Con il pieno regime del Csr (Complemento di Sviluppo rurale) 2023-2027, le Regioni hanno messo sul piatto risorse per chi sceglie di andare oltre gli standard minimi di legge in materia di benessere animale. Ma attenzione: la burocrazia non aspetta, e per il settore suinicolo le regole del gioco si chiamano Classyfarm e biosicurezza.
I due binari del finanziamento
Per l’allevatore di suini esistono due strade principali per ottenere contributi:
- I bandi “a premio” (Intervento SRA30): Sono pagamenti annuali per ogni capo presente (Uba). Si riceve un contributo annuale per Uba, con premi che possono variare da poche decine di euro fino a oltre 150 euro/ Uba nei casi più strutturati, in funzione della Regione e degli impegni di benessere animale sottoscritti.
- I contributi per investimenti (Intervento SRD02): Sono fondi perduti (dal 40% al 65%) per fare lavori in stalla: nuovi sistemi di ventilazione, pavimentazioni drenanti o, tema caldissimo, recinzioni e filtri sanitari contro la Peste suina africana (Psa).
Prima di pianificare gli investimenti, è fondamentale verificare se la propria Regione ha previsto fondi per la suinicoltura.
La situazione per l’anno 2026 per gli interventi SRA30, si divide in tre scenari:
- Regioni con Bandi attivi o in via di pubblicazione: sono le realtà che hanno inserito i suini nel loro piano strategico, come Lombardia, Marche, Liguria e Campania.
- Regioni con Bando attivo ma “senza suini”: è il caso del Lazio. Sebbene la Regione abbia pubblicato il bando per il benessere animale, ha deciso di destinare le risorse esclusivamente ad altri settori (bovini e ovicaprini), escludendo di fatto i suinicoltori dal premio SRA30.
- Regioni senza Bando o in attesa di pubblicazione: alcune amministrazioni non hanno ancora attivato l’intervento SRA30 per il 2026 o non prevedono di farlo per l’attuale annualità.
Dove presentare la domanda
Ogni allevatore deve fare riferimento all’agenzia della propria Regione. Anche se i requisiti del benessere animale (Classyfarm) sono nazionali, il “portale” cambia in base a dove si trova la stalla:
- Lombardia: si utilizza il portale SISCO.
- Piemonte: si passa da ARPEA.
- Veneto: il portale è AVEPA.
- Toscana: si utilizza ARTEA.
- Altre Regioni: la maggior parte si appoggia al sistema nazionale SIAN/AGEA.
Nonostante i nomi diversi, la procedura è simile per tutti. Si consiglia di rivolgersi al proprio Centro di assistenza agricola (Caa) di fiducia: saranno loro a gestire materialmente il caricamento sui vari portali regionali.
| Intervento SRA30 - Benessere animale (suini): sintesi operativa dei bandi regionali 2026 | ||||
| Regione (link bando) |
Portale | Premio suini (Max) | Soglia Minima | Massimali e vincoli |
| Campania | SIAN | 15 euro (Ingrasso) / 25 euro (Riproduttori) |
10 UBA | Max 20.000 euro; per beneficiario |
| Liguria | SIAN | Fino a 111 euro (Modulare) | 10 UBA | Max 15.000 euro; impegni A1, A2 e A4 cumulabili tra loro. |
| Lombardia | SISCO | 15 euro (Ingrasso) / 20 euro (Riproduttori) |
10 UBA (Riproduttori) / 50 UBA (Ingrasso) | Max 20.000 euro per beneficiario; punteggio ClassyFarm ≥ 60. |
| Marche | IDAR | 70 euro (Base) / 180 euro (Pascolo) | 10 UBA | pagamento fino a max 200 UBA; |
| Piemonte (Programmato)* |
ARPEA | 20 euro (Ingrasso) / 25 euro (Riproduttori) |
10 UBA | Max 25.000 euro; |
| Sicilia | SIAN | 110 euro + 18 euro (Area 3) |
7 UBA | Aree 1-2-4 obbligatorie; applicazione degressività; Max 40.000 euro |
| Toscana | ARTEA | Fino a 160 euro (Variabile, modulare) | 10 UBA | Punteggio ClassyFarm ≥ 70 per premi superiori; degressività marcata oltre le 30 UBA. |
| *Basato sulla programmazione pluriennale; consultare il portale per le date esatte di apertura 2026. I dati riflettono la situazione rilevata a gennaio 2026. Si raccomanda agli allevatori di consultare i propri CAA per verificare eventuali proroghe o aperture straordinarie in altre regioni non elencate. |
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L’agenda dell’allevatore: scadenze 2026
La data limite per presentare la domanda di pagamento in molte regioni è il 15 maggio 2026, in alcuni contesti regionali possono essere previste scadenze differenti, per cui è sempre opportuno verificare le tempistiche applicabili al proprio territorio.
La fase preparatoria, tuttavia, deve essere avviata con largo anticipo: tra marzo e aprile è necessario che il veterinario aziendale completi e aggiorni le checklist di benessere animale all’interno del sistema Classyfarm. Senza il punteggio di Classyfarm, la domanda di contributo viene bocciata in partenza.
Dai capi alle Uba
Il premio per il benessere animale non viene pagato “a maiale”, ma per Uba (Unità di bovino adulto), che rappresenta convenzionalmente l’equivalenza di un bovino adulto (o una vacca da latte).
Serve a calcolare il “carico di bestiame” su un terreno o a determinare l’importo dei contributi economici (come nel caso dei bandi sul benessere animale), garantendo che i premi siano proporzionati alla dimensione reale e all’impegno economico dell’azienda.
Poiché un suino ha un impatto e un costo di gestione diverso da una vacca o da una pecora, l’Unione europea ha stabilito dei coefficienti di conversione fissi.
Per calcolare il contributo, bisogna moltiplicare il numero dei capi per questi valori:
- Scrofe e verri (oltre 50 kg): 0,50 Uba per capo. (In pratica: 2 scrofe valgono come 1 vacca).
- Suini da ingrasso (oltre 30 kg): 0,30 Uba per capo. (In pratica: circa 3 maiali fanno 1 Uba).
Criteri di ammissibilità
Un elemento fondamentale da considerare prima di procedere con l’adesione all’intervento SRA30 è la soglia minima di ammissibilità. La soglia minima è generalmente fissata a 10 Uba, ma dato che le singole Regioni godano di autonomia nella stesura dei bandi questo valore può differire, ad esempio per la Sicilia sono 7 Uba e per la sono 50 Uba per i suini da ingrasso.
Per determinare il superamento di tale limite, è necessario convertire la consistenza media annua dei capi utilizzando i coefficienti di riferimento.
In termini pratici, per raggiungere le 10 Uba minime richieste, l’allevamento deve garantire una presenza media di almeno:
- 20 suini da riproduzione (10 Uba / 0,50);
- 34 suini da ingrasso (10 Uba / 0,30).
Qualora l’allevamento presenti una consistenza media inferiore a tali parametri, la domanda di sostegno non potrà essere ammessa al finanziamento.
l calcolo delle Uba non avviene su base dichiarativa, ma viene estratto automaticamente dai dati presenti nella Banca dati nazionale (Bdn). Eventuali ritardi nella registrazione dei capi o la presenza di periodi di vuoto sanitario prolungato possono abbassare significativamente la media annua aziendale.
Oltre agli Uba, il requisito cardine è l’adesione a Classyfarm. Per essere ammessi, gli allevatori devono rispettare i punteggi minimi richiesti dai singoli bandi (la maggior parte ha come soglia di 60).
Calcolo del contributo
Per comprendere l’entità economica dei sostegni, è possibile analizzare il caso dei premi previsti dalla Regione Lombardia e delle Marche per l’intervento SRA30.
In questo contesto, i pagamenti annuali sono così determinati:
- Suini da ingrasso: 15 euro/ Uba (Lombardia); 70 euro/ Uba (Marche)
- Suini da riproduzione: 20 euro/ Uba (Lombardia); 70 euro/ Uba (Marche)
Nota: Nelle Marche, il premio può salire fino a 180 euro/ Uba qualora si aderisca agli impegni legati al pascolamento.
Esempio pratico: una scrofaia da 200 capi
Per un allevamento specializzato nella riproduzione con una consistenza media annua di 200 scrofe, il primo passo è la conversione della stalla in parametri europei.
- Conversione in Uba (Unità di bovino adulto)
- Numero capi: 200
- Coefficiente scrofe: 0,50
- Calcolo: 200 × 0,50 = 100 Uba
L’azienda “pesa” quindi esattamente 100 Uba ai fini del bando. Vediamo ora quanto incasserebbe questa stessa stalla in due diverse realtà regionali nel 2026:
Caso 1: Regione Lombardia (Modello a premio standard)
Valore premio riproduzione: 20 euro/ Uba
Calcolo: 100 Uba × 20 euro = 2.000 euro/anno
Caso 2: Regione Marche (Modello a premio incentivante)
Valore premio impegni obbligatori: 70 euro/ Uba
Calcolo: 100 Uba × 70 euro = 7.000 euro/anno
L’approccio modulare
A differenza di Lombardia o Campania, dove il premio è una cifra fissa per il solo fatto di aderire al benessere animale, la Liguria e anche la Toscana adottano un approccio modulare. Il bando SRA30 si scompone in diverse “Aree di Intervento” (impegni).
