Teseo ha raccolto le opinioni di operatori dell’allevamento, dell’industria e della distribuzione per fare il punto sulla percezione dell’attuale fase di mercato.
Dai contributi emerge un sentiment prudente. Le quotazioni intorno a 2,00 €/kg segnano un recupero dopo un primo semestre difficile, ma resta da capire quanto a lungo potranno mantenersi su questi livelli. Tra le principali incognite c’è l’evoluzione del mercato europeo: una maggiore disponibilità di prodotto e prezzi più competitivi sui mercati esteri potrebbero aumentare la pressione sul mercato interno, con possibili ripercussioni anche sulla tenuta delle scrofaie italiane destinate alla produzione di suinetti per il circuito tutelato, e favorire il ricorso a carni estere.
Anche il recente rialzo delle quotazioni dei suini da macello viene interpretato con cautela. La minore disponibilità stagionale e i pesi più contenuti hanno sostenuto il recupero, ma un aumento dell’offerta potrebbe riportare pressione sui prezzi.
Sul fronte dei costi di produzione, mangimi, energia, gasolio, trasporti e gestione della Psa continuano a comprimere i margini. Gli investimenti in efficienza, benessere e biosicurezza rimangono necessari, ma l’incertezza dello scenario porta gli operatori a una maggiore prudenza nella programmazione.
Nel comparto dei salumi, secondo alcuni operatori, l’aumento dei prezzi dei Dop è legato soprattutto alla minore disponibilità di prodotto, mentre per alcuni salumi non tutelati si registra una debolezza dei volumi di vendita. Resta quindi da valutare quanto l’export possa compensare la debolezza della domanda interna. La filiera Dop continua a rappresentare un elemento di differenziazione del suino italiano, ma dagli operatori emerge l’esigenza di una maggiore collaborazione strategica lungo la filiera e di investimenti coordinati. L’inflazione e i prezzi elevati spingono inoltre a guardare ai mercati esteri più sensibili alla qualità e disponibili a riconoscerla anche sul piano del prezzo.
Nel complesso, gli operatori intervistati da Teseo guardano con attenzione al recupero delle quotazioni, senza però considerarlo necessariamente strutturale. Prezzi, costi di produzione, disponibilità di suini e competitività del prodotto italiano rispetto all’offerta europea saranno i principali elementi da monitorare nei prossimi mesi.
Fonte: Teseo/Clal









