Benessere animale in Europa, parla l’Efsa

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Il 26 settembre si è tenuto un evento pubblico organizzato online dall’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare per presentare i risultati dei recenti lavori riguardanti il welfare animale nell’ambito della strategia Farm to Fork

Lo scorso mese l’Efsa (European Food Safety Authority) ha organizzato un evento incentrato sul tema del benessere animale in Europa: esso è stato seguito da oltre 300 partecipanti appartenenti a università e istituti di ricerca pubblici, settore privato, autorità nazionali, istituzioni europee, organizzazioni non governative e organizzazioni internazionali.

L’incontro online è stato organizzato in due parti.

Nella prima parte, è stato introdotto il lavoro della Commissione Europea in relazione alla strategia Farm to Fork, sottolineando il ruolo delle opinioni Efsa come base scientifica nel contesto della revisione della legislazione sul benessere animale che avverrà nella seconda metà del 2023. Successivamente gli esperti del panel Efsa hanno presentato i principali risultati delle opinioni pubblicate recentemente, rispettivamente a proposito del benessere del suino in allevamento e del benessere degli animali durante il trasporto.

La seconda parte ha previsto una sessione di un’ora circa di domande e risposte attraverso cui i partecipanti hanno avuto l’opportunità di chiedere chiarimenti.

L’opinione Efsa sul benessere dei suini in allevamento

Durante l’evento Hans Spoolder, chairman del gruppo di lavoro Efsa sul benessere del suino, ha illustrato i punti salienti dell’opinione Efsa pubblicata il 10 agosto 2022 (disponibile online al link: https://www.efsa.europa.eu/it/efsajournal/pub/7421).

Sono state prese in considerazione sei categorie produttive di animale nell’allevamento suinicolo: scrofette e scrofe in attesa di copertura e gestanti, scrofe in lattazione, suinetti, suini in post-svezzamento, suini da ingrasso e verri. Per ciascuna categoria produttiva è stato descritto l’attuale sistema di allevamento (per un totale di 21 differenti tipologie) e le conseguenze rilevanti sul benessere (in base ai pareri di esperti in merito a gravità, durata e insorgenza). Sono quindi state identificate delle misure Animal-Based (Abm) per valutare tali conseguenze e i rischi a loro correlati. Infine, è stato riportato un totale di 105 conclusioni e 71 raccomandazioni per prevenire, mitigare o correggere le conseguenze sul benessere animale.

Sono stati inoltre indagati scenari specifici per alcune di queste categorie (tra cui per esempio la valutazione dei rischi associati alla sala parto, al momento dello svezzamento, alla pratica delle mutilazioni, alla morsicatura della coda, ma anche la valutazione di ABM raccolti al macello per valutare il livello di benessere in azienda).

Dai dati provenienti dalla letteratura, dagli Stati membri, dagli stakeholder attraverso consultazioni pubbliche e dagli esperti Efsa, sono emerse in tutto 16 conseguenze sul benessere animale altamente rilevanti e di queste solo l’inabilità a manifestare il comportamento esplorativo o alimentare è risultata comune a tutte le categorie di suini considerate.

Scrofette, scrofe in attesa di copertura e gestanti

Per questa categoria sono state prese in considerazione tre tipologie stabulative: stabulazione singola, box di gruppo indoor e soluzioni con paddock esterni.

Le conseguenze altamente rilevanti sul benessere animale riscontrate per una o più di queste situazioni sono risultate: limitazione del movimento, problematiche legate al riposo, stress sociale, incapacità di eseguire comportamenti esplorativi o di alimentazione, fame prolungata, problematiche di tipo locomotorio (inclusa la zoppia) e lesioni dei tessuti molli e della cute.

Il panel ha concluso che esistono misure per mitigare parte di queste problematiche (per esempio gestendo le problematiche legate al riposo attraverso la pulizia della pavimentazione e la fornitura di lettiera); tuttavia, altre conseguenze sul benessere (ad esempio il movimento e l’impossibilità di esplorare) non possono essere mitigati se non rimuovendo gli animali dalla stabulazione singola.

Scrofe al parto e in lattazione

Considerando i tre principali sistemi stabulativi (stabulazione in gabbia, box parto individuali e paddock esterni), sono state individuate conseguenze altamente rilevanti sul benessere animale solo per quanto riguarda le gabbie parto, ovvero: limitazione del movimento, problematiche legate al riposo, stress sociale, incapacità di svolgere comportamenti esplorativi o alimentari, incapacità di esprimere il comportamento materno, stress da caldo e lesioni dei tessuti molli e della cute.

Suinetti

Le soluzioni stabulative considerate per quanto riguarda i suinetti sono gabbie parto, box parto individuali, sistemi con paddock esterni e sistemi di allevamento artificiale (artificial rearing systems). Le conseguenze sul benessere altamente rilevanti identificate sono la limitazione del movimento, lo stress sociale, lo stress da separazione, l’incapacità di eseguire il comportamento esplorativo o alimentare, l’incapacità di eseguire comportamenti di suzione, fame e sete prolungata, stress da freddo e lesioni dei tessuti molli e della cute.

