Produzione di suino leggero in aumento

suino
Lorenzo Fontanesi
È quanto prevede Lorenzo Fontanesi, presidente di Unapros. «Un mercato nazionale specializzato nel suino intermedio che inibirà le importazioni dall’estero»

Non tutto il male vien per nuocere. Nel lungo periodo, l’apprensione causata dalle indagini sui prosciutti dop potrebbe lasciare il posto a un riequilibrio nella filiera suinicola, dove il settore della dop potrebbe diminuire la produzione e quello del suino leggero aprire un mercato nazionale inibendo così le importazioni dall’estero.

È l’analisi di Lorenzo Fontanesi, presidente di Unapros, l’associazione che riunisce Opas, Assocom, Asser, Aps Piemonte e Suinmarche.

«Dopo la notizia della scoperta dei prosciutti dop non conformi in diversi allevamenti di suini fra Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto – specifica Fontanesi - il clima generale è di forte apprensione. Sarebbero state utilizzate linee genetiche maggiormente performanti sotto il profilo dell’accrescimento e non conformi a quelle previste dal disciplinare della dop. Si tratta di contravvenzioni alle regole dettate dal disciplinare, che comunque non danno problemi di salubrità, sicurezza o rispetto per il consumatore».

A oggi le indagini dei Nas, affiancati dall’Antifrode, si sono estese e sono andate avanti. Sono stati compiuti e si stanno compiendo controlli presso coloro che hanno attività di allevamento ed è stata chiesta la collaborazione dell’Istituto di controllo.

Oltre ciò, da parte della Procura è stata richiesta una rendicontazione su diversi codici di allevamento presso i prosciuttifici. «Al momento non si conosce il motivo di questa richiesta – commenta Fontanesi –. Tutto verte sul tipo di genetica utilizzata. Si tratta di una richiesta apparentemente neutra, che tuttavia ha provocato preoccupazione e apprensione da parte degli stagionatori interessati. Il motivo è chiaro. Quegli stagionatori che nel loro prosciuttificio contano prosciutti derivanti da cosce così codificate potrebbero essere ritirati. E per i prosciuttai questo significherebbe un grosso danno economico. Tanto più se venisse fuori che questi codici di cui è stata chiesta rendicontazione non fossero conformi». L’allerta si è estesa a tutta la filiera che teme, in caso di non conformità, un danno a tutti i suoi anelli. Il mondo allevatoriale si è diviso in due. Da una parte sono i “giustizialisti”, i quali metterebbero alla gogna coloro che non hanno prodotto nel rispetto delle regole, anche solo per il fatto che loro, in prima persona, hanno sempre lavorato diligentemente. Dall’altra ci sono coloro che guardano a una soluzione rapida e che non comprometta in modo irreparabile le sorti della dop.

L’aspettativa di tutta la filiera è quella che non si creino danni ad alcuna fase dell’allevamento o della stagionatura. Poi, eventualmente, coloro che non hanno rispettato le regole, una volta identificati, andranno incontro a sanzioni pecuniarie o a un periodo di controllo rinforzato o addirittura all’esclusione dalla filiera della dop.

Al momento gli allevatori fanno delle ipotesi su come proseguirà questa faccenda, augurandosi soprattutto che non ne derivino danni a cascata a livello di filiera. «Sicuramente – sottolinea ancora Fontanesi – questo porterà nel futuro a modulare i piani di controllo delle dop a favore di una specializzazione diversa a livello allevatoriale. Come Unapros da tempo abbiamo auspicato questa specializzazione italiana in un suino intermedio per provare a parare le importazioni dall’estero. Ecco, questa potrebbe essere una soluzione per quegli allevatori che ambiscono a performance di un certo livello».

Dunque le conseguenze di questi fatti potrebbero essere di duplice natura. Le spiega Fontanesi: «Nel breve periodo corriamo sicuramente il rischio di avere dei danni a tutta la filiera anche solo a seguito della confusione e dell’apprensione che si sta creando. Il punto a capo si potrà mettere solo quando le indagini saranno chiuse e verrà chiarito di cosa si tratta esattamente. Nel lungo periodo, invece, quando nel mondo produttivo si sarà avuto un chiarimento tra le produzioni dop e quelle non dop, si potrà trovare un equilibrio».

Prosegue Fontanesi: «Da un lato usciranno dalla dop tutti quegli allevatori non conformi. Dall’altro avremo una produzione nazionale maggiore di suino leggero. Per la dop questo consentirà di elevare ulteriormente gli standard. Non avremo infatti più i furbetti che cercano di trovare scorciatoie, ma, al contrario, genetiche sempre più specializzate. In questo modo riceveremo in “premio” pure un innalzamento della qualità».

 

«È SBAGLIATO SIA CREARE ALLARMISMI SIA GIUSTIFICARE IL FATTO»

Di fronte ad eventi come quello della scoperta dei prosciutti dop non conformi, secondo il presidente di Unapros, Lorenzo Fontanesi, è sbagliato sia creare allarmismi, sia “giustificare” il fatto.

«Da un lato, – commenta l’esperto -, reputo completamente sbagliato creare allarmismi, così come ingigantire la situazione. Dall’altro lato, non è ovviamente corretto scusare o giustificare questi individui, che si sono rivelati concorrenti sleali rispetto agli altri loro colleghi. Questi secondi, infatti, si trovano ad affrontare ogni giorno costi di allevamento più elevati e regole più severe dettate dal disciplinare di produzione. Coloro che hanno commesso le infrazioni restano dei “furbetti” che cercano scorciatoie e di conseguenza devono essere ripresi e fermati».

Sul consumatore questi eventi, se inizialmente creeranno un po’ di destabilizzazione, rappresenteranno comunque un segnale di salvaguardia del consumatore finale. Anche perché, è bene ricordarlo, si tratta di una rete di qualche decina di allevamenti su un totale di 4.500 produttori delle dop sparsi in tutte le regioni vocate».

 

SI PARLA DI FRODE?

«La questione attorno cui gira tutta l’indagine riguarda essenzialmente le linee genetiche. La preoccupazione – sottolinea Fontanesi – concerne le ripercussioni che potrebbero esserci a fronte di questa indagine. A esempio la non conformità potrebbe essere considerata come una frode, soprattutto visto gli standard qualitativi della nostra dop. Resta comunque il fatto che questo non compromette lo stato di salubrità della produzione».

 

L’articolo è pubblicato sulla Rivista di Suinicoltura n. 4/2017

L’Edicola della Rivista di Suinicoltura

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