Psa stabile negli allevamenti ma attiva nel selvatico

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Zona di controllo dell’espansione virale
Nel gennaio 2026 la situazione negli allevamenti italiani risulta stabile, senza nuovi focolai segnalati, mentre permane la circolazione del virus nella popolazione di cinghiali, in particolare in Liguria, Piemonte, Toscana ed Emilia-Romagna

A oltre tre anni dalla comparsa dell’emergenza sul territorio nazionale, la Peste suina africana (Psa) continua a rappresentare una delle principali criticità sanitarie per il comparto suinicolo europeo. Nel mese di gennaio 2026, tuttavia, il quadro italiano si conferma complessivamente stabile, in particolare per quanto riguarda il coinvolgimento degli allevamenti suini.

La persistenza della Psa e le misure di gestione adottate nei diversi Paesi europei continuano nel frattempo ad avere ripercussioni sul mercato suinicolo, contribuendo alla pressione sui listini e influenzando la dinamica competitiva di produzione e consumo, anche in assenza di nuovi eventi sanitari rilevanti a livello nazionale.

Il quadro epidemiologico nazionale

Nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2022 e il 27 gennaio 2026, il bollettino nazionale della peste suina africana riporta 3.334 casi di positività nei virale nei cinghiali e 53 focolai confermati nei suini domestici.
Considerando esclusivamente i casi nei cinghiali, le regioni che hanno registrato il maggior numero di positività risultano Liguria (1.197 casi), Piemonte (799) ed Emilia-Romagna (540), seguite da Lombardia (351) e Toscana (253). La distribuzione territoriale delle positività nei selvatici appare coerente con le aree già interessate nelle fasi precedenti dell’emergenza.

Per quanto riguarda invece i focolai negli allevamenti suini, il numero complessivo resta concentrato in poche regioni. In particolare, Lombardia (30 focolai) e Piemonte (9) rappresentano la quota principale del totale nazionale, mentre nelle altre regioni i riscontri risultano sporadici.

Nel periodo compreso tra il 25 dicembre 2025 e il 27 gennaio 2026 non sono stati segnalati nuovi focolai di peste suina africana negli allevamenti suini, confermando una situazione di stabilità per il comparto produttivo.

Nello stesso arco temporale, si è invece osservato un incremento dei casi nella popolazione di cinghiali, con 131 nuove positività complessive rilevate in regioni già interessate dalla circolazione del virus, in particolare Toscana, Liguria, Emilia-Romagna, Lombardia e Piemonte (vedi tabella 1). Gli aumenti più rilevanti si registrano nelle province di Lucca (+62 casi), Massa (+26), Genova (+13) e La Spezia (+16), a conferma della persistente circolazione del virus nella fauna selvatica.

Tab. 1 - Numero di animali positivi alla Psa per regione e provincia dal 01/01/2022 al 27/01/2026 (3334 casi nei cinghiali e 53 focolai nei suini)
Regione Provincia Cinghiale (casi) Totale regione Suino (focolai) Totale regione
Calabria Reggio calabria 18 18 6 6
Campania Salerno 73 73 0 0
Emilia Romagna Parma 321 540 0 2
Piacenza 216 2
Reggio emilia 3 0
Lazio Roma 95 95 1 1
Liguria Genova 950 1197 0 0
Savona 199 0
La spezia 48 0
Lombardia Pavia 310 351 22 30
Milano 41 2
Lodi 0 6
Piemonte Alessandria 714 799 1 9
Novara 64 7
Asti 21 0
Vercelli 0 1
Sardegna Sassari 4 8 0 5
Nuoro 3 5
Sud sardegna 1 0
Toscana Massa 140 253 0 0
Lucca 113 0
Totale 3334 53
Fonte: Bollettino epidemiologico nazionale Peste suina africana

Sul piano istituzionale, il 22 gennaio 2026 si è svolta una videoconferenza tra il Commissario straordinario alla Psa e le Regioni, finalizzata a fare il punto sulla gestione sanitaria e sulle attività di sorveglianza. A livello locale, Prefetture e amministrazioni comunali continuano a coordinare interventi di monitoraggio e misure operative, anche attraverso iniziative istituzionali che hanno visto la partecipazione del Commissario straordinario nelle ultime settimane di gennaio.

Implicazioni per il comparto suinicolo

Per gli allevatori, il quadro di gennaio 2026 non introduce nuove restrizioni né cambiamenti normativi sostanziali, ma conferma la necessità di mantenere standard elevati di attenzione operativa. La stabilità osservata negli allevamenti appare strettamente legata alla continuità delle misure di prevenzione adottate negli ultimi anni, in particolare in termini di biosicurezza, gestione degli accessi e controllo delle movimentazioni.

Psa: aggiornamenti europei

Nel periodo 1–21 gennaio 2026, i dati del sistema europeo Adis mostrano che la peste suina africana nell’Unione europea interessa prevalentemente la popolazione di cinghiali, con notifiche diffuse in numerosi Paesi.

I numeri più elevati di focolai nel selvatico si registrano in Polonia (120), Lettonia (98), Lituania (96) e Italia (82), seguite da Romania (52), Ungheria (40) e Bulgaria (39).
I focolai nei suini domestici risultano invece meno numerosi e concentrati in pochi Paesi, in particolare in Romania (12 focolai) e Moldova (4), mentre in Croazia, Lettonia, Slovenia e Serbia è stato notificato un singolo focolaio nel periodo considerato.

Nel complesso, la tabella conferma una diffusione ampia e persistente della Psa nella fauna selvatica europea, a fronte di un coinvolgimento più limitato degli allevamenti (vedi tabella 2). In questo contesto, i focolai negli allevamenti, pur meno numerosi, continuano a verificarsi in specifiche aree dell’Ue, mentre la stabilità osservata negli allevamenti italiani si inserisce in un quadro europeo complesso, caratterizzato da una persistente circolazione del virus nel selvatico.

Tab. 2 - Peste suina africana – Nuovi focolai notificati in Europa (ADIS, 1–21 gennaio 2026)
Suini domestici Cinghiali 
Romania (12), Moldova (4), Croazia (1), Lettonia (1), Slovenia (1), Serbia (1) Polonia (120), Lettonia (98), Lituania (96), Italia (82), Romania (52), Ungheria (40), Bulgaria (39), Germania (19), Estonia (16), Croazia (15), Slovacchia (15), Serbia (10), Spagna (6), Moldova (5), Ucraina (2), Slovenia (1)

Spagna

Nel mese di gennaio 2026, le autorità agricole catalane hanno confermato 21 nuovi casi di peste suina africana nei cinghiali selvatici nella regione di Barcellona, portando a 85 il numero complessivo di positività rilevate entro un raggio di 6 km attorno ai focolai già noti.
Il dato conferma la persistenza dell’infezione nella fauna selvatica, nonostante le misure di contenimento in atto.
Già a metà gennaio, precedenti report avevano segnalato due nuovi focolai secondari di Psa nei cinghiali nel nord-est della Spagna, con 13 animali trovati morti.

Lettonia

Nel mese di gennaio 2026 è stato confermato un focolaio di peste suina africana in un allevamento suinicolo in Lettonia, presso l’azienda SIA Vaiodes bekons, che ospita oltre 22.000 suini. A seguito della conferma, il Servizio statale per la sicurezza alimentare e veterinaria (Pvd) ha immediatamente disposto la quarantena, il blocco delle movimentazioni di animali e prodotti suinicoli e l’avvio delle misure di eradicazione del focolaio.

Secondo le informazioni ufficiali, dall’inizio del 2026 in Lettonia sono stati confermati 83 casi di Psa nei cinghiali, distribuiti in 37 parrocchie di 13 municipalità.
Nel complesso, dal giugno 2014, anno della prima segnalazione del virus nel Paese, la Psa è stata diagnosticata in 11.294 cinghiali.
L’azienda SIA Vaiodes bekons è uno dei principali operatori del settore suinicolo lettone: nel 2024 ha registrato un fatturato pari a 5,94 milioni di euro, con un utile di 203.600 euro, in calo rispetto all’anno precedente.

Germania

Anche in Germania continuano ad essere segnalati casi di Psa nei cinghiali selvatici nel 2026. Secondo i dati di gennaio 2026 raccolti dal sistema europeo Adis, la Germania ha notificato circa 12 casi di Psa in cinghiali nel solo primo periodo dell’anno (01–14 gennaio 2026), una delle frequenze più elevate tra i Paesi europei in questo periodo.

Relativamente al 2025, il rapporto annuale tedesco sull’Asf indica che 1.994 casi di Psa sono stati rilevati in tutto il Paese entro il 31 dicembre 2025, con una tendenza al calo dei casi nei selvatici nella seconda metà dell’anno rispetto ai picchi precedenti.
Al momento non emergono segnalazioni recenti di nuovi focolai negli allevamenti suini tedeschi nei bollettini del 2026; la presenza della Psa si mantiene prevalentemente confinata alla fauna selvatica.

Psa stabile negli allevamenti ma attiva nel selvatico - Ultima modifica: 2026-02-18T16:21:54+01:00 da Laura Della Giovampaola

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