È stata valutata anche la progettazione e la gestione della sala parto. Le conseguenze sul benessere sono state valutate in relazione alla disponibilità dello spazio in termini di tempo in cui l’animale è confinato (nel caso di box parto che permettono il confinamento temporaneo della scrofa), alla superficie del box parto (in termini di spazio utilizzabile dalla scrofa), nonché alla qualità dell’ambiente (in termini di arricchimento ambientale).

I box parto che permettono un confinamento temporaneo (con cui la scrofa ha in media uno spazio di ~ 4,3–6,3 m2) consentono di raggiungere lo stesso livello di sopravvivenza dei suinetti di un sistema con gabbia permanente. Per raggiungere questo obiettivo però il tempo di confinamento minimo della scrofa è di 7 giorni dopo parto (con un intervallo di incertezza del 90% compreso tra 3,4 e 16 giorni). Qualora invece la scrofa non venga mai confinata in un box realizzato per il confinamento temporaneo, questo porta ad un aumento della mortalità dei suinetti del 24%.

Nell’ambito dei box parto, viene sottolineato che garantire uno spazio di almeno 6,6 m2 alla scrofa (che corrisponde a una superficie totale di almeno 7,8 m2) permette di ottenere la stessa mortalità dei suinetti riscontrata in sistemi con confinamento permanente. Al di sopra di 6,6 m2, sebbene la libertà di manifestare il repertorio comportamentale di scrofe e dei suinetti aumenti, la mortalità dei suinetti non diminuisce ulteriormente.

Nell’ambito della valutazione dei materiali di arricchimento, non essendoci evidenze scientifiche sulla tipologia e sul quantitativo necessario, è stata effettuata un’analisi semiquantitativa bastata sul parere di esperti, che ha identificato paglia lunga, fieno o foraggi come i materiali di arricchimento più adatti alla costruzione del nido. Nonostante la mancanza di valori specifici a cui fare riferimento, viene tuttavia sottolineato che questi materiali debbano essere forniti in quantitativo funzionale al comportamento di realizzazione del nido.

Nel complesso, gli esperti Efsa si dichiarano positivi riguardo al passaggio da un sistema di gabbie parto tradizionali a sistemi in box con scrofa libera, da un punto di vista di benessere animale. Tuttavia, si riconosce che la transizione richiede tempo affinché il personale e gli animali si adattino. Considerando aziende di medie dimensioni è stato ipotizzato un tempo di adattamento per il passaggio di almeno 6 mesi. In secondo luogo, viene ribadita l’importanza della dimensione della nidiata e gli obiettivi produttivi che ne conseguono, dal momento che nidiate troppo numerose rispetto al numero di capezzoli funzionali rappresentano un ostacolo verso il miglioramento del benessere delle scrofe e dei suinetti. L’allevamento artificiale viene inoltre raccomandato solo come ultima risorsa e non come pratica gestionale di routine.

Mutilazioni

Una parte dell’opinione si concentra poi sulle mutilazioni, descrivendone le motivazioni e le metodologie applicate.

La riduzione degli incisivi è una procedura stressante che, se eseguita in modo errato, provoca dolore a breve e lungo termine. In particolare, il clipping è particolarmente dannoso, mentre la limatura della parte più esterna e appuntita del dente non danneggia i tessuti sensibili, se eseguita correttamente. Laddove strettamente necessaria, la misura più importante per prevenire e mitigare le conseguenze sul benessere è la formazione del personale all’esecuzione corretta delle procedure.

Poiché la castrazione è una procedura dolorosa, una più valida alternativa risulta l’allevamento di maschi interi, a condizione di un efficace controllo di comportamenti aggressivi e sessuali spesso presenti in questi animali. Dal punto di vista del benessere, l’immunocastrazione presenta ulteriori vantaggi rispetto al mantenimento dei maschi interi, data la minore presenza di comportamenti sessuali, nonché una riduzione delle lesioni cutanee e peniene ed una minore presenza di disturbi locomotori.

Viene sottolineato che il taglio della coda non dovrebbe essere eseguito di routine, dal momento che sebbene questo intervento possa essere efficace nel ridurre il rischio di lesioni da morsicatura della coda, non è necessario quando vengono attuate appropriate pratiche di allevamento e di gestione. Se tuttavia è necessario eseguire la procedura, è possibile introdurre degli accorgimenti per ridurre al minimo il danno: eseguire l’operazione su soggetti giovani, utilizzare un metodo di termocauterizzazione (invece di un metodo a freddo) e non intervenire vicino alla prima vertebra caudale in quanto ha un impatto maggiore sui tessuti molli, sulle ossa e sui tessuti nervosi.

Suini post-svezzamento

Sono stati descritti tre sistemi di allevamento per i suinetti svezzati: stabulazione di gruppo indoor, sistemi indoor con accesso ad un’area esterna e sistemi di paddock esterni. Questi sono associati a uno o più delle seguenti conseguenze sul benessere altamente rilevanti: stress sociale, incapacità di svolgere attività esplorativa o comportamento alimentare, stress da freddo, lesioni dei tessuti molli e della cute e disturbi gastroenterici.

Suini all’ingrasso

L’ingrasso di suini stabulati in gruppo indoor oppure con soluzioni indoor con accesso ad un’area esterna causa una o più delle seguenti conseguenze altamente rilevanti sul benessere: limitazione di movimento, problemi legati al riposo, stress sociale, incapacità di manifestare il comportamento esplorativo e alimentare, disturbi locomotori (tra cui la zoppia), lesioni dei tessuti molli e della cute, nonché disturbi respiratori. Per i sistemi con paddock esterno non sono state identificate conseguenze altamente rilevanti, sebbene altre conseguenze, classificate come meno o moderatamente rilevanti, possano influire negativamente sul benessere dei suini.

La morsicatura della coda e le sue cause

Parte dell’opinione ha provveduto a valutare diversi aspetti dell’allevamento che possono influenzare la morsicatura della coda nei suinetti svezzati e all’ingrasso: l’età allo svezzamento, lo spazio disponibile, il tipo di pavimentazione, il materiale di arricchimento, la qualità dell’aria, lo stato di salute e la composizione della dieta.

Nonostante sia emerso che l’età allo svezzamento non influenzi direttamente il rischio di morsicatura della coda, quando questo viene effettuato a meno di 21 giorni sono riportate maggiori conseguenze sul benessere, in particolare legate allo stato di salute degli animali. Sono invece riportati maggiori benefici quando lo svezzamento viene effettuato tra 21 e 28 giorni di vita, data la maggiore maturità sotto il punto di vista comportamentale, digestivo e immunologico.

Sebbene si raccomandi di aumentare la disponibilità di spazio, non esistono valori cut-off chiari. Fornire spazio insufficiente non solo impedisce ai suini di svolgere comportamenti per cui hanno elevata motivazione, come l’attività esplorativa e sociale, ma promuove anche comportamenti dannosi come la morsicatura della coda e compromette la crescita.

L’analisi del tipo di pavimentazione ha evidenziato l’importanza di fornire una superficie piena per il decubito e nello specifico viene suggerito di fornire almeno 0,77 m2 di pavimento pieno per il riposo degli animali (considerando un maiale di 110 kg).

Per quanto riguarda il materiale di arricchimento viene ribadito come substrati organici come paglia, fieno, insilato siano preferibili e risultino solitamente più efficaci nel ridurre la morsicatura della coda rispetto agli oggetti di arricchimento. Viene per esempio suggerito come la somministrazione di 20 g di paglia o simili ogni giorno porti ad una riduzione del comportamento di morso della coda in suini con coda integra (sebbene quantitativi superiori, pari a 400 g/suino/giorno siano più efficaci).

Le informazioni quantitative sulla qualità dell’aria sono limitate, tuttavia livelli di ammoniaca superiori a 10-15 ppm possono essere considerati un fattore di rischio per conseguenze sul benessere legate alla salute.

Inoltre, vari aspetti della dieta possono influenzare la morsicatura della coda: carenze nella composizione del mangime ed il metodo di somministrazione dell’alimento (qualora legato a potenziali meccanismi di competizione) sono i principali fattori di rischio per la morsicatura della coda. Una formulazione corretta delle diete per ridurre al minimo il rischio di morsicatura della coda deve tenere conto dello stadio di crescita, del potenziale genetico e dello stato di salute degli animali, con particolare attenzione alla composizione amminoacidica e minerale.

Verri

Le conseguenze rilevanti sul benessere individuate per i verri tenuti in box individuali indoor sono la limitazione del movimento, lo stress da isolamento, l’incapacità di svolgere il comportamento esplorativo o alimentare, la fame prolungata e i disturbi locomotori (inclusa la zoppia). Ad ogni modo, le informazioni scientifiche sui sistemi di allevamento e le conseguenze sul benessere relative ai verri sono in numero molto limitato.

Misure Animal-Based al macello

Infine, viene descritto l’utilizzo di misure animal-based (Abm) al macello per monitorare il livello di benessere nell’allevamento suinicolo, in particolare per quanto riguarda i suini all’ingrasso e le scrofe da riforma. Per i suini all’ingrasso sono state considerate le lesioni della coda, la presenza di carcasse non idonee al consumo (escludendo la contaminazione al macello) e le lesioni polmonari (pleurite e polmonite). Per le scrofe da riforma, gli Abm più appropriati sono risultati le condizioni fisiche, le lesioni cutanee, la presenza di ulcere della spalla, le lesioni della vulva e la presenza di carcasse non idonee al consumo (escludendo la contaminazione al macello). Il rilevamento automatico al macello degli Abm è attualmente poco frequente, mentre i sistemi per il monitoraggio delle lesioni della coda e delle lesioni polmonari sono a un livello di sviluppo più avanzato. Per tutti gli Abm è ritenuto necessario sviluppare un sistema di punteggiatura unico e standardizzato e protocolli per il monitoraggio ed il confronto dei livelli di benessere dei suini nelle diverse regioni e Paesi.

Benessere animale in Europa, parla l’Efsa - Ultima modifica: 2022-10-14T13:01:06+02:00 da K4

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