Controlli Nas nel Reggiano: maxi sanzione e stop alle movimentazioni

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Recinzioni inadeguate, cattiva gestione delle carcasse e carenze nei piani di derattizzazione e biosicurezza sotto la lente dei Nas. L'intervento evidenzia ancora una volta l'importanza del rispetto rigoroso delle misure anti-Psa per la tutela del comparto

I controlli sulla biosicurezza negli allevamenti suinicoli restano ai massimi livelli di attenzione, specialmente in un momento storico in cui la prevenzione della Peste suina africana (Psa) rappresenta una priorità strategica per la tenuta dell'intera filiera agroalimentare. Un'operazione congiunta condotta dai Carabinieri del NAS di Parma, dal Servizio Veterinario dell'Azienda Usl e dal Nucleo Carabinieri Forestale di Reggio Emilia ha portato al sanzionamento di un allevamento situato nella Bassa Reggiana per gravi e diffuse inosservanze normative.

Le criticità riscontrate: dalla biosicurezza strutturale ai mangimi

L'ispezione igienico-sanitaria ha portato alla luce un quadro di criticità strutturali e gestionali che violano direttamente i requisiti minimi richiesti per la profilassi della Psa:

  • Barriere perimetrali e zonizzazione: Riscontrate recinzioni incomplete o assenti in più punti, oltre a varchi sprovvisti di sistemi di chiusura. Tali carenze annullano la netta separazione tra "zona pulita" e "zona sporca", esponendo la struttura al rischio di accessi incontrollati e vettori esterni.

  • Mancata applicazione dei piani: Assenti o inapplicati sia il piano di biosicurezza aziendale sia i protocolli di derattizzazione.

  • Gestione dei sottoprodotti: La cella frigorifera per lo stoccaggio delle carcasse è risultata spenta e satura di animali in avanzato stato di decomposizione, non smaltiti entro i tempi di legge. Oltre al degrado igienico, la mancata conservazione aumenta esponenzialmente il rischio di proliferazione di vettori e veicolazione di patogeni.

  • Stoccaggio e preparazione alimenti: Nel locale destinato alla preparazione dei mangimi sono state rilevate incrostazioni, muffe e sporco stratificato, condizioni incompatibili con la tutela della salute animale e la prevenzione di contaminazioni crociate.

  • Sequestro di animali: Tre suini, stabulati in un edificio esterno non conforme ai requisiti di biosicurezza, sono stati posti sotto sequestro cautelare per prevenire rischi sanitari.

Sanzioni e provvedimenti amministrativi

Al legale rappresentante della struttura sono state contestate sanzioni amministrative per un importo complessivo di 11.500 euro. Parallelamente, è stata inoltrata formale richiesta all'Autorità sanitaria competente per l'emissione del provvedimento di divieto di movimentazione (fermo ufficiale in ingresso e in uscita degli animali), con blocco operativo dell'azienda fino al totale ripristino dei requisiti di sicurezza. Contestualmente, i sono stati eseguiti campionamenti su materiali edili sospettati di contenere amianto.

Un quadro di controlli sempre più stringente

L'operazione si inserisce in un piano di monitoraggio ad ampio raggio sul territorio emiliano. Solo pochi giorni prima, un altro allevamento reggiano era stato sanzionato per 1.000 euro a causa dell'assenza della stazione di disinfezione degli automezzi e dell'inadeguatezza delle recinzioni perimetrali.
Per le aziende del settore, l'episodio sottolinea l'assoluta inderogabilità dell'adeguamento strutturale e procedurale: la tenuta delle barriere sanitarie aziendali non è solo un obbligo di legge, ma il principale baluardo a protezione della patrimonio zootecnico nazionale.

Controlli Nas nel Reggiano: maxi sanzione e stop alle movimentazioni - Ultima modifica: 2026-08-25T10:02:20+02:00 da Laura Della Giovampaola

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