«L’estensione dell’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) a un numero molto più elevato di allevamenti rappresenta un colpo durissimo per la suinicoltura italiana, un settore già gravato da costi crescenti, vincoli normativi e adempimenti sempre più onerosi».
Assosuini esprime forte contrarietà allo schema di decreto legislativo di recepimento della nuova Direttiva sulle emissioni industriali, approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri con un'improvvisa accelerazione dell'iter di approvazione.
Il nuovo sistema, basato sulle Unità di bestiame adulto (Uba) e sui posti potenziali, rischia di assoggettare all'Aia la quasi totalità degli allevamenti da ingrasso oltre determinate dimensioni, numerose scrofaie e persino gli allevamenti dedicati esclusivamente ai suinetti in fase di svezzamento, finora esclusi dall'applicazione della normativa.
«Non è accettabile introdurre nuovi obblighi amministrativi, tecnici ed economici senza una preventiva valutazione dell'effettivo impatto sulle imprese. Il rischio concreto è mettere fuori mercato molte aziende sane, senza ottenere benefici ambientali proporzionati ai costi imposti al settore».
Assosuini chiede pertanto una revisione immediata dello schema di decreto, l'individuazione di soglie realmente sostenibili e l'avvio di un confronto concreto con il comparto prima dell'approvazione definitiva del provvedimento.
L'associazione chiede inoltre di essere coinvolta, al pari delle altre organizzazioni rappresentative della filiera, nel percorso di definizione del decreto e dei successivi provvedimenti attuativi. Solo attraverso un confronto realmente partecipato con tutte le componenti del settore sarà possibile individuare soluzioni capaci di coniugare gli obiettivi di tutela ambientale con la competitività e la sostenibilità economica della suinicoltura italiana.








