Il vantaggio competitivo della filiera animal friendly

filiera animal friendly
L’obiettivo del Goi “Filiera suinicola sostenibile” è stato quello di promuovere un’innovazione di processo basata sulla certificazione del benessere animale per ottenere prodotti trasformati dall’alto valore aggiunto

Dopo tre anni di attività si è concluso “Filiera suinicola sostenibile – Valorizzazione dei prodotti tradizionali della salumeria trentina attraverso la certificazione di benessere animale e ambientale” (Fss), il Piano d’innovazione coordinato dal Consorzio produttori trentini di salumi (Cpts) di Trento in collaborazione con il Crpa di Reggio Emilia.
Il progetto aveva l’obiettivo di integrare una filiera certificata all’attuale sistema Qualità trentino, nato all’interno del progetto Origine garantita Trentinosalumi, con un controllo a garanzia di elevati standard di benessere animale e di sostenibilità ambientale, per valorizzare la filiera di prodotti tradizionali della salumeria trentina e aumentare la competitività del settore attraverso l’apertura a nuovi mercati nazionali e internazionali.

La certificazione Filiera suinicola sostenibile, come ottenerla

In particolare, il protocollo proposto dal Consorzio produttori trentini di salumi di Trento all’interno di questo gruppo operativo prevede prerequisiti di accesso legati alla valutazione del rischio, come previsto dal Piano di azione nazionale per il miglioramento dell’applicazione del Decreto legislativo 122/2011 (Direttiva 2008/120/Ce) e del Decreto legislativo 146/2001 (Direttiva 98/58/Ce). Tutti gli allevatori hanno il compito di produrre la specifica scheda di valutazione Classyfarm compilata da non più di 12 mesi e devono garantire requisiti migliorativi in relazione ad alcune misure finalizzate alla prevenzione del ricorso al taglio delle code.
Il protocollo prevede poi che le strutture d’allevamento destinate a ospitare i suini da ingrasso che vengono conferiti al Consorzio Trentino salumi rispettino dei criteri più stringenti rispetto a quanto richiesto dalla normativa vigente.

Requisiti e valutazione

In particolare, