RICERCA. A 10 anni dalla moratoria Ue, continua senza soste l’espansione degli ogm nel mondo

    Cisgenetica e selezione assistita: la strada italiana per il biotech

    Un piccolo bilancio a 10 anni dalla moratoria Ue (e al blocco della sperimentazione in Italia). Gli ettari mondiali seminati a ogm sono arrivati a 111 milioni (di cui metà soia e un terzo mais, ma anche 4.300 ha di papaia), il numero dei Paesi scettici è in calo, la sperimentazione è attiva in molti Stati Europei, ma non in Italia (la Dir. 2001/18 che la disciplina è stata recepita nel 2003, ma la mancanza perdurante dei protocolli operativi blocca di fatto i test in pieno campo).

    Un piccolo bilancio a 10 anni dalla moratoria Ue (e al blocco della sperimentazione in Italia). Gli ettari mondiali seminati a ogm sono arrivati a 111 milioni (di cui metà soia e un terzo mais, ma anche 4.300 ha di papaia), il numero dei Paesi scettici è in calo, la sperimentazione è attiva in molti Stati Europei, ma non in Italia (la Dir. 2001/18 che la disciplina è stata recepita nel 2003, ma la mancanza perdurante dei protocolli operativi blocca di fatto i test in pieno campo).

    L’avversione dell’opinione pubblica sarebbe legata al potere d’acquisto. Se fosse vero, visti i tempi di crisi, bisognerebbe riconsiderare la questione ogm anche da noi. Ma c’è dell’altro. In Australia, dopo i danni della siccità di due anni fa, produttori e consumatori hanno cambiato opinione e hanno spinto il governo a puntare sulla ricerca nelle biotecnologie.

    «È vero conferma Michele Stanca, attualmente docente presso l’Università di Modena e Reggio Emilia, dopo una vita presso il Cra-Cerealicoltura di Fiorenzuola - in Australia si sta lavorando intensamente su diversi aspetti dei cereali a paglia – in particolare sulla siccità con interventi di biologia molecolare. Ad oggi non esiste il gene di resistenza alla siccità. Il carattere è molto complesso e diverse strategie sono in atto: ingegneria genetica e selezione assistita». Le associazioni che riuniscono i produttori di frumento hanno annunciato che sincronizzeranno l’introduzione di frumento biotech in Usa, Canada e Australia.
     

    Le nuove strategie di ingegnerizzazione

    Si aggiungerà alle specie già in commercio: mais, papaia, soia, colza, pomodoro, cotone. Tutti ogm di prima generazione: resistenti a erbicidi e a insetti. «Le nuove strategie di ingegnerizzazione - precisa Stanca - sono molto più impegnative perché stanno affrontando caratteri complessi come la resistenza a stress biotici e abiotici, qualità e accumulo in pianta di sostanze nutraceutiche, farmaci e non food. In più la strategia di inserimento di diverse resistenze, qualunque esse siano, è sicuramente vincente. Sono i cosiddetti ogm di seconda e terza generazione, la cui commercializzazione, nel resto del mondo è dietro l’angolo». In Italia, nel frattempo, i divieti non impediscono di raccogliere successi nella sperimentazione, con il sequenziamento del genoma della vite. Oppure di cercare strade alternative, puntando sulla cisgenetica e sul breeding assistito.

    «La Mas (marker-assisted selection) spiega Stanca non è una terza via tra ogm e ogm-free, è un metodo come altri per praticare una selezione più precisa e più veloce su base genotipica rispetto alla fenotipica. In Italia per molte specie coltivate si dispone di marcatori associati a geni utili per incorporarli in un genotipo superiore. Ci sono ad esempio decine di progetti per sviluppare varietà di frumento resistenti ai Fusaria, o riso resistente al brusone, ma non è facile».
     

    I geni regolatori della resistenza alla siccità

    Ma c’è di più: una delle sfide determinanti per aumentare la competitività della produzione agricola è l’individuazione di geni regolatori di caratteri controllati da geni multipli, come la resistenza alla siccità. «La piramidizzazione di geni utili in un unico genotipo, in particolare di geni regolatori, rappresenta oggi la strategia vincente per sviluppare la pianta del futuro». Una sfida che necessita di adeguati finanziamenti e della capacità di coordinare le linee di ricerca. «Il Cra - ricorda il ricercatore - con l’istituzione del Centro di Fiorenzuola, in cui ha concentrato l’attività di genomica, ha fatto una scelta coraggiosa e sta cercando di dare un contributo notevole per la crescita culturale e di interazione con il privato molto importante per il nostro Paese. Il Centro di Fiorenzuola partecipa ad almeno tre progetti di sequenziamento ed è responsabile del progetto di sequenziamento del genoma del frumento Mappa fisica del cromosoma 5A dell’International Wheat Sequencing Consortium». Sequenziamento: un’attività in cui il nostro Paese si sta specializzando. «L’Italia è in ottima posizione perché ha partecipato e partecipa ad almeno 8 progetti (vite, frumento, pesco, melo, pomodoro, patata, tartufo) internazionali e sono in atto di valutazione almeno 5 progetti Ager (finanziati da alcune fondazioni bancarie). I progetti di sequenziamento con le metodologie di ieri necessitavano di un’intensa cooperazione e creazione di Consorzi per via del peso economico. Oggi si dispone di tecnologie molto meno costose e più efficienti in termini di risparmio di tempo». Tutto lavoro che rischia di essere a vantaggio di competitori stranieri, se permane l’impossibilità di coltivare varietà modificate tramite ingegneria genetica. «Fino a quando non si organizza una sperimentazione seria non si può esprimere nessun giudizio sui presunti rischi degli ogm. La prima necessità è sbloccare la sperimentazione».

     

     

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