Proseguono le attività di contrasto alla peste suina africana (Psa), con l’obiettivo di contenere la diffusione del virus e tutelare il patrimonio zootecnico. Le azioni sono coordinate dalla Regione Toscana e dal commissario straordinario regionale per la Psa, secondo le indicazioni del commissario straordinario nazionale.
Il 17 settembre il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e il commissario Giorgio Briganti hanno fatto il punto sulla situazione.
Dal gennaio 2026 al 14 settembre sono stati individuati 645 focolai nei cinghiali. Negli allevamenti domestici sono invece stati registrati due focolai: a Comano, in provincia di Massa-Carrara, alla fine di giugno, e a San Marcello Piteglio, in provincia di Pistoia, nel mese di luglio.
Le attività finora svolte interessano in particolare i Comuni compresi nelle cosiddette zone di restrizione, ovvero le aree in cui la presenza della malattia richiede specifiche misure di controllo e prevenzione. I territori interessati si trovano nelle province di Massa-Carrara, Lucca, Pistoia, Prato, Pisa e Firenze.
“Sono convinto – ha detto il presidente Giani – che grazie alle misure che abbiamo messo in atto insieme al commissario Briganti riusciremo a contenere il più possibile gli effetti di questa malattia. Tra queste azioni penso, per esempio, al sistema di barriere predisposto per impedire il passaggio dei cinghiali attraverso le grandi arterie viarie, come la A11 o la Fi-Pi-Li, al fine di evitare la diffusione del contagio nelle aree più a sud della regione. Grazie a questo intervento e all’insieme delle altre attività vogliamo limitare il più possibile la diffusione della patologia ed evitare che il contagio raggiunga soprattutto gli allevamenti, con potenziali danni a un settore che invece vogliamo conservare e valorizzare”.
La peste suina africana è una malattia virale che colpisce cinghiali e suini domestici, altamente contagiosa e spesso letale per gli animali, ma che non si trasmette all’uomo. Il virus può inoltre persistere nell’ambiente e nei materiali contaminati, rendendo particolarmente importanti la tempestiva rimozione delle carcasse e le misure di biosicurezza negli allevamenti.
Per questi motivi, la strategia di contrasto, in linea con il Piano strategico operativo per il controllo della peste suina africana nel sub-cluster Toscana ed Emilia-Romagna, approvato con l’ordinanza n. 7/2026 del commissario straordinario nazionale, si sviluppa principalmente su tre direttrici: ricerca delle carcasse, riduzione della popolazione di cinghiali e rafforzamento della biosicurezza degli allevamenti.
È stata intensificata la ricerca attiva delle carcasse, anche grazie all’impiego di unità cinofile composte da cani addestrati alla ricerca e dai loro conduttori, promosse dal commissario straordinario nazionale con il supporto di Enci. Il recupero e lo smaltimento delle carcasse contribuiscono infatti a ridurre la pressione virale nell’ambiente e a raccogliere dati utili al monitoraggio dell’epidemia.
Proseguono inoltre le attività per la riduzione della popolazione di cinghiali, con il contributo del mondo venatorio. In alcune fasce di territorio, l’obiettivo strategico arriva fino al 150 per cento dei prelievi effettuati nell’anno precedente.
Sul fronte della biosicurezza degli allevamenti, è stata istituita una task force di medici veterinari incaricata di rafforzare gli standard di prevenzione nelle aziende toscane. In collaborazione con le associazioni di categoria vengono inoltre organizzate attività formative rivolte agli operatori del settore.
Accanto alle azioni sul campo, proseguono le attività di informazione e coordinamento con Anci Toscana, i sindaci dei Comuni interessati, le Prefetture e le Forze di polizia, oltre alla predisposizione di apposita cartellonistica nelle aree sottoposte a restrizione.
In questo quadro si inserisce la nuova Ordinanza firmata la scorsa settimana dal presidente della Regione, che rende operativa la gestione delle risorse assegnate dal Commissario Straordinario nazionale per gli abbattimenti e le misure di mitigazione.
L’evoluzione del quadro epidemiologico richiede un monitoraggio costante e una progressiva rimodulazione degli interventi. Regione Toscana e commissario regionale continueranno quindi a operare in stretto coordinamento con le autorità nazionali e con i soggetti coinvolti, per assicurare continuità alle azioni di prevenzione e contrasto e tutelare il patrimonio zootecnico regionale.









