Trasporto, attenzione a densità e procedure di carico e scarico

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Foto 1 – L’altezza di ogni livello deve essere tale da permettere ai suini di rimanere in stazione e poter alzare la testa.
In Europa, circa lo 0,03% e lo 0,5% dei suini muore durante un trasporto inferiore alle 8 ore. Ecco quali accorgimenti adottare durante questa fase per evitare che si creino situazioni di stress per l’animale

Nonostante si tratti di una fase piuttosto breve durante tutto il ciclo produttivo del suino, errori durante il trasporto degli animali al macello possono comportare gravi danni economici perché i suini sono esposti a un’ampia varietà di stimoli negativi in un breve lasso di tempo. Lo stress a cui sono sottoposti gli animali peggiora la qualità delle carni e nei casi più estremi può portare alla morte degli animali prima della macellazione. Dopo anni di ricerche, è ormai chiaro che più il benessere al trasporto è scarso, maggiori saranno le perdite economiche.

I suini vengono generalmente trasportati al macello su strada grazie a camion in grado di contenere fino a 200 animali, suddivisi su tre livelli alti fino a 90 cm (foto 1, in apertura). Altri mezzi di trasporto, come nave, treno e aereo, hanno un migliore impatto sul benessere degli animali, ma sono eccessivamente costosi per essere inclusi nella routine di trasporto.

 

La mortalità dipende dallo stress

La mortalità è un chiaro indicatore di mancanza di benessere al trasporto. In Europa, percentuali di suini comprese tra lo 0,03% e lo 0,5% muoiono durante un trasporto inferiore alle 8 ore. Circa il 70% di queste morti avviene nei camion, mentre il rimanente 30% si verifica al momento dello scarico degli animali. Il tasso di mortalità dei suini durante il trasporto è significativamente influenzato dalla densità di carico, dalla struttura del camion e dalle procedure di carico e scarico degli animali.

In Spagna, è stato osservato che quando gli animali dispongono di meno di 0,40m2/100kg, il tasso di mortalità durante il trasporto sale da 0,04% a 0,77%. Alcuni autori suggeriscono che una densità di 0,48m2/suino da ingrasso permette di contenere la mortalità durante il trasporto.

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Foto 2 – Veicolo dotato di rampa idraulica e sistema di ventilazione forzata.

La struttura del veicolo e il modo in cui i suini sono movimentati durante le procedure di carico e scarico hanno un forte impatto sulle morti all’arrivo, in particolare per la mortalità causata da stress termico e affaticamento. Un veicolo attrezzato con rampa idraulica, buon isolamento termico, ventilazione forzata e nebulizzatori d’acqua può ridurre lo stress durante il trasporto (foto 2). Oltre a questo, il personale adeguatamente formato per la movimentazione degli animali può contenerne lo stress durante il carico/scarico e, di conseguenza, migliorare le rese produttive. È dimostrato che caricare 170 suini in piccoli gruppi di 5-6 animali alla volta invece di 10 richiede lo stesso tempo, ma riduce lo stress degli animali (figura 1). Inoltre, uno studio ha rivelato che un altro fattore di stress al momento del carico può essere determinato dalla pavimentazione su cui sono stabulati gli animali nell’allevamento di provenienza: il pavimento fessurato induce un maggiore stress rispetto al pavimento pieno, a causa della novità provocata da una diversa superficie (tabella 1).

 

Ipertermia maligna

Una delle cause principali di mortalità durante il trasporto è la cosiddetta ipertermia maligna o “sindrome da stress del suino”. L’ipertermia maligna è conseguenza di una combinazione di fattori ambientali e genetici degli animali. Tra i fattori ambientali giocano un ruolo fondamentale lo stress, l’esercizio fisico e le alte temperature ambientali. In particolare, lo stress e l’intenso e forzato esercizio fisico possono provocare aumento della temperatura corporea, arresto cardiaco e morte. Gli animali colpiti presentano segni evidenti di dispnea (difficoltà respiratorie), cianosi (colorazione bluastra della pelle dovuta a problemi circolatori, che si presenta soprattutto come chiazze purpuree), ipertermia (aumento della temperatura corporea) e rigidità muscolare estensoria. Un fattore determinante è la temperatura percepita durante il trasporto, che dipende, tra i vari fattori, dalla temperatura ambientale, l’umidità e la ventilazione. Si consiglia di non superare i 30 °C all’interno del veicolo; già a 25 °C, la combinazione di ventilazione forzata e nebulizzazione di acqua possono significativamente ridurre il rischio di mortalità durante il trasporto.

