L’uso della tecnologia: il caso del progetto Diva

progetto DIVA
Soundtalks all’interno dell’allevamento: il monitor di colore verde indica che nell’allevamento non ci sono situazioni critiche rilevate.
Grazie a sensori intelligenti e algoritmi di intelligenza artificiale, la tecnologia SoundTalks permette di individuare precocemente i sintomi respiratori, migliorando il benessere animale e riducendo l’uso di farmaci

All’interno del comparto zootecnico la sostenibilità ambientale è attualmente uno dei temi di maggiore interesse per la comunità e i consumatori. Il settore zootecnico si ritrova infatti di fronte a richieste elevate non solo da un punto di vista quantitativo ma anche di qualità delle produzioni. Al fianco della riduzione dell’impatto ambientale, il consumatore moderno si dimostra attento a numerose altre tematiche al momento dell’acquisto dei prodotti di origine animale. Tra queste in primo piano il benessere dei capi e l’utilizzo di farmaci, in particolare antibiotici, durante tutte le fasi di allevamento.

Le patologie respiratorie

Le tematiche citate sono fortemente legate sia alle condizioni di allevamento che a quelle di salute degli animali. Patologie di diversa eziologia e natura, infatti, influiscono naturalmente sulla quantità di farmaco utilizzato nel ciclo di allevamento, ma hanno la capacità di impattare anche su benessere animale e impatto ambientale.

Nel primo caso esse si rivelano fonti di stress e agitazione per i capi colpiti, nel secondo la riduzione del tasso di crescita e i più lunghi tempi necessari per raggiungere il peso al macello hanno conseguenze sull’utilizzo di input produttivi e sulla conseguente produzione di emissioni in ambiente date dalla maggiore quantità di reflui, così come sulla produttività per capo. Risulta per questo motivo di primaria importanza la prevenzione e la corretta gestione delle problematiche legate alla salute degli animali allevati.

Nell’allevamento suino, ha un’incidenza particolarmente sentita il gruppo delle malattie respiratorie. Questo complesso di patologie, che generalmente si manifesta con sintomi quali la tosse e il respiro affannoso, presenta un’eziologia estremamente varia.

Tra i fattori predisponenti maggiormente riconosciuti si possono elencare

  • una scorretta ventilazione e velocità dell’aria,
  • ma anche la presenza di ammoniaca o di particolato all’interno dell’ambiente di allevamento.

Gli ultimi due aspetti portano a conseguenze legate all’irritazione della mucosa dell’apparato mucociliare delle prime vie aeree, prima linea di difesa dell’animale da patogeni dispersi nell’aria.

In condizioni fisiologiche la clearance, cioè la capacità di smaltimento di sostanze esterne all’organismo, permette l’espulsione di elementi nocivi tramite uno strato di muco che ricopre le pareti interne di gran parte dell’apparato respiratorio. Il movimento delle ciglia permette lo spostamento del muco insieme a sostanze nocive verso le prime vie aeree, principalmente verso la faringe, allo scopo di espellerlo tramite la tosse.

Fattori ambientali e danni produttivi

Condizioni particolari dell’ambiente di allevamento possono però interferire con questo processo naturale.

In particolare, la presenza di ammoniaca, il gas più comune all’interno degli allevamenti, riduce notevolmente il movimento muco-ciliare limitando la capacità naturale di difesa da agenti patogeni esterni.

Al contempo all’interno dell’ambiente di allevamento è anche presente particolato, un insieme di particelle volatili di diversa origine in sospensione in aria e dalle dimensioni molto varie, da 0,5 µm fino ad anche 100µm. L’elevata presenza di questo elemento contribuisce a veicolare germi patogeni all’interno delle vie aeree, fino anche ai bronchioli polmonari nel caso delle particelle più piccole.

L’azione simultanea di questi due fenomeni, oltre alla presenza di temperature o livelli di umidità inadeguati all’interno del capannone, porta a una più facile infezione dell’apparato respiratorio suino, inducendo patologie che portano a una sintomatologia complessa, spesso incentrata proprio sulla tosse.

Dal punto di vista imprenditoriale la presenza in allevamento di malattie respiratorie presenta conseguenze su larga scala. Per quanto riguarda la gestione quotidiana dei capi, essi necessitano monitoraggi frequenti e trattamenti farmacologici, ma a ciò si aggiungono anche gli effetti economici di queste patologie.

Il complesso delle malattie respiratorie del suino, infatti, influenza facilmente il tasso di crescita e i livelli di stress dell’animale. L’ingrassamento e il tempo richiesto per il raggiungimento dei pesi di macellazione subiscono facilmente gravi peggioramenti in seguito alla loro insorgenza, con conseguenze sia dal punto di vista economico sia da quello dell’impatto ambientale della produzione. Al contempo, chi gestisce l’azienda si trova a dover far fronte ai costi di utilizzo di quantitativi di farmaco superiori alla normalità e alle problematiche legate all’aumento della mortalità, soprattutto nel caso di suinetti in fase di crescita. Così facendo, la perdita produttiva che viene ad essere riscontrata è sintomo non solo di minore benessere da parte degli animali, ma anche di maggiore impatto ambientale.

La sola prevenzione non basta

Una corretta gestione degli animali dal punto di vista di ambiente di allevamento risulta dunque fondamentale nella prevenzione del complesso delle patologie respiratorie del suino. L’aerazione e la pulizia dei box giocano un ruolo centrale, contribuendo direttamente a ridurre i fattori predisponenti a queste patologie come l’ammoniaca e il particolato nell’aria.

La sola prevenzione, però, per quanto utile, non è in grado di eliminare completamente la loro influenza sugli animali allevati. Per questo motivo l’allevatore si trova costretto a continui monitoraggi dei capi al fine di individuare i segni precoci di infezione delle vie respiratorie. Si tratta di un compito oneroso, che richiede un occhio preciso e addestrato all’individuazione di comportamenti o suoni anomali. Al contempo, però, la moderna gestione dell’allevamento suino rende l’allevatore distante dal contatto diretto con gli animali e sempre più concentrato sull’aspetto burocratico e legale della gestione. È infatti sempre più richiesta a chi gestisce l’allevamento una costante attenzione ai dati e alle informazioni derivate da essi, più che agli animali stessi.

È in questo contesto che entrano in gioco gli strumenti sviluppati nell’ambito della zootecnia di precisione, chiamata anche Plf (dall’inglese precision livestock farming). Si tratta di dispositivi e apparecchi che permettono di monitorare, gestire e sorvegliare al meglio l’allevamento, affiancando l’allevatore nella gestione quotidiana e nelle decisioni. Le tecnologie incluse in questo grande gruppo sono di tipo molto diverso e si dedicano ad ambiti differenti dell’allevamento.

L’uso della tecnologia di precisione

Nello specifico caso delle problematiche respiratorie del suino, il prodotto commerciale SoundTalks è stato progettato per aiutare l’allevatore proprio nella gestione quotidiana del monitoraggio. I suoni prodotti dagli animali vengono sorvegliati 24/7 al fine di individuare tossi o difficoltà respiratorie. I dati così raccolti permettono a chi gestisce l’allevamento di intervenire tempestivamente ed eventualmente trattare gli animali che presentano sintomi di malattia. La notifica istantanea via smartphone/pc e la comunicazione intuitiva possono essere di grande aiuto nella decisione di intervento con farmaci, riducendo in ultima analisi l’utilizzo di antibiotici grazie alla prevenzione e al trattamento limitato ai casi gravi.

Interfaccia utente di SoundTalks sia tramite app che PC.

La tecnologia SoundTalks, vincitrice della medaglia d’oro per innovazione e benessere animale all’Eurotier 2022 di Hannover, è costituita da più elementi che insieme collaborano per dare all’allevatore informazioni precise, puntuali e facilmente interpretabili. Le tre componenti sono monitor, gateway e software.

Monitor, gateway e software

I monitor vengono distribuiti all’interno del capannone a una distanza di 20 metri l’uno dall’altro e fungono da prima interfaccia tra animali, tecnologia e responsabili di allevamento.

I dispositivi, infatti, rilevano i suoni del capannone grazie ai microfoni al loro interno e raccolgono dati su temperatura e umidità ambientale. Le informazioni così ottenute vengono trasmesse al gateway installato sulla parete esterna della struttura, che provvede all’elaborazione e al caricamento nel cloud. I dati rilevati vengono lavorati da un algoritmo che restituisce un valore che rappresenta lo stato di salute respiratoria (ReHS, respiratory health status) dei maiali nello specifico momento.

In base ai risultati dati dall’algoritmo si ottengono tre tipi di allarmi, comunicati all’allevatore sia tramite dashboard, sia tramite i monitor stessi, che si illuminano di colori diversi.

Alla luce verde del dispositivo corrisponde uno stato di salute adeguato del gruppo di animali oggetto di monitoraggio. Al contrario, gli altri due segnali luminosi possibili indicano una condizione potenzialmente pericolosa (colore giallo) o già problematica (colore rosso).

In caso di rilevazione di sintomi respiratori l’allevatore, il tecnico e il veterinario ricevono anche una notifica sull’app collegata al sistema SoundTalks. La scala ReHS utilizzata per la codifica dello stato di salute degli animali e per la comunicazione con l’allevatore va da 0 a 100. Con punteggi compresi

  • tra 100 e 61 gli animali vengono considerati sani,
  • tra 60 e 41 ci sono “potenziali problemi di salute respiratoria” (allarme giallo),
  • mentre tra 40 e 0 c’è un “alto rischio di problemi di salute respiratoria” (luce rossa sul monitor).

L’algoritmo è poi anche in grado di elaborare una notifica di shock termico in caso di bruschi cambiamenti della temperatura interna al capannone. La comunicazione tramite allarmi luminosi, notifiche sull’app e comunicazioni sulla dashboard permette l’individuazione precoce delle malattie respiratorie e la loro gestione tempestiva.

