Marzo: 1,409 euro/kg il prezzo del suino pesante

redditività
Nonostante l’aumento delle quotazioni dei capi da macello, la redditività della suinicoltura italiana cala del 2,8% (rispetto al mese precedente) a causa della crescita dei prezzi dei principali alimenti, primo fra tutti quello della soia

Anche a marzo il mercato dei suini da macello è ancora in rialzo, perlomeno riguardo al confronto dei prezzi mese su mese. I capi pesanti destinati a prodotti Dop fanno registrare +2,1% rispetto al periodo precedente per un valore di 1,409 euro/kg; quelli di peso 144-152 kg e 152-160 kg mostrano quotazioni pari rispettivamente a 1,319 euro/kg (+2,3% su febbraio) e a 1,349 euro/kg (+2,2%). Per tutte le tipologie di peso rimangono negativi invece i dati relativi al confronto con lo stesso periodo del 2020, con valori intorno al -8%. Per quanto riguarda le quotazioni dei suini da macello destinati al circuito non tutelato, per i capi pesanti si registra una variazione congiunturale positiva del 2,2% con un prezzo giunto a 1,297 euro/kg, mentre per quelli di peso 90-115 kg il valore è stato di 1,147 euro/kg (+2,5%). Anche in questo caso, le variazioni tendenziali sono state negative per tutte le tipologie di peso considerate, con dati compresi tra il -9% e il -10%. Medesima situazione mostrano le quotazioni dei suinetti da allevamento di peso 30 Kg che a marzo hanno fatto registrare una variazione congiunturale positiva (+14%) con un prezzo medio mensile pari a 3,322 euro/kg, ma molto al di sotto rispetto ai valori registrati nello stesso periodo dell’anno scorso (-14,3%). Sul fronte della redditività, l’indice Crefis della suinicoltura italiana cala a marzo del 2,8% rispetto al mese precedente. Questo andamento negativo è dovuto, soprattutto e come spesso accade, alla crescita dei prezzi dei principali alimenti, primo fra tutti quello della soia, che ha annullato l’effetto positivo dell’aumento delle quotazioni dei capi da macello. Anche a livello tendenziale la variazione registrata resta fortemente negativa e paria a -25,3%.

Prezzi suini italiani: marzo 2021

Cun suini e suinetti Medie mensili (€/Kg) Variazioni %
marzo 2021 mar. 2021/            feb. 2021 mar. 2021/           mar. 2020
Suini da macello - circuito tutelato
144-152 kg 1,319 2,3 -8,3
152-160 kg 1,349 2,2 -8,1
160-176 kg 1,409 2,1 -7,8
Suini da macello - circuito non tutelato
90-115 kg 1,147 2,5 -10,0
144-152 kg 1,207 2,4 -9,5
152-160 kg 1,237 2,3 -9,3
160-176 kg 1,297 2,2 -8,9
Suinetti
7 kg (euro/capo) 52,950 5,4 -18,7
30 kg 3,322 14,0 -14,3
Fonte: elaborazioni Crefis su dati Cun suini da macello e da allevamento

Macellazione: +2,4% la redditività rispetto a febbraio 

Il mercato del settore della macellazione, a marzo, mostra quotazioni dei principali tagli di carne fresca suina in crescita. I prezzi delle cosce fresche destinate a produzioni tipiche sono saliti raggiungendo, per la tipologia pesante, un valore di 3,983 euro/kg con una variazione congiunturale del +1,8%, mentre quelle destinate al prodotto non tipico hanno fatto segnare mese su mese +2,1% per un valore di 3,343 euro/kg. Ma le variazioni rispetto ai valori registrati lo scorso anno nello stesso periodo di riferimento sono tutte negative: -1,8% per il prodotto Dop e -3,8% per quello generico. Anche i lombi segnano lo stesso andamento, infatti il prezzo del lombo taglio Padova ha raggiunto un valore di 3,550 euro/kg (+10,5% il dato congiunturale), mentre la quotazione del lombo taglio Bologna è aumentata del +7,4% (3,275 euro/kg). Anche in questo caso le variazioni tendenziali sono risultate negative per entrambi i prodotti: -9,6% e -13,8%% rispettivamente.

Sempre a marzo il prezzo della coppa fresca refilata da 2,5 kg è salito del +0,7%, raggiungendo i 3,865 euro/kg, mentre è cresciuto del +2,8% il prezzo della pancetta fresca squadrata da 4/5 kg, quotata a 3,898 euro/kg. Rispetto allo scorso anno, l’attuale quotazione della coppa è risultata inferiore del -17,9%, mentre quello della pancetta del -0,1%.

Restano invece invariate le quotazioni del lardo fresco, con prezzi fermi a 2,800 euro/kg per il prodotto di spessore 3 cm ed a 3,600 per quello di spessore 4 cm. Negative le variazioni tendenziali.

Nel periodo di riferimento l’indice Crefis per la redditività del comparto della macellazione italiana mostra un dato in salita del 2,4% a livello congiunturale e una variazione rispetto al 2020 del +2,8%. Il buon andamento del segmento è dovuto alle quotazioni in crescita dei lombi e delle cosce fresche nonostante l’aumento dei costi per i capi da macello.

Stagionatura: il differenziale di redditività (tra Dop e non) è a favore delle Dop 

Passando ai prodotti stagionati a marzo si registra una battuta d’arresto delle quotazioni. Il Prosciutto di Parma ha mostrato un valore medio mensile di 7,850 euro/kg, quotazione che, se confrontata ai prezzi dello stesso periodo del 2020, risulta in calo del 2,5%. Fermi i valori del prodotto non tipico sempre, nella tipologia pesante: 6,175 euro/kg; ma la variazione tendenziale, anche in questo caso, è deludente (-1,6%).

La situazione delle quotazioni ha quindi influito sulla redditività del comparto della stagionatura mostrando andamenti opposti per il prodotto Dop rispetto a quello generico. Il Prosciutto di Parma nella tipologia pesante, a marzo e a livello congiunturale, fa registrare un indice Crefis in salita del 5,7%; mentre il confronto rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso mostra un forte calo: -13,1%. Al contrario l’andamento mese su mese della redditività della stagionatura dei prodotti generici risulta in calo (-3%) ma si mantiene su livelli positivi se si considera la variazione rispetto al marzo 2020: +21,2%. Il differenziale di redditività tra le produzioni Dop e quelle non tipiche (-11,1%) resta a favore di quest’ultime.

Marzo: 1,409 euro/kg il prezzo del suino pesante - Ultima modifica: 2021-04-02T13:06:13+02:00 da Mary Mattiaccio

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