Il fattore prezzo rappresenta sempre più un elemento determinante nelle scelte dei consumatori e nell’andamento degli acquisti di carne. Il carrello della spesa deve fare i conti con i rincari e i comportamenti d’acquisto si adeguano di conseguenza.
Il fenomeno emerge chiaramente anche dall’analisi dei consumi di carni fresche nel retail nel mese di luglio 2026. Il comparto della carne suina registra una crescita delle vendite sia a peso imposto (+2,2%) sia a peso variabile (+3%), sostenuta da prezzi medi in calo del 3% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Per la carne bovina, avicola e ovicaprina, al contrario, l’incremento dei prezzi medi – rispettivamente del +6,9%, +2,8% e +10,2% – ha inciso negativamente sui consumi. I volumi complessivi segnano infatti una contrazione del 5,7% per la carne bovina, del 2,4% per quella avicola e del 6,3% per quella ovicaprina.
Per quanto riguarda il consumo retail di salumi, continuano a registrare una flessione i cotti: a luglio le vendite del prosciutto cotto diminuiscono del 3,4%, mentre quelle della mortadella calano del 5,4%. In diminuzione anche salame (-2,1%) e pancetta a cubetti (-3,4%).
Le alte temperature di luglio hanno invece favorito salumi meno elaborati e maggiormente adatti al consumo estivo. Crescono, infatti, le vendite del Prosciutto crudo Dop, con il peso imposto in aumento del 24% su base tendenziale, a fronte di prezzi medi in crescita dell’1,6%. Positivo anche l’andamento dei volumi del Prosciutto crudo non Dop (+4,8%), sostenuti dal peso variabile (+9,4%) e da prezzi medi in diminuzione del 2%. Un andamento che conferma ancora una volta quanto il prezzo incida sulle scelte d’acquisto dei consumatori.
Fonte: Teseo - Clal