Uno studio condotto valutando 739 viaggi verso 37 macelli in cinque paesi europei (Spagna, Portogallo, Francia, Italia, Germania) tra il 2003 e il 2004 ha confermato come fattore di rischio predisponente alla mortalità pre-macellazione, un’alta temperatura ambientale, ma ha individuato anche un effetto del digiuno prima del carico. Nei suini non a digiuno prima del trasporto il rischio di lesioni era maggiore di quelli che erano stati messi a digiuno. Per nessuna ragione, invece, l’acqua deve essere sospesa.

La genetica degli animali gioca un ruolo importante e molti studi hanno dimostrato che la riduzione della frequenza di manifestazione del gene n (o alotano sensibile) può ridurre la mortalità durante il trasporto. Il gene alotano codifica la sintesi di una proteina muscolare, il recettore rianodina, che partecipa al controllo del trasporto di calcio dal reticolo sarcoplasmatico al citoplasma delle cellule muscolari. I suini portatori di questo gene mostrano contrazioni muscolari prolungate quando sono sotto sforzo obbligato e queste contrazioni possono provocare ipertermia: per questo motivo i suini portatori di questo gene presentano un rischio maggiore di sviluppare la sindrome da stress del suino. Uno studio condotto nel 2007 in Danimarca ha dimostrato che la rimozione dei suini portatori del gene alotano era in grado di ridurre di otto volte la percentuale di mortalità prima della macellazione.

 

Lesioni agli animali e scarto delle carcasse

Le lesioni che si verificano durante il trasporto possono essere causate da lotte tra gli animali, errata progettazione del veicolo o densità inadeguata. Le lesioni cutanee che originano a seguito di lotte portano alla comparsa di carni scure, consistenti e asciutte (Dark, Firm and Dry – Dfd), all’aumento della concentrazione del cortisolo plasmatico (ormone dello stress) e della creatinina fosfochinasi (Cpk, enzima che indica la presenza di danno muscolare). I fenomeni di aggressività tra i soggetti si verificano spesso quando animali di gruppi diversi vengono caricati nello stesso veicolo. In particolare, i suini provenienti da allevamenti convenzionali sembrano reagire peggio al rimescolamento dei gruppi durante il trasporto rispetto ai suini allevati all’aperto (tabella 2). Lo stress da rimescolamento si può evitare utilizzando camion attrezzati con spazi modulabili in funzione delle esigenze. Le densità molto elevate (<0,39m2/suino) sembrano aumentare le lotte tra gli animali in decubito e quelli che cercano uno spazio per coricarsi. In aggiunta, lo stress causato dall’impossibilità di riposarsi aumenta i comportamenti di monta, le lotte e le lesioni. Dall’altro lato, densità troppo basse sembrano aumentare il rischio di cadute accidentali per perdita di equilibrio durante il trasporto. Queste sono aumentate dallo stile di guida del trasportatore: una guida aggressiva con frequenti accelerazioni induce gli animali a stare in stazione invece che in decubito per attutire più efficacemente le vibrazioni del veicolo provocate dalle alte velocità, ma li espone a un maggior rischio di caduta.

I graffi, gli ematomi e le ferite profonde che si verificano durante il trasporto possono comportare uno scarto parziale o totale della carcassa, in funzione soprattutto del prodotto finale. Un primo danno economico avviene per lo scarto della pelle compromessa (circa 4 kg per animale); se poi il prodotto finale è il prosciutto, la perdita totale per gli scarti è ancora più alta.

 

TRASMISSIONE DI PATOLOGIE

Lo stress causato dal trasporto aumenta la suscettibilità degli animali alle infezioni: il rilascio di glucocorticoidi e/o catecolamine in risposta a una situazione stressante riduce, infatti, la risposta immunitaria. Inoltre, lo stress aumenta l’immissione nell’ambiente di agenti patogeni da parte degli animali portatori subclinici. Per esempio, si osserva un aumento dell’escrezione di patogeni intestinali e, di conseguenza, la prevalenza di animali positivi a Salmonella spp.

 

UN PO’ DI NORMATIVA

Gli aspetti legati al trasporto sono normati dal Regolamento (Ce) n. 1/2005 del Consiglio del 22 dicembre 2004 sulla protezione degli animali durante il trasporto e le operazioni correlate; il D. Lgs. n. 151 del 25 luglio del 2007 reca la disciplina sanzionatoria per la violazione di quanto contenuto nel Regolamento (Ce) n. 1/2005 (tabella 3).

 

L’autrice è del Dipartimento di Medicina veterinaria dell’Università di Milano.

 

Leggi l’articolo sulla Rivista di Suinicoltura n. 10/2017

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