Da Bruxelles aperture verso l’ammasso privato

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Nel pacchetto di interventi urgenti per il settore agricolo, la Commissione europea ipotizza di riutilizzare questa misura per sostenere i prezzi delle carni suine e il reddito degli allevatori

A metà settembre scorso la Commissione europea ha presentato un pacchetto di interventi urgenti per il settore agricolo. Un’iniziativa che seguiva le forti proteste di molti agricoltori in mezza Europa. Il grosso di quel blocco di misure riguardava il latte, ma non mancava un accenno significativo alla crisi del comparto suinicolo e su questo aspetto veniva riproposto l’ammasso delle carni suine.

Per ora (almeno mentre scriviamo) la misura è rimasta solo a livello di annuncio; ma è probabile che venga attivata a breve. D’altro canto l’ammasso è, per sua natura, uno strumento latente, da attivare quando necessario. Peraltro recentemente da Bruxelles è stato chiarito che la «Commissione continua a seguire da vicino il mercato delle carni suine ed è pronta ad attivare un regime di aiuto all’ammasso privato avanzato».

In cosa consiste

L’ammasso privato dei prodotti zootecnici (ma vale per tutti i prodotti agricoli) è un classico strumento di politica agraria che presuppone un intervento diretto sui mercati. Funziona dando incentivi a operatori privati perché incrementino l’attività di acquisto e stoccaggio di prodotti agricoli, per esempio tagli di carne suina, ottenendo lo scopo di togliere dal mercato, per un periodo congruo, un prodotto i cui prezzi stanno calando proprio per un evidente eccesso di offerta rispetto alla domanda. Scopo finale di queste misure è dunque il sostegno ai prezzi del mercato (ostacolando la loro discesa) e dunque la difesa dei redditi degli allevatori.

L’ultima volta che è stata avviata una campagna di aiuti all’ammasso privato di prodotti suini risale a pochi mesi fa. Precisamente con il Regolamento di esecuzione (Ue) 2015/360 della Commissione del 5 marzo 2015 recante apertura dell’ammasso privato per le carni suine e fissazione anticipata dell’importo dell’aiuto.

Nel dispositivo si precisa che per accedere al regime di aiuto gli operatori, titolati a immagazzinare prodotti suinicoli, devono presentare domanda alle autorità nazionali competenti. Queste domande possono riguardare un periodo di ammasso di 90, 120 o 150 giorni, e ciascuna domanda può riferirsi a una sola delle categorie di prodotti ammessi all’aiuto (vedi box). Inoltre, il regolamento stabilisce che ogni domanda riguarda un quantitativo minimo di 10 tonnellate per i prodotti disossati e di 15 tonnellate per gli altri prodotti.

Viene anche stabilita una cauzione del 20% dell’importo dell’aiuto.

Il precedente intervento

Le campagne di aiuti all’ammasso privato hanno una funzione decisamente contingente: intervengono a risollevare il mercato in una fase critica, perciò durano poco. Già l’8 maggio scorso infatti, il regime di aiuto aperto a marzo veniva chiuso dal Regolamento di esecuzione (Ue) 2015/725 (del 5 maggio 2015), che tra l’altro precisava che: «L’aiuto all’ammasso privato concesso a norma del Regolamento 2015/360 ha avuto effetti positivi sul mercato delle carni suine, che dovrebbero tradursi in un’ulteriore stabilizzazione dei prezzi. Occorre quindi mettere fine alla concessione di aiuti all’ammasso privato per le carni suine ed è necessario stabilire un termine ultimo per la presentazione delle domande». Evidentemente la stabilizzazione dei prezzi nel comparto suinicolo a un livello soddisfacente è durata poco, e ora si torna a parlare di nuova apertura del regime di aiuti all’ammasso privato.

 

TIPI DI TAGLI AMMESSI

I regolamenti sull’apertura del regime di aiuto all’ammasso privato prescrivono esattamente i tipi di tagli e prodotti derivanti dal suino il cui immagazzinamento, e previa apposita domanda, possono godere degli aiuti europei. Il Regolamento di esecuzione (Ue) 2015/360 della Commissione del 5 marzo 2015 prescrive l’aiuto per:

- mezzene, presentate senza piede anteriore, coda, rognoni, diaframma e midollo spinale;

- prosciutti, spalle, parti anteriori, lombate, con o senza il collare, oppure i collari soli, lombate con o senza scamone.

- prosciutti, spalle, parti anteriori, lombate con o senza il collare, oppure i collari soli, lombate con o senza scamone, disossati;

- pancette, tali quali o in taglio rettangolare;

- pancette, tali quali o in taglio rettangolare, senza la cotenna e le costole;

- tagli corrispondenti alle parti centrali («middles»), con o senza la cotenna o il lardo, disossati.

 

L’Edicola della Rivista di Suinicoltura

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