Il progetto Diva

La tecnologia SoundTalks è stata scelta, insieme ad altri strumenti di precisione, per lo svolgimento del progetto “Diva: migliorare le condizioni di allevamento, il benessere animale e la qualità dei prodotti di origine animale attraverso una gestione digitalizzata e innovativa dell’ambiente di allevamento”.

Si tratta di un’iniziativa di cui è capofila il dipartimento di Scienze e politiche ambientali dell’Università degli Studi di Milano affiancato dall’associazione regionale allevatori della Lombardia.

Il progetto ha come obiettivo la diffusione tra gli allevatori dell’utilizzo della tecnologia di precisione nell’ambito dell’allevamento avicolo, suinicolo e bovino. Il fine ultimo è infatti quello di introdurre ai vantaggi di questi nuovi strumenti sia allevatori che tecnici di settore, mostrando come, tramite la tecnologia, sia possibile non solo facilitare la gestione dell’allevamento ma anche migliorare gli aspetti di benessere animale, sostenibilità ambientale e tracciabilità del prodotto.

Strategie di divulgazione

Il progetto Diva ha una durata complessiva di 18 mesi durante i quali vengono applicati strumenti di divulgazione di diverso tipo. Il fine di coinvolgere un ampio pubblico viene raggiunto tramite la diffusione su diverse piattaforme web e social di materiale informativo.

Sono state elaborate sei diverse schede tecniche che trattano argomenti di interesse del progetto:

  • i tipi di tecnologie scelti e impiegati dagli allevatori,
  • le modalità di installazione e le informazioni pratiche riguardo al funzionamento di queste tecnologie,
  • oltre al ruolo di questi mezzi nel garantire elevati standard di benessere animale, sostenibilità ambientale e tracciabilità del prodotto.

Ad esse si affiancano brevi video dimostrativi del progetto che esplicano con chiarezza il funzionamento dei dispositivi, la loro applicazione in azienda, le modalità di lettura dei dati forniti e riportano le osservazioni e le esperienze degli allevatori in seguito all’installazione.

Il lavoro divulgativo si estende anche all’organizzazione di eventi aperti al pubblico e dedicati nello specifico a veterinari, tecnici di settore, allevatori o al pubblico di consumatori. Si tratta di occasioni per un dialogo diretto, in cui i partecipanti hanno la possibilità di confrontare le proprie opinioni al di là dei canali di comunicazione offerti. In questa sede vengono ancora una volta esplicati il funzionamento e l’efficienza delle tecnologie scelte e viene lasciato lo spazio per costruttivi scambi di opinioni con i partecipanti.

L’applicazione di SoundTalks

All’interno del progetto Diva lo strumento SoundTalks è stato scelto come esempio dell’applicazione di tecnologia di precisione negli allevamenti di suini all’ingrasso. In questo ambito è stato mostrato come i dispositivi applicati all’interno dei locali di allevamento permettano una gestione efficiente della quotidianità e favoriscano aspetti secondari della suinicoltura. In particolare, la presenza dei microfoni, permettendo il riconoscimento tempestivo delle patologie respiratorie, collabora al trattamento degli animali e al mantenimento delle condizioni di benessere degli stessi.

La gestione precoce di questo complesso di malattie riduce infatti i livelli di stress degli animali limitando l’impatto che i sintomi respiratori possono avere sulla quotidianità dei capi allevati. Al contempo non va trascurata la riduzione di impatto ambientale data dal minore quantitativo di farmaco necessario per il trattamento di ciascun animale e dalle aumentate produzioni per capo e uso efficiente degli input produttivi.

Alla luce di quanto evidenziato è quindi possibile affermare che l’applicazione in allevamento di strumenti per il rilevamento online dei suoni quali quelli prodotti da SoundTalks favorisce la gestione tempestiva di patologie che colpiscono l’apparato respiratorio del suino. La presenza di allerte immediate permette di ridurre le perdite sia dal punto di vista del numero di capi che da quello reddituale.

Questi strumenti hanno quindi la capacità di influenzare la quotidianità di allevatori, veterinari e tecnici, dando al contempo garanzie fondamentali al consumatore. Alla vendita, infatti, giungeranno prodotti di animali con livelli superiori di benessere animale e più sostenibili da un punto di vista ambientale ed economico. Si tratta quindi di uno strumento innovativo, economico e a basso costo, in grado di supportare le decisioni gestionali senza risultare invasivo nei confronti degli animali.


L’articolo è disponibile per i nostri abbonati sulla Rivista di Suinicoltura n. 5/2026

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Il Progetto Diva è finanziato dalla Regione Lombardia all’interno dell’Intervento SRH05 “Azioni dimostrative per il settore agricolo, forestale ed i territori rurali”.


Le autrici sono del dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali, Università degli Studi di Milano

L’uso della tecnologia: il caso del progetto Diva - Ultima modifica: 2026-05-20T16:25:37+02:00 da Barbara Gamberini

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