Valutazione dei programmi genetici

programmi genetici
In seguito al rigetto di alcune linee genetiche per i circuiti Dop e Igp, sono stati emessi alcuni documenti ufficiali che aggiornano i requisiti minimi per l’ammissione dei suini destinati alle produzioni tipiche

Lo scorso 2021, il Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria (Crea) e il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (Mipaaf) hanno pubblicato l’esito di procedimento di riesame che ha portato al rigetto di alcune linee genetiche nel loro impiego come riproduttori nei circuiti Dop e Igp.
Nello specifico si trattava di: Topigs - Linea L, Topigs - Fomeva 11, Topigs - Talent Italiano, Pic - GP1020, Pic - GP 1075, Pic - GP 1010, Hypor - Hypor Rocky Duroc, Gorzagri - Goland - GP sintetico.
Secondo le indicazioni, le ditte elencate avrebbero potuto utilizzare i verri del relativo tipo genetico per un periodo transitorio della durata di dodici mesi, e di trentasei mesi per le scrofe.
A decorrere dalla data di scadenza del periodo transitorio indicato, sarebbe scattato il divieto di utilizzo dei riproduttori del tipo genetico in questione nell’ambito dei circuiti Dop e Igp.
Questa decisione ha portato parecchio sconforto nella filiera suinicola, con il rischio di vedere calare in modo drastico la popolazione suina utilizzabile nei circuiti tutelati.
A seguito di diversi incontri tra le parti, il Mipaaf, lo scorso 16 giugno, ha pubblicato un primo decreto (decreto 16 giugno 2022) in cui sono riportati i requisiti tecnici minimi relativi alle “Norme tecniche del disciplinare dell’Albo nazionale dei registri dei suini riproduttori ibridi” secondo cui i programmi genetici di linea pura che selezionano caratteri “maschili” devono disporre di una popolazione minima di almeno 150 scrofe, mentre quelli che selezionano caratteri “femminili” devono disporre di una popolazione minima di almeno 650 scrofe, condizione da raggiungere entro trentasei mesi dall’approvazione del programma.

Passaggio fondamentale del programma è che non è prevista alcuna possibilità di rinsanguamento se non su richiesta specifica al comitato tecnico ibridi (Cti) presso il Mipaaf.
Inoltre, tutti i riproduttori suini ibridi maschi individuati e destinati all’inseminazione artificiale pubblica devono essere sottoposti a una prova di performance ed aver superato con esito favorevole la valutazione genetica per la “Classe linea pura”, o avere ascendenti di razza o linea pura che siano stati sottoposti a prova ed abbiano superato con esito favorevole la valutazione genetica per la “Classe ibridi”.
Il Mipaaf ha poi pubblicato la cosiddetta “lista positiva” ammessa per la produzione di suini destinati alle produzioni tipiche, ai sensi del D.M. 05/12/2019, con cui le case genetiche hanno di fatto modificato in parte il programma genetico, avendo dato un peso maggiore ai parametri qualitativi previsti dai disciplinari dei prodotti Dop, quali spessore del grasso, calo peso in stagionatura, ecc.
Successivamente, con un secondo decreto (decreto 28 luglio 2022), sono state pubblicate le “Linee guida per la valutazione ed il corretto svolgimento dei programmi genetici”. Vengono stabilite le informazioni minime che l’ente selezionatore o l’ente ibridatore deve inserire nel programma genetico relativamente alle razze pure dei libri genealogici. Dovranno essere fornite diverse informazioni sulla popolazione oggetto del programma di selezione, quali numero e sesso dei riproduttori coinvolti, loro distribuzione per azienda e percentuale di inseminazioni in purezza. Successivamente, l’Autorità competente valuta i programmi genetici e li approva a condizione che perseguano uno o più dei seguenti scopi: miglioramento della razza, conservazione della razza, creazione di una nuova razza, ricostituzione di una razza.
Per i programmi genetici che hanno come scopo il miglioramento della razza, dovranno essere definite le dimensioni minime dei riproduttori secondo il seguente schema:
- Specie ad alta capacità riproduttiva: minimo 35 maschi riproduttori, minimo 2.400 femmine riproduttrici, minimo 2.000 riproduttori femmina nei casi in cui più del 20% di accoppiamenti venga effettuato con maschi di altra razza;
- Specie a bassa capacità riproduttiva: minimo 35 maschi riproduttori, minimo 7.200 femmine riproduttrici, minimo 6.000 riproduttori femmina nei casi in cui più del 20% di accoppiamenti venga effettuato con maschi di altra razza.
È anche specificato che nel caso di piani di conservazione della razza (razze autoctone) o di creazione di una nuova razza o di ricostituzione di una razza, non si possono imporre vincoli dimensionali, perché l’obiettivo è conservare gli animali ancora esistenti e fissare i caratteri ricercati.
Per programmi genetici che abbiano come scopo la ricostituzione di una razza, sarà preminente l’esame della fondatezza delle motivazioni e giustificazioni alla base dell’iniziativa, oltre all’esame delle caratteristiche del programma genetico. Ai programmi genetici di ricostituzione non si possono imporre vincoli dimensionali, trattandosi di progetti che per la loro stessa attuazione necessitano del riconoscimento.

Valutazione dei programmi genetici - Ultima modifica: 2022-11-02T17:13:25+01:00 da Lucia Berti

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