Mosche: piccoli insetti, grandi problemi

mosche su suini
Chi è senza mosche in allevamento scagli una pietra o ci dica il suo segreto!

Le mosche sono ospiti indesiderati e costituiscono una minaccia per la salute e il benessere degli animali, ma anche per la produttività dell’allevamento. Applicare un corretto piano di controllo contro le infestazioni da mosche negli allevamenti di suini può dimostrarsi l’arma vincente per aiutare a proteggere gli animali, gli operatori e i profitti.

La mosca non solo costituisce una fonte di stress per gli animali con ripercussioni sulle loro performance, un fastidio per gli operai e le abitazioni o attività lavorative limitrofe, ma sono anche vettori di patogeni che possono trasmettere malattie.

Affrontiamo un problema per volta:

  1. Conosciamo le mosche e il loro comportamento.
  2. Mosche e performance zootecniche.
  3. Mosche come vettori di malattie.
  4. Come agire sulle infestazioni da mosche.

Mosche: chi sono e come si comportano in allevamento.

Le mosche sono insetti capaci di adattarsi all’ambiente in cui si trovano e perciò sono presenti in ogni tipologia di allevamento, indipendentemente dalla specie animale che è presente. Le due specie più comuni in Italia sono la Mosca Cavallina (Stomoxys Calcitrans) e la Mosca Domestica (Musca Domestica), vivono mediamente dalle 2 alle 4 settimane e hanno una notevole capacità riproduttiva: ogni femmina di mosca può infatti deporre fino a 500 uova in diversi gruppi di 75-150 uova ad intervalli di 3 o 4 giorni1.

L’ambiente ideale dove vengono deposte le uova è il materiale organico, compresi letame e materiale in decomposizione che si accumulano sotto le infiltrazioni d’acqua e in zone difficili da pulire. La larva di mosca completa il suo sviluppo tra i 7 e 10 giorni: più sono alte le temperature più velocemente attraverserà i 3 stadi larvali fino a quando la larva di 3° età si avvolge in una pupa da cui nascerà un insetto adulto1. La massima deposizione di uova si verifica a temperature intermedie da 25 a 35 °C, e ad ogni aumento di 1°C della temperatura tra i 16 e i 35 °C nascono in media un 33% di mosche in più2.

Le mosche si nutrono di escrementi e cibo in decomposizione, e quando non si alimentano o depongono uova sono solite sostare sugli animali oppure vicino le finestre, porte, aree del soffitto degli edifici, ovvero vicini alle zone di alimentazione dei suini7.

Fig.1 – Ciclo vitale delle mosche

Conoscere il ciclo vitale della mosca e il suo comportamento ci permette di capire quando e come intervenire efficacemente: l’infestazione da mosche va infatti gestita da più fronti agendo sull’insetto adulto ed anche sulle larve (prima della trasformazione in pupe).

Mosche: l’impatto economico in allevamento.

Con l’aumento delle temperature primaverili/estive la presenza delle mosche in allevamento può diventare davvero consistente ed influire negativamente sulle performance dei suini con un conseguente impatto negativo sulla produttività. Uno studio del 2018 sull’impatto del controllo delle mosche negli allevamenti di suini dimostra un significativo miglioramento sia sulla mortalità che sulla crescita dei suinetti, oltre al conseguente risparmio economico3.

Nel dettaglio lo studio ha analizzato le performance di due gruppi di suini: uno allevato in un ambiente senza alcuna applicazione di trattamenti contro le mosche e l’altro gruppo allevato in un ambiente in cui sono stati applicati prodotti per il controllo delle mosche (sia larvicida che adulticida).

Tab. 1 – Caratteristiche dei gruppi di suini coinvolti nello studio

Stanza 1

Stanza 2

Presenti 1.467 suini

Ambiente non trattato con alcun prodotto o trattamento contro le mosche

Presenti 1.485 suinetti

Ambiente trattata con l’adulticida AGITA prima di essere popolata dagli animali e con il larvicida NEPOREX una settimana dopo

I risultati mostrano migliori performance nella stanza 2 trattata con Agita e Neporex, ovvero i suinetti:

  • hanno raggiunto il peso di macellazione 12 giorni prima;
  • hanno avuto un incremento di peso medio giornaliero di +91g (ovvero +10%/die);
  • è stata riscontrata una mortalità inferiore.

Inoltre, a causa del periodo di ingrasso più lungo dei suini alloggiati nella stanza 1 NON trattata con Agita e Neporex, i costi di alimentazione supplementari sono stati di 14.947€ per i 1.418 suini inviati al macello.

Tab. 2 - Risultati dello studio condotto sui suini da ingrasso presenti in strutture trattate o non trattate con prodotti per il controllo delle mosche2

Gruppo animali in struttura non trattata

Gruppo animali in struttura trattata con Agita/Neporex

Numero suini

1.467

1.485

Peso medio iniziale

28,3

28,1

Mortalità dei suini (n./%)

45 (3,3%)

33 (2,2%)

Peso finale (kg)

116

116

Incremento Medio Giornaliero (g)

718

809

Giorni al peso obiettivo (116Kg)

121

109

Costi aggiuntivi di alimentazione

14.947 euro

0 euro

Mosche: vettori di malattie in allevamento

Le mosche, nutrendosi di avanzi di cibo in decomposizione e di escrementi, si trasformano in vettori di patologie presenti nell’ambiente in cui si trovano costituendo una reale minaccia per gli animali e per gli esseri umani.

In particolare, questi insetti possono ospitare più di 100 differenti patogeni fra virus, batteri, protozoi e altri parassiti4. Il contagio può avvenire in maniera meccanica (contatto dell’insetto con l’animale) e attraverso le macchie lasciate dalle mosche (feci e rigurgito) su edifici, attrezzature e mangimi5:

  • le mosche domestiche posandosi sulla cute di un animale possono trasmettere patogeni, tra cui la Salmonella, l'Antrace (Bacillus anthracis), l'Escherichia coli, il virus del colera del suino e gli streptococchi emolitici;
  • le mosche cavalline, nutrendosi anche di sangue, sono in grado di fungere da vettore per il virus della Peste suina africana.
  • Ben 65 di questi patogeni può colpire anche l'uomo.

Le mosche inoltre possono percorre in volo fino a 32 km, portando in allevamento patogeni esterni altrettanto pericolosi per gli animali, come la Peste suina africana (PSA).

Sono diversi gli studi che hanno dimostrato il ruolo della mosca come vettore della PSA, tanto da rilevare questa malattia anche negli allevamenti con elevati standard di biosicurezza e mostrando il maggior numero di focolai osservati tra giugno, luglio e agosto6.

Fig. 2 Probabili vie di trasmissione dalla PSA a suini e cinghiali.

Già nel 1987 sono stati riportati casi di trasmissione sperimentale del virus della peste suina africana da parte della Mosca Cavallina. Le mosche si sono infettate con il virus della PSA nutrendosi di sangue prelevato direttamente da suini infetti o da tamponi imbevuti di sangue contenente il virus. Il virus sopravvive nell’insetto fino a due giorni dopo l'infezione. Questo risultato suggerisce che la trasmissione del virus è possibile in questo lasso di tempo6.

Impedire alle mosche di accedere in allevamento è impossibile, ma limitare la loro presenza e i potenziali danni che possono causare è possibile applicando un corretto piano di controllo che combatte le mosche sia nello stato larvale che di insetto adulto.

Mosche: il piano di controllo di Elanco

Agire efficacemente per tenere sotto controllo le mosche in allevamento diventa fondamentale per:

  • il benessere degli animali;
  • ridurre lo stress degli operatori;
  • evitare liti con i vicini;
  • diminuire la diffusione delle malattie tra gli animali e all’essere umano;
  • ottimizzare le performance degli animali.

Ma come fare? Bisogna agire per gradi, un passo alla volta, e avere gli strumenti giusti e sapere come usarli.

  1. Il punto di partenza è l’analisi del sito produttivo per individuare dove il problema è maggiormente diffuso ed è più importante intervenire. Sono solitamente punti sensibili:
  • settore di fecondazione,
  • settore di gestazione,
  • settore di maternità, o sala parto,
  • settore di post svezzamento.
  1. È utile darsi degli obiettivi in termini di performance e riduzione dei costi.

3. Le mosche vanno affrontate su più fronti:

  • il larvicida Neporex, a base di ciromazina, interrompe lo sviluppo da larve a pupe: se non diventano mosche non diventano un problema;
  • l’adulticida Agita, a base di thiamethoxam, elimina le mosche adulte già presenti nei vari
  1. Bisogna perseverare e monitorare i risultati:
  • i primi effetti visibili possono richiedere alcuni giorni, o settimane, dipende dalla situazione iniziale della popolazione di mosche;
  • i trattamenti non vanno ridotti o interrotti al primo segnale di miglioramento: le mosche possono arrivare dall’esterno e innescare rapidamente nuovi cicli di riproduzione e riattivare l’infestazione.

Infine, è importante tenere l’ambiente quanto più pulito possibile, per evitare l’insorgenza di infestazioni occorre rimuovere tutti i substrati idonei a ospitare lo sviluppo larvale delle mosche.


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1 Sanchez-Arroyo H, Capinera JL. Ho use fly, Musca domestica Linnaeus. Featured Creatu res, University of Florida. 2017.
2 Axtell RC. Fly Control in Confined Livestock and Poultry Production. Technical Monograph. 2002.
3 Gianazza S, Klein U, Betancur OJ, et al. The impact of Fly control in pigs. The 25th lnternational Pig Veterinary Society Congress 2018 lnternational PRRS Symposium, China. 2018; Poster IV-003.
4 Greenberg , B. MFlies and disease.u Scientific American,1965; 213 (1): 92-9.
5 Smallegange RC, den Otter CJ. Houseflies, annoying and dangerous. In Emerging pests and Vector-borne diseases in Europe Vol 1. Takken W and Knols BGJ. Wageningen Academic Publishers: The Netherlands. 2007. Pg. 281-292.; 2012.
6 Mateusz F., Grzegorz W. African Swine Fever Virus - The Possible Role of Flies and Other Insects in Virus Transmission 2020.

Mosche: piccoli insetti, grandi problemi - Ultima modifica: 2022-06-16T12:09:24+02:00 da Rivista di Suinicoltura

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