlato positivamente con l’indice di selezione Anas per le razze Landrace e Large White e questa correlazione positiva fa sì che la selezione per il suino pesante destinato alle produzioni dop migliori nel tempo la longevità delle scrofe.
Infine, sono state rimarcate le sfide future che attendono la suinicoltura italiana che potrà essere sostenibile solo se continuerà ad innovarsi nel rispetto delle tradizioni e valorizzando il legame con il territorio.
Dello stesso parere è Luca Fontanesi, dell’Università di Bologna, il quale nella sua relazione ha evidenziato l’importanza della genomica ai fini della valorizzazione delle produzioni italiane e della conservazione della biodiversità. In particolare, Fontanesi ha sottolineato come la ricerca applicata al miglioramento genetico del suino pesante stia proseguendo velocemente. Di conseguenza la tipicità e la qualità dei prosciutti dop sarà sempre più consolidata e valorizzata dai progressi della ricerca e dell’applicazione della genomica nei programmi genetici delle razze tradizionali per il suino pesante. I primi risultati del progetto Suis confermano il ruolo determinante della genomica
La seconda parte del seminario ha visto diversi interventi riguardanti l’applicazione pratica degli studi di genetica e di genomica nel settore suinicolo da parte di tecnici dell’Anas e ricercatori di Distal (Unibo), partner scientifico nel Progetto Suis.

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