SalumiAmo, per avvicinare i giovani al mondo dei salumi

salumi
Conferenza stampa Ivsi alla Triennale di Milano, in occasione dei 10 anni compiuti da dal programma SalumiAmo (26 maggio 2015). In primo piano il direttore Monica Malavasi.
È questa uno delle tante iniziative proposte dall’Istituto valorizzazione salumi italiani per l’anno 2016. Di fronte al crescente peso dell’informazione, l’Ivsi promuove nuovi strumenti di comunicazione

Nato sotto il segno del Sagittario, il 29 novembre del 1985, l’Istituto valorizzazione salumi italiani (Ivsi) ha sicuramente alcuni tratti distintivi del suo segno: dinamico, amante dei viaggi, sincero.

Dinamico, lo dimostra il numero delle attività che in questi anni ha promosso e sviluppato. I viaggi non solo li adora ma sono nel suo Dna; in 30 anni di attività sono stati sviluppati programmi di promozione della salumeria italiana in Germania, Francia, Inghilterra, Svezia, Finlandia, Belgio, Russia, Brasile, Stati Uniti, Canada, Corea del Sud, Giappone e Hong Kong. Sincero per la sua capacità di comunicare con limpidezza e autorevolezza ai consumatori, in Italia e nel mondo.

Questi sono solo alcuni dei tratti dell’Ivsi, il consorzio volontario senza fini di lucro, creato per rispondere a quelle che si stavano affermando come nuove esigenze nei consumatori: su tutte, il desiderio di una maggiore informazione sui prodotti, in particolare alimentari. L’ambizione? Diventare il punto di riferimento più autorevole in materia di salumi in un momento in cui il consumatore aveva incominciato a fare i primi passi verso il cambiamento delle proprie abitudini alimentari e dell’approccio al consumo. Il ‘consumer’ diventa ‘prosumer’, cioè un consumatore esperto, che desidera conoscere di più, fa ricerche, si informa, per scegliere consapevolmente come e cosa acquistare.

Con Monica Malavasi, direttore dell’Istituto, ripercorriamo un’attività avvincente che la appassiona da oltre 15 anni.

 

Si può dire che oggi l’Ivsi sia un punto di riferimento in materia di informazioni sui salumi italiani?

«Senza ombra di dubbio! L’Istituto oggi è una fonte autorevole presso stampa, consumatori e opinion leader. Lo confermano i dati dell’ultimo anno: oltre 500 gli articoli usciti su stampa italiana, senza contare quella estera. Oltre 100 le trasmissioni radio televisive dedicate ai nostri prodotti – spiega Malavasi -. Siamo un riferimento sia nei momenti positivi sia in quelli critici. Recentemente con l’allarme Oms sulle carni siamo stati chiamati a gestire la crisi mediatica che ne è derivata, non certo facile. La vicenda Iarc (International agency for research on cancer) ha evidenziato anche quanto sia fondamentale la presenza di un istituto credibile e autorevole, con buone relazioni con i media e in grado di comunicare i valori dei prodotti, delle aziende e dell’intero settore».

 

Quali sono le principali tappe che hanno segnato il percorso dell’Ivsi?

«Nei primi anni di vita l’Istituto si è concentrato soprattutto sull’area medico-scientifica perché forti erano i pregiudizi nutrizionali. Negli anni 90 - continua Malavasi - si è rafforzata l’attività di promozione all’estero con l’intento di favorire l’internazionalizzazione delle aziende, consapevoli che gli spazi di crescita del settore andavano cercati oltreconfine. Con il nuovo millennio è cresciuto il peso dell’informazione e l’Istituto si è dotato di un ufficio stampa interno e di nuovi strumenti di comunicazione, quale il premio “Reporter del gusto”, per consolidare il rapporto con giornalisti e opinion leader e far sentire più forte la voce del settore.

 

E oggi, qual è lo scenario?

«Oggi siamo di fronte a uno scenario nuovo. Il consumatore è cambiato, ha nuove sensibilità e si informa attingendo a più fonti. La qualità intrinseca del prodotto non è più l’unico tema di interesse del consumatore, ma stanno diventando centrali anche temi come l’impatto ambientale, il benessere animale, la filiera di produzione e l’origine della materia prima. Temi sui quali dobbiamo sempre mantenere alta l’attenzione».

 

Quali sono i programmi per il 2016?

«Quest’anno torneremo in Giappone con un programma cofinanziato dall’Ue e dallo Stato italiano - spiega Malavasi - che prevede iniziative rivolte agli operatori del settore, alla stampa nipponica e al consumatore interessato ai prodotti di qualità. Concluderemo anche l’altro progetto europeo, la campagna “Top of the Dop” realizzata in collaborazione con Federdoc in Italia, Germania e Inghilterra. In giugno andremo nuovamente a Bruxelles con il programma “SalumiAmo”. E poi le iniziative in Italia con l’attività dell’ufficio stampa e il premio giornalistico Reporter del gusto, con i seminari e gli aperitivi SalumiAmo per i consumatori e con le iniziative di comunicazione scientifica».

 

Qualche informazione in più su SalumiAmo?

«SalumiAmo è l’iniziativa che l’Istituto valorizzazione salumi italiani promosse nel lontano 2005 per avvicinare i giovani al mondo dei salumi dop e igp - racconta Malavasi -. In questi dieci anni SalumiAmo ha girato l’Italia e il mondo. Siamo stati in 14 città italiane, 12 europee e 9 extra europee. Da Milano a Parigi, da Lecce a Helsinki, da New York a Tokyo, da Berlino a Hong Kong, solo per citare qualche città, gli aperitivi SalumiAmo hanno coinvolto circa 300.000 persone.

L’anno scorso - continua Malavasi - abbiamo festeggiato il decennale con una conferenza stampa alla Triennale di Milano con la presenza di Linus, direttore editoriale di Radio Dj, dove abbiamo raccontato con il supporto dell’istituto di ricerca Ipsos, azienda leader nel settore delle ricerche di mercato survey based, come il fenomeno dell’aperitivo si sia evoluto in questi anni e come i salumi italiani siano stati tra i primi alimenti che hanno saputo interpretare il cambiamento».

 

L’Edicola della Rivista di Suinicoltura

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome