La PRRS (Porcine reproductive and respiratory syndrome) è una delle principali patologie della suinicoltura mondiale, con rilevanti effetti sulla fertilità, sulla mortalità dei suinetti e sui costi di produzione.
Da anni si studiano strategie per contrastare la malattia, ma più recentemente la ricerca ha rivolto l’attenzione alle nuove tecniche genomiche, tra cui CRISPR-Cas9, con l’obiettivo di ridurre geneticamente la suscettibilità dei suini al virus. Il patogeno sfrutta infatti il recettore CD163 per entrare nelle cellule: modificando specifiche porzioni di questo recettore attraverso il genome editing è possibile ostacolare l’infezione.
Queste applicazioni sono tuttavia ancora in fase sperimentale e regolatoria. Tra i principali soggetti impegnati nello sviluppo di linee suine geneticamente modificate figura Pig Improvement Company (PIC), società del gruppo Genus plc.
A livello internazionale, negli Stati Uniti la Food and Drug Administration (FDA) valuta caso per caso gli animali ottenuti mediante editing genetico. Le applicazioni contro la PRRS hanno raggiunto una fase avanzata di valutazione, ma non sono ancora adottate su larga scala. Approcci analoghi sono in corso anche in Canada, Brasile e Cina, con differenti livelli di sviluppo scientifico e regolatorio.
Nell’Unione Europea il genome editing è oggetto di crescente attenzione, ma attualmente gli organismi ottenuti con queste tecniche rientrano nella normativa sugli Ogm (Direttiva 2001/18/Ce). Il quadro vigente comporta procedure autorizzative e sperimentali lunghe e complesse, che ne limitano fortemente l’applicazione pratica. Parallelamente, è in corso a livello europeo il percorso di revisione normativa sulle Nuove tecniche genomiche.
La possibilità di sviluppare suini geneticamente meno suscettibili alla PRRS è stata dimostrata, ma il passaggio all’applicazione su larga scala richiede ulteriori evidenze scientifiche e un quadro normativo specifico. Secondo gli esperti, questa tecnologia potrebbe ridurre significativamente l’impatto sanitario della malattia, aumentando la stabilità produttiva e semplificando la gestione degli allevamenti. L’adozione industriale rimane tuttavia ancora agli inizi.
Fonte: Teseo - Clal









