“Ci si attendeva una ripresa dei prezzi già in settimana, considerando anche la disponibilità limitata di capi. Tuttavia, non sono emersi quei segnali rialzisti che sarebbero stati coerenti con l'attuale scenario”.
Secondo Antenore Cervi, responsabile nazionale suinicoltura per Cia-Agricoltori Italiani, il quadro economico sconta un mese di maggio sottotono, con quotazioni inferiori alle aspettative a causa di dinamiche internazionali sfavorevoli.
Sul mercato della carne persistono forti tensioni, alimentate anche dalla scelta dei macelli italiani di non lavorare a pieno regime, nonostante l'assenza di eccedenze produttive.
“Non è una colpa che attribuisco ai macellatori, che oggi detengono il potere maggiore nel determinare la disponibilità di carne sul mercato, la mia è una semplice analisi – precisa Cervi –. Al contempo, però, subentra la preoccupazione: a fine giugno i listini dovrebbero già registrare un’inversione di tendenza, e il basso numero di suini disponibili lo consentirebbe”.
Se da un lato il comparto del Prosciutto di Parma invia segnali rassicuranti, con un aumento delle stagionature a prezzi sostenibili per i produttori, per Cervi “il nodo centrale resta il collocamento delle carni. Scontiamo sia la concorrenza estera, sia la difficoltà della filiera italiana nel dare il giusto valore alla produzione nazionale”.
Sul settore grava inoltre l’incognita legata alla diffusione della Peste suina africana (psa). Le criticità spaziano dalla provincia di Cuneo – area chiave per la suinicoltura – fino alla zona calda dell’Appennino tosco-emiliano, dove la messa in atto di barriere fisiche e soluzioni di contrasto strutturali continua a rivelarsi complessa.
Tra le note positive, Cervi segnala l'attuale insediamento delle commissioni interprofessionali del Prosciutto di Parma e del San Daniele. Inoltre, il Ministero ha dato il via libera alla pubblicazione dei dati Crpa e Crenba relativi al sistema Classyfarm.
“Grazie alla massima trasparenza, potremo finalmente valorizzare gli enormi passi avanti fatti dagli allevamenti sul fronte del benessere animale – conclude Cervi –. Sarà uno strumento decisivo per tutelare la suinicoltura da attacchi mediatici strumentali e spesso privi di fondamento, dimostrando che la stragrande maggioranza delle nostre aziende vanta standard d’eccellenza”.








