Gennaio 2026 conferma un inizio d’anno segnato da una marcata selettività nei consumi domestici di carni fresche e salumi. Nel segmento delle carni fresche si osserva una netta differenziazione tra le diverse specie: la carne suina mostra una crescita significativa dei volumi (+8,1%), accompagnata da prezzi medi pressoché invariati (+0,5%). La stabilità dei prezzi rappresenta un fattore chiave nel rafforzare un trend espansivo già emerso nel 2025 e contribuisce a sostenere la competitività della categoria in termini di convenienza e flessibilità d’uso.
Di segno opposto l’andamento della carne bovina, che registra una riduzione sensibile dei volumi a fronte di un consistente incremento dei prezzi medi. Tale dinamica evidenzia una forte elasticità alla leva prezzo e lascia ipotizzare uno spostamento degli acquisti verso altre fonti proteiche di valore. La carne avicunicola presenta invece una dinamica positiva, pur in presenza di un aumento dei prezzi medi del 5%, consolidando il proprio ruolo di alternativa percepita come equilibrata tra costo e leggerezza.
Nel comparto dei salumi emerge una crescente propensione verso prodotti a maggiore valore aggiunto: il prosciutto crudo registra un aumento rilevante dei volumi (+5%), sostenuto soprattutto dal segmento Dop (+10,2%). Questo andamento segnala una più forte attenzione dei consumatori verso referenze certificate e di fascia premium.
Il prosciutto cotto mostra una lieve contrazione (-0,7% a volume, a fronte di un +0,4% a peso imposto), con prezzi sostanzialmente stabili, suggerendo un atteggiamento più cauto nei confronti dei prodotti di largo consumo.
La mortadella evidenzia a gennaio una diminuzione più accentuata delle vendite (-4,5%), associata a un incremento dei prezzi medi (+1,8%), mentre il salame risulta complessivamente stabile nei volumi (+0,1%), con una crescita riconducibile prevalentemente all’effetto prezzo (+2,8%).
Nel complesso, il mese delinea un consumatore particolarmente attento alla sostenibilità della spesa, ma ancora disposto a premiare i prodotti percepiti come superiori per qualità e origine. Si osserva così un riequilibrio del carrello tra le diverse fonti proteiche: laddove i livelli di prezzo risultano più elevati, prevale un approccio prudente all’acquisto. Resta tuttavia centrale il ruolo distintivo dell’alimentare italiano, fondato su qualità, tracciabilità e gusto.
Fonte: Clal (Teseo)








