Abolizione gabbie 2023: l’Ue temporeggia

abolizione gabbie in allevamento
La presidentessa della Commissione europea ha annunciato pochi giorni fa che il divieto dell’allevamento in gabbia e di altre misure per il benessere degli animali, precedentemente promessi per fine 2023, saranno rinviati

Il 13 settembre, la Presidentessa della Commissione europea Ursula von der Leyen ha rivelato nel suo discorso sullo stato dell’Unione che la Commissione ha momentaneamente rinviato il suo precedente impegno di vietare l’allevamento in gabbia, assunto in risposta alla richiesta da parte di 1,4 milioni di cittadini durante il “simil-referendum” sulla tematica nel 2021. La nuova legislazione era infatti attesa per entro la fine del 2023, ma sembra essere rimandata. La notizia, da una parte solleva gli allevatori e gli addetti al settore dall’imminenza di nuove leggi e nuove costrizioni (e nuovi investimenti), ma dall’altro ha mosso l’opinione pubblica capitanata dalle associazioni animaliste, che valutano la decisione come “una scandalosa dimostrazione di disprezzo per l’impegno civico, in un momento in cui le persone stanno già perdendo fiducia nell’Unione Europea”.

È certo che il movimento “End the Cage Age”, che aveva ottenuto la promessa di divieto delle gabbie con un testo legislativo da proporre entro la fine del 2023, esplorerà tutte le opzioni disponibili per garantire che l’Ue realizzi ciò che è sembra essere la volontà dei cittadini. Si prevede una guerra tra fronti.

Il programma di lavoro Ue per il 2024 non include l’abolizione delle gabbie

Tra le proposte dell’attuale Commissione in ambito animale non sono presenti le modifiche all’attuale legislazione sulle gabbie, promesse nel 2021, mentre è presente l’impegno a presentare una proposta per modificare il regolamento sui trasporti di animali vivi, che sarà pubblicata a dicembre, prima della scadenza dell’attuale mandato della Commissione. Restano in sospeso le normative sugli animali da allevamento, sulla macellazione e sull’etichettatura. In realtà, per la regolamentazione di queste ultime manca anche una chiara tempistica.

Ne parla il Financial Times

Secondo la nota testata Financial Times, alla base di questo passo indietro della Commissione Europea ci sarebbero l’aumento dei costi alimentari per la zootecnia, che sono saliti impennandosi dopo la guerra tra Russia e Ucraina nell’ultimo anno. Tre ufficiali Ue, dichiara il Financial Times, sembrerebbero addirittura confermare che il piano dell’abbandono delle gabbie possa essere completamente abbandonato a favore di un nuovo programma sull’utilizzo sostenibile delle fonti alimentari. Tuttavia, un quarto ufficiale smentisce, dichiarando che si tratta solo di una ritardo e che verrà proposto un nuovo piano per il benessere animale. Questa legislazione attesa per la fine del 2023 e non più in arrivo è una delle poche rimanenze del pacchetto EU’s Green Deal, proposto nel 2019 per l’ottenimento di un’economia più sostenibile.

Nel 2024 le nuove elezioni, possono riaprirsi i giochi

Malgrado questo cambio inatteso di rotta, dal 2024, con le nuove elezioni della Commissione, possono tornare ad essere ridiscussi tutti i temi non conclusi con il precedente gruppo di lavoro. L’abolizione delle gabbie, quindi, può tornare ad essere il tema che fa preoccupare il settore, più che altro per gli aspetti economici che conseguono la sostituzione delle vecchie strutture con le nuove e la regolazione di nuovi spazi più ampi per le scrofe in lattazione.

L’Eurobarometro

Proteggere il benessere degli animali è essenziale per gli europei, come dimostrano i risultati di un sondaggio Eurobarometro pubblicato recentemente. La Commissione opera da oltre 40 anni per migliorare il benessere degli animali, migliorando progressivamente la vita degli animali e adottando nella legislazione standard di benessere tra i più elevati al mondo. Questa indagine dimostra l’importanza di questo argomento per i cittadini di tutta l’Ue.

La grande maggioranza degli europei (84%) ritiene che il benessere degli animali d’allevamento dovrebbe essere tutelato meglio nel proprio paese di quanto non lo sia ora. Una percentuale simile (83%) sostiene la limitazione del tempo di trasporto degli animali. Quasi tre quarti degli intervistati (74%) sono favorevoli a una migliore tutela del benessere degli animali da compagnia nel proprio Paese. Oltre il 90% degli europei ritiene che le pratiche agricole e di allevamento debbano soddisfare i requisiti etici di base. Questi includono l’offerta agli animali di spazio sufficiente, cibo e acqua sufficienti, ambienti adatti alle loro esigenze (lettiera, paglia, ecc.) e la garanzia di una corretta gestione.

L’indagine ha inoltre evidenziato un elevato livello di preoccupazione per il benessere degli animali nei macelli. Tre quarti degli intervistati ritengono inaccettabile la pratica di uccidere i pulcini maschi dopo la nascita, mentre la stragrande maggioranza è favorevole al divieto di tagliare alcune parti del corpo degli animali (coda, orecchie, becco, ecc.) se non strettamente necessario e sotto anestesia.

Per quanto riguarda l’allevamento di animali da pelliccia, oltre la metà degli intervistati (57%) ritiene che dovrebbe essere severamente vietato nell’Ue, mentre quasi un terzo (32%) ritiene che dovrebbe essere mantenuto solo a condizioni di benessere migliorate. Quando si tratta di importazioni di prodotti alimentari da paesi extra-Ue, oltre otto europei su dieci (84%) ritengono che l’attuale situazione del benessere degli animali dovrebbe cambiare, applicando le norme Ue sul benessere degli animali alle importazioni alimentari o etichettando gli alimenti secondo gli standard applicati.

Nonostante le interviste siano state condotte nel marzo 2023, quando i prezzi dei prodotti alimentari erano già molto elevati a causa dell’inflazione, il 60% degli intervistati ha indicato che sarebbe disposto a pagare di più per prodotti provenienti da sistemi di allevamento rispettosi del benessere degli animali. Circa un quarto (26%) sarebbe disposto a pagare fino al 5% in più per alimenti rispettosi del benessere degli animali.


L’articolo completo è pubblicato sulla Rivista di Suinicoltura 10/2023

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Abolizione gabbie 2023: l’Ue temporeggia - Ultima modifica: 2023-11-13T08:15:29+01:00 da Annalisa Scollo

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