Il benessere animale secondo il Consorzio del Prosciutto di Parma

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Un momento del convegno “Benessere dei suini in allevamento” nella sede di Arav a Vicenza.
Il Consorzio lancia un progetto di formazione con l’obiettivo di diffondere tecniche di allevamento sempre più rispettose dell’animale. Gastaldo (Crpa): «Per l’allevatore significa ottimizzare il processo produttivo»

Consumatori più sensibili, allevatori più attenti al benessere animale. Questo il concetto di fondo che ha indotto il Consorzio del Prosciutto di Parma ad attivarsi sul tema del benessere degli animali allevati nel circuito dei prodotti dop, promuovendo iniziative di sensibilizzazione, informazione e divulgazione, nell’ambito delle proprie competenze e nel rispetto del ruolo di ogni operatore della filiera.
Sono state realizzate, quindi, delle pubblicazioni contenenti indicazioni pratiche relative, appunto, al progetto Benessere dei suini in allevamento, condotto in collaborazione con gli esperti del Crpa – Centro ricerche produzioni animali di Reggio Emilia, del Laboratorio di Benessere animale, Etologia applicata e Produzioni sostenibili dell’Università degli Studi di Milano e con la partecipazione di Anas, l’Associazione nazionale dei suinicoltori. Il tutto al fine di favorire la diffusione di tecniche di allevamento rispettose del benessere animale, con riferimento alla normativa comunitaria e nazionale, sia attraverso materiale divulgativo, che attraverso incontri di formazione specifici, organizzati nelle regioni principalmente vocate alla suinicoltura.

Primo incontro a Vicenza

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Maurizio Milani, presidente della sezione dei suinicoltori di Arav.

«Proprio con questo spirito – spiega Maurizio Milani, presidente della sezione suinicoltori di Arav, l’Associazione regionale allevatori del Veneto – abbiamo pensato di organizzare una serie di incontri anche in Veneto, nelle province con maggior diffusione di suinicoltori, quindi Treviso, Verona e Vicenza. La prima serata informativa-formativa è stata fatta il 30 ottobre nella sede Arav di Vicenza, dove la presenza di addetti ai lavori è stata importante, anche in virtù dei 600mila suini macellati ogni anno in Veneto, così come l’interesse che hanno sortito le tematiche affrontate dai due relatori presenti».

La formazione prima di tutto

Il Consorzio del Prosciutto di Parma ha individuato l’attività di sensibilizzazione e divulgazione come la miglior strada percorribile per intervenire sul benessere animale, perché il proprio disciplinare di produzione non fornisce indicazioni tecniche in materia e il Consorzio stesso non ha alcun titolo per agire direttamente e condurre controlli sull’applicazione della normativa.

Il disciplinare, infatti, pur chiarendo che il benessere è un prerequisito indispensabile, rimanda alla normativa comunitaria e nazionale in materia. Questo perché il tema del benessere è in rapida e continua evoluzione, mentre il disciplinare è uno strumento rigido per definizione: inserire dettagli tecnici nel disciplinare porterebbe al rischio di avere un documento sempre in ritardo rispetto alla normativa. Tale normativa viene inoltre materialmente applicata da allevatori, trasportatori e macellatori che, pur facendo parte del comparto della dop Prosciutto di Parma, non sono associati al Consorzio.
Infine, i controlli sull’applicazione di questa normativa vengono condotti dai veterinari ufficiali. Le indicazioni pratiche contenute nei manuali redatti, pur dando spazio a suggerimenti migliorativi, non costituiscono alcuna modifica del disciplinare e fanno riferimento alla normativa nazionale e comunitaria, nonché ai requisiti minimi attualmente previsti.
Il progetto Benessere dei suini in allevamento è stato condiviso nelle sue fasi iniziali con i principali portatori di interessi, fra i quali ministero della Salute, regione Emilia-Romagna, Istituto zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna “Bruno Ubertini”, Istituto Parma Qualità (Ipq), dipartimento di Scienze mediche veterinarie dell’Università di Bologna, rappresentanti di allevatori, macellatori, trasformatori, consumatori e moderna distribuzione.

Rompere il ghiaccio è fondamentale

«Parlare di benessere animale, non soltanto di qualità delle produzioni e di efficienza produttiva, significa guardare al futuro, ascoltando ciò che il consumatore chiede e rispondendo con adeguati percorsi formativi per la crescita degli allevatori. Arrivare a parlare di questi temi, quindi, è già un primo importante risultato, cui seguiranno interventi per sensibilizzare i suinicoltori veneti, affinché si arrivi a un livello crescente di produzioni caratterizzate da principi etici e di sostenibilità in un regime di equilibrio».

Con queste parole il presidente Milani, è intervenuto martedì 30 ottobre nella sede di Arav a Vicenza, in occasione del convegno sul tema “Benessere dei suini in allevamento”, al quale sono intervenuti Alessandro Gastaldo del Crpa di Reggio Emilia e Sara Barbieri, del dipartimento di Medicina veterinaria dell’Università di Milano.

Le priorità del progetto

L’obiettivo del progetto “Benessere dei suini in allevamento” è quello di rafforzare e diffondere tecniche di allevamento sempre più rispettose del benessere animale, favorendo uno sviluppo economico etico e sostenibile del settore suinicolo. Nel corso della serata sono stati approfonditi aspetti relativi a:

  • rapporto uomo-animale;
  • ambiente d’allevamento (parametri microclimatici, qualità dell’aria e ventilazione);
  • tipo di stabulazione per le diverse tipologie di suini;
  • superficie di stabulazione;
  • tecniche di somministrazione di alimento e acqua;
  • mutilazioni;
  • eutanasia e abbattimento d’emergenza;
  • materiali manipolabili;
  • cannibalismo e taglio coda;
  • costi degli interventi sul benessere.

Fare un salto di qualità nelle produzioni

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Alessandro Gastaldo del Crpa di Reggio Emilia.

In apertura dei lavori della serata a Vicenza, Alessandro Gastaldo del Crpa di Reggio Emilia ha evidenziato l’importanza di fare un salto di qualità nelle produzioni, guardando al benessere animale non come a un ulteriore costo, ma come a una possibilità per efficientare il proprio allevamento.

«Il benessere animale, rispettando le norme di legge, ma anche rispondendo a una precisa conoscenza degli animali, si realizza attraverso tre tipologie di interventi – spiega Gastaldo – dai materiali manipolabili (paglia, rastrelliere e manodopera), che comportano costi modesti; alla castrazione, indispensabile per produrre carni e prosciutti non contaminati dal verro e quelli relativi alla stabulazione, quindi la dimensione dei box, che a norma di legge dovrebbero essere di un metro quadrato, ma che è consigliabile vengano portati a 1,50 mq per garantire il benessere animale».

Concetti che hanno catturato l’attenzione del numeroso pubblico di allevatori accorsi per saperne di più e che, al termine della serata formativa, sono tornati a casa con una maggior consapevolezza e un attestato di partecipazione da esibire in caso di controlli.

«Dall’indagine che abbiamo condotto prima di stilare il progetto – sottolinea Gastaldo – è emerso che il benessere animale è importante per il consumatore in quanto attributo della qualità dei prodotti di origine animale e per l’opinione pubblica assume un valore etico. Per gli allevatori, invece, benessere animale significa ottimizzare il processo produttivo, mentre per la filiera tale processo corrisponde a un potenziamento dell’immagine del prodotto. In sintesi, quindi, potremmo affermare che il progetto “Benessere dei suini in allevamento” si pone l’obiettivo di rafforzare le tecniche rispettose del benessere animale, al fine di favorire lo sviluppo economico sostenibile del settore».


In tema di arricchimenti e taglio coda

La direttiva 2008/120/CE prevede che i suini abbiano sempre a disposizione del materiale che possa essere utilizzato per attività di esplorazione e manipolazione e che, prima di ricorrere al taglio della coda, si intervenga sulle condizioni ambientali e sulla gestione dell’allevamento. La direttiva però non definisce nel dettaglio cosa si debba fare per eliminare il taglio della coda e quali soluzioni si debbano utilizzare per i materiali d’arricchimento. La pratica del taglio della coda è ancora molto utilizzata per prevenire il fenomeno della morsicatura della coda, un comportamento anomalo di origine multifattoriale.


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Sara Barbieri, del dipartimento di Medicina veterinaria dell’Università di Milano.

In tema di valutazione
del benessere animale

«L’interesse della mia ricerca è lo studio delle interazioni tra i sistemi di produzione e il benessere animale. In particolare, negli ultimi anni – spiega Sara Barbieri, del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Milano – ho focalizzato il mio interesse su due tematiche di ricerca: lo sviluppo protocolli di valutazione del benessere animale in allevamento e la valutazione dell’uso di differenti materiali come arricchimento ambientale negli allevamenti suinicoli».


Parto con scrofa libera: possibili soluzioni

Nonostante il box parto tradizionale con scrofa in gabbia fino allo svezzamento dei suinetti sia ammesso dal d.lgs. n. 122/2011, per garantire un migliore benessere della scrofa sono state studiate soluzioni che prevedono la stabulazione libera parziale o totale della scrofa durante il parto e la successiva fase di allattamento. I principali vantaggi della stabulazione delle scrofe in gabbia all’interno del box parto-allattamento sono:

  • la riduzione del rischio di schiacciamento dei suinetti e, di conseguenza, della loro mortalità;
  • il contenimento dello spazio per ogni singola scrofa;
  • la sicurezza per l’operatore quando deve manipolare i suinetti.

Per contro, la gabbia parto determina una serie di problematiche per la scrofa, quali la restrizione fisica con possibilità per l’animale di eseguire soltanto movimenti molto limitati e la mancata espressione dei comportamenti parentali tipici della specie, quali la creazione del nido e l’interazione con la prole.


Il materiale formativo

Per realizzare l’obiettivo prefissato sono stati realizzati dei supporti formativi fondamentali e pratici a disposizione degli allevatori di suini: il manuale “Indicazioni pratiche per migliorare il benessere dei suini in allevamento” e gli opuscoli: “Maternità con scrofa libera: soluzioni stabulative”, “Taglio della coda: indicazioni dell’Unione Europea” e “Sostenibilità economica degli interventi sul benessere”.

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Il convegno sul benessere animale nella sede di Arav a Vicenza ha accolto molti allevatori.

I costi degli interventi migliorativi

Tralasciando i costi di carattere costruttivo dei box, gli altri interventi per garantire il benessere animale non comportano spese ingenti. I miglioramenti considerati riguardano i seguenti aspetti:

  • materiali manipolabili per le diverse categorie di suini;
  • castrazione dei suini maschi;
  • sistemi di stabulazione in gruppo per le diverse categorie di suini e con differenti superfici di stabulazione;
  • sistemi di stabulazione individuali per le scrofe.

 Leggi l’articolo sulla Rivista di Suinicoltura n. 10/2018

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