La Commissione europea riduce le restrizioni per la peste suina africana (Psa) in provincia di Pavia. Con la revisione delle zone soggette a limitazioni, pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, 40 Comuni escono dalle aree vincolate e altri 18 passano dalla zona II alla zona I, con una conseguente riduzione delle misure applicate sul territorio.
La nuova delimitazione è stata definita sulla base dei rilevamenti e delle segnalazioni ufficiali. Secondo Regione Lombardia, le aree ancora interessate dalle restrizioni sono oggi circoscritte alla fascia compresa tra il fiume Po e l’autostrada A21.
Il contenimento della malattia
La Regione attribuisce il risultato al lavoro coordinato tra il Commissario e il Subcommissario straordinario, gli uffici regionali, Ersaf, Izsler, Ats, Parco del Ticino e Polizia provinciale. Le attività condotte avrebbero consentito di contenere la diffusione della malattia nei cinghiali e di dimostrare alla Commissione europea l’efficacia delle misure adottate.
«L’apertura della Commissione europea conferma l’efficacia delle misure adottate in Lombardia», ha dichiarato l’assessore regionale all’Agricoltura Alessandro Beduschi, sottolineando il contributo delle istituzioni e degli enti coinvolti, oltre alla collaborazione degli allevatori.
Anche l’assessore al Welfare Guido Bertolaso ha richiamato l’importanza del coordinamento nelle attività di sorveglianza e controllo, ringraziando in particolare l’Unità organizzativa Veterinaria regionale e i servizi veterinari dei Dipartimenti di prevenzione delle Ats.
Altri 12,5 milioni di investimenti
Prosegue intanto il sostegno regionale agli interventi di biosicurezza negli allevamenti suinicoli. Si è chiuso il terzo bando dedicato alla prevenzione della Psa, che ha raccolto 108 domande, riferite ad altrettanti allevamenti, per investimenti strutturali richiesti superiori a 12,5 milioni di euro.









