Antibiotico-resistenza, al via il Piano Nazionale di contrasto

piano nazionale veterinario
Approvato il 2 novembre scorso da Governo, Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano in Piano Nazionale di contrasto. Prevede sei ambiti di intervento secondo l’approccio One health dell’Oms

Sorveglianza, prevenzione e controllo delle infezioni, uso corretto degli antibiotici, formazione, comunicazione e informazione, ricerca e innovazione. Sono i sei ambiti d’intervento individuati dal primo Piano Nazionale di contrasto dell’antimicrobico-resistenza (Pncar) 2017-2020 che il 2 novembre scorso ha incassato il via libera di Governo, Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano. Il documento indica la strategia più corretta per far fronte all’aumento dell’antibiotico-resistenza, ossia alla capacità dei batteri di contrastare l’azione di un antibiotico, integrando tutti i settori interessati secondo l’approccio One health promosso dall’Oms (Organizzazione mondiale della sanità), dall’uso umano e veterinario alla sicurezza degli alimenti, agricola e ambientale.

Il Piano Nazionale in ambito veterinario

Dal punto di vista della strategia veterinaria il Piano nazionale prevede un taglio di oltre il 30% degli antibiotici nel settore veterinario (rispetto ai livelli 2016) entro il 2020. L’obiettivo è anche quello di mettere in atto azioni di prevenzione e controllo rafforzando innanzitutto la sorveglianza dell’antimicrobico-resistenza e le performance del sistema con l’integrazione dei dati provenienti da fonti diverse, ma anche il coordinamento tra il settore veterinario e umano per l’individuazione precoce di nuove resistenze.

Al primo punto, infatti, il Piano Nazionale stabilisce, in ambito veterinario, la sorveglianza dell’antimicrobico-resistenza basata su un sistema centralizzato di laboratori che consente di raccogliere dati omogenei e comparabili che possono essere confrontati anche con i dati umani.

Un’altra azione riguarda la sorveglianza dei consumi degli antibiotici: presso la direzione generale della Sanità animale e dei farmaci veterinari del Ministero della salute è stato istituito il “Gruppo di lavoro per il monitoraggio, la sorveglianza e il contenimento della resistenza agli antimicrobici dei batteri zoonotici e commensali” che supporta la stessa direzione nelle attività di valutazione dell’andamento dell’antibiotico-resistenza e nella programmazione di politiche nazionali e internazionali.

Sempre la direzione della Sanità animale ha anche finanziato un’importante progetto multidisciplinare che ha l’obiettivo di individuare e raccogliere dati per classificare le aziende zootecniche in base al livello di rischio (sanitario, benessere animale e consumo di medicinale veterinario) nello sviluppo della resistenza agli antimicrobici. Il progetto raccoglie informazioni su pratiche di allevamento, stato sanitari, biosicurezza e benessere animale in modo da consentire la valutazione delle politiche adottate o da adottare per ridurre l’utilizzo del medicinale veterinario. In questo ambito viene quindi rafforzato il sistema di controllo delle vendite e dell’uso dei medicinali veterinari, ne viene migliorata la tracciabilità del farmaco veterinario.

È prevista anche una digitalizzazione completa della filiera dei medicinali veterinari che consentirà di “tracciare” il medicinale veterinario e in particolare gli antibiotici, dalla produzione alla distribuzione, fino al consumo sul singolo capo, attraverso la prescrizione medico-veterinaria.

Il documento stabilisce anche l’avvio di un Piano Nazionale residui in grado di monitorare la presenza di antibiotici negli alimenti di origine animale e verificare, risalendo la filiera, il rispetto dei tempi di sospensione dei farmaci (o rilevare trattamenti non dichiarati o illeciti).

La ricerca dei residui di antibiotici interessa il muscolo (prelevato al macello) di bovini, suini, ovicaprini, equini, pollame, conigli e selvaggina allevata, il muscolo di pesci allevati in acquacoltura (trote, specie eurialine), il latte (vaccino, bufalino e ovicaprino), le uova e il miele. Nel 2016 sono state rilevate irregolarità dello 0,13%, rispetto al numero totale di campioni analizzati per questa categoria di sostanze, un valore che si mantiene costante da anni.

Il Piano nazionale stabilisce anche le modalità di un uso corretto degli antibiotici in ambito veterinario indicando le “Linee guida per la corretta gestione degli allevamenti di animali da reddito”. La bozza messa a punto nel 2015 è attualmente in discussione presso la Sezione per la farmacosorveglianza sui medicinali veterinari. Il documento propone parametri di biosicurezza nella gestione dell’allevamento utili per ridurre il rischio di introduzione di agenti infettivi; indicatori di benessere animale; indicazioni circa la produzione di mangimi medicati; indicazioni per la detenzione e la somministrazione dei medicinali veterinari antimicrobici, anche attraverso il loro impiego in mangimi e acqua di abbeverata; principi per un uso consapevole e razionale degli agenti antimicrobici. L’obiettivo è quello di una riduzione delle vendite e consumi di antimicrobici, limitati, quindi, alle sole situazioni di necessità.

Il Piano nazionale si focalizza anche sulla sicurezza degli alimenti di origine animale: nel settore veterinario viene consumato oltre il 50% degli antibiotici utilizzati globalmente e questo rappresenta un fattore di rischio per la selezione e diffusione di batteri resistenti. Il trasferimento di batteri resistenti dall’animale all’uomo può avvenire sia per contatto diretto o mediante alimenti di origine animale. I meccanismi di trasmissione attraverso il consumo di alimenti di origine animale, e l’entità del rischio, necessitano, sono meno conosciuti e necessitano, quindi, di ulteriori approfondimenti.

Il Ministero della salute ha rilevato che diversi ceppi di Salmonella risultano resistenti a più antimicrobici (multiresistenza che include, in alcuni casi, le cefalosporine a spettro esteso). È, inoltre, diffusa la multi-resistenza in ceppi di E. coli isolati nelle principali specie zootecniche allevate in Italia (nell’uomo 31,8%, nei polli da carne 56,0%, nei tacchini 73,0% e nei suini da ingrasso 37,9%). In crescita è anche la resistenza alla colistina e ai fluorochinolonici.

Il documento ufficiale relativo al Piano nazionale di contrasto dell’antimicrobico-resistenza (Pncar) 2017-2020 è scaricabile collegandosi al sito web del Ministero della salute (www.salute.gov.it)

 

Leggi l’articolo completo sulla Rivista di Suinicoltura n. 2/2018

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