L’allevatore può decidere di sottoscrivere un solo impegno o più impegni contemporaneamente: in quest’ultimo caso, i premi si sommano. Questo permette di premiare in modo proporzionale chi investe di più nel benessere della stalla.
I moduli disponibili per i suini:
- Impegno A1 - Gestione e monitoraggio (24,33 euro/ Uba): È il modulo base. Riguarda il miglioramento del management aziendale, la formazione del personale e l’adozione di piani di monitoraggio avanzati tramite ClassyFarm.
- Impegno A2 - Strutture e stabulazione (58,80 euro/ Uba): È il modulo più oneroso e premiante. Richiede interventi fisici per migliorare la pavimentazione, aumentare lo spazio disponibile per capo o migliorare la ventilazione e la luce naturale.
- Impegno A4 - Accesso all’aperto (27,91 euro/Uba): Questo premio è specifico per chi garantisce ai suini la possibilità di esercizio esterno o l’accesso a paddock/aree di sgambamento.
Esempio di calcolo per la Liguria:
Un allevatore ligure con 100 Uba (circa 200 scrofe) può trovarsi in tre situazioni diverse:
- Aderisce solo al modulo base (A1): Incassa 100 Uba × 24,33 euro = 2.433 euro.
- Aderisce a base + strutture (A1 + A2): Incassa 100 Uba × (24,33 + 58,80) = 8.313 euro.
- Aderisce a tutti i moduli (A1 + A2 + A4): Incassa 100 Uba × 111,04 euro = 11.104 euro.
Il limite: Anche se i moduli sono cumulabili, l’azienda deve sempre rispettare il massimale regionale di 15.000 euro complessivi.
Mentre la Regione Toscana, per ottenere premi più alti richiedere un punteggio su Classyfarm superiore a 70.
Massimali e soglie
Oltre al calcolo basato sulle Uba, ogni amministrazione regionale ha stabilito dei criteri per limitare l’erogazione massima dei fondi, con l’obiettivo di distribuire le risorse su un numero maggiore di beneficiari.
È possibile distinguere due approcci principali:
- Il massimale economico (esempio Lombardia): in questa regione, indipendentemente dalla dimensione dell’allevamento, il contributo massimo erogabile per beneficiario è fissato a 20.000 euro annui. Ciò significa che, superata la soglia di capi che genera tale importo, l’allevatore non riceverà ulteriori integrazioni, pur continuando a dover rispettare gli impegni di benessere su tutta la stalla.
- Il limite fisico di Uba (esempio Marche): nelle Marche il criterio è differente e si basa sulla dimensione dell’azienda. Il premio (estremamente elevato, fino a 70 euro/ Uba o 180 euro/ Uba con pascolo) viene garantito al 100% solo fino al limite di 200 Uba. Oltre tale soglia, il bando non prevede alcuna erogazione. In Toscana viene adottato il sistema di degressività: il premio è pieno fino a 30 Uba, poi scende al 50% (fino a 60 Uba), al 30% (fino a 100 Uba) e al 20% oltre le 100 Uba.
È fondamentale ricordare che l’approvazione della domanda non garantisce automaticamente l’erogazione del premio. Ogni Regione dispone di un budget limitato: in caso di esaurimento delle risorse, si procederà secondo graduatorie di priorità (giovani agricoltori, zone svantaggiate, certificazioni di qualità) o, come previsto espressamente nelle Marche, attraverso una riduzione proporzionale del premio unitario che può contrarsi significativamente rispetto al valore massimo teorico.
Tre regole d’oro da ricordare
- La Bdn comanda: il numero di capi è la media annua registrata nella Banca dati nazionale.
- Soglia di ingresso: quasi tutte le regioni (Lombardia, Calabria, Piemonte) richiedono un minimo di 10 Uba per accettare la domanda. Se hai meno di 34 maiali all’ingrasso o 20 scrofe, sei sotto la soglia e non puoi accedere al bando.
- Il “Voto” Classyfarm: l’accesso all’intervento SRA30 è subordinato al raggiungimento di una soglia minima di benessere animale, valutata attraverso il sistema ClassyFarm.
Nella maggior parte dei bandi regionali, per poter presentare domanda l’allevamento deve risultare almeno in baseline, con un punteggio complessivo minimo pari a 60, e senza non conformità cogenti rispetto alla normativa vigente. Il mantenimento del premio è poi legato al rispetto degli impegni sottoscritti per tutta la durata dell’annualità di riferimento.
L’articolo è disponibile per i nostri abbonati sulla Rivista di Suinicoltura n. 2/2026
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