Nitrati, nuova domanda di deroga

Presentata al Mipaaf da Piemonte e Lombardia. In Lombardia si punta alle 1.500-1.600 adesioni alla nuova deroga

di Francesca Baccino

L’Italia torna a negoziare  con Bruxelles sulla direttiva nitrati. Scade il 31 dicembre 2015 la proroga quadriennale che consente agli allevamenti di superare, attraverso gli effluenti zootecnici,  i 170 chili di azoto per ettaro l’anno nelle zone vulnerabili e raggiungere i 250 chili a determinate condizioni. Per rinnovarla occorre presentare una domanda alla Commissione Europea, ma questa volta saranno solo due Regioni a farlo, Lombardia e Piemonte, mentre Veneto ed Emilia Romagna (oltre a Friuli Venezia Giulia che si era tirata fuori durante l’iter della proroga) per il momento stanno a guardare.

L’obiettivo della nuova richiesta, presentata formalmente a fine 2014 dalle Regioni Lombardia e Piemonte al ministero delle Politiche agricole forestali e alimentari,  è quella di migliorare l’applicazione della deroga rendendola più semplice e conveniente per le aziende agricole.  Quindi si cercherà di cancellare  procedure complesse, investimenti troppo elevati in dotazioni, come il separatore solido liquido richiesto per gli allevamenti di suini.

Al momento le Regioni non solo  sono in una fase interlocutoria con Bruxelles, ma deve essere a punto il percorso comune e soprattutto le modifiche da chiedere. Si potrebbe arrivare a fine 2015 con qualche passaggio in più attraverso le tre riunioni del comitato nitrati di marzo, giugno e ottobre ma è ancora presto per prevedere se e quando arriverà la nuova proroga.

L’esperienza 2014

Delle cinque Regioni italiane che in passato avevano ottenuto il via libera di Bruxelles alla proroga solo Lombardia e Piemonte sono quindi pronte a ritentare, sulla scorta anche dei risultati raggiunti negli ultimi anni, ma per gli allevatori delle altre tre Regioni non ci saranno sgravi rispetto agli adempimenti previsti dalla direttiva Ue.

Del resto  alla proroga non hanno mai raccolto grandi numeri  in Veneto ed Emilia Romagna. Nelle due Regioni le richieste presentate non hanno mai superato poche decine nella migliore delle annate.

In Lombardia nel 2014 hanno presentato domanda di deroga 268 aziende agricole su un totale di 16 mila comunicazioni di aziende agricole alle prese con la direttiva nitrati. L’obiettivo, come spiegano in regione, è di arrivare  almeno a 1.500 aziende, un decimo delle aziende coinvolte. In Piemonte il numero delle richieste presentate è stato ancora più basso, poco meno di una quarantina nel primo anno, ma sono scese a 25-30 aziende al quarto anno. La Regione, spiegano all’assessorato, si propone di offrire nuovamente questa possibilità alle aziende per migliorare la gestione dell’azoto distribuito e nello stesso tempo educare alla sostenibilità sotto l’aspetto ambientale non solo economico.

L’accordo sulla deroga ha richiesto due anni di negoziato tra l’Italia e Bruxelles. La deroga non è automatica per tutti gli allevamenti, ma viene concessa dall’Ue solo su richiesta del singolo. Bruxelles stabilisce infatti che un’azienda possa superare il tetto di azoto fissato dalla direttiva su richiesta della singola azienda a patto che la stessa si impegni a rispettare determinati parametri.

 

COME FUNZIONA LA DEROGA ATTUALMENTE IN VIGORE

La deroga  deve essere presentata dall’azienda agricola  ogni anno per effluenti bovini come letami, liquami, frazioni separate di liquami di bovini da latte e da carne, digestati da liquami, anche in miscela con biomasse vegetali, e chiarificati con ridotto contenuto di azoto, ma anche effluenti di suini per quanto riguarda i liquami per la sola frazione chiarificata. Il settore avicolo è rimasto escluso dalla possibilità di spandrre fino a 250 chili di azoto per ettaro.

Per  accedere alla deroga le aziende agricole devono coltivare almeno il 70 % della superficie dell’azienda agricola con colture con stagioni di crescita prolungata e con grado elevato di assorbimento di azoto. I prati temporanei devono essere sono arati in primavera, sia i prati temporanei che permanenti devono comprendere al massimo il 50 % di leguminose o di altre colture in grado di fissare l’azoto atmosferico.  E’ necessario inoltre che il mais a maturazione tardiva sia raccolto interamente (stocco compreso). L’erbaio invernale, come loglio, orzo, triticale o segale, deve essere seminato entro due settimane dal raccolto del mais o del sorgo e raccolto non prima di due settimane dalla semina del mais o del sorgo.

La deroga prevede  anche che l’erbaio estivo come  mais, sorgo o panico sia seminato entro due settimane dal raccolto dei cereali vernini e raccolto non prima di due settimane dalla semina dei cereali vernini.  La coltura a elevato grado di assorbimento di azoto deve essere inoltre seminata entro due settimane dall’aratura della superficie prativa e i fertilizzanti non possono essere applicati nell’anno di aratura dei prati permanenti.

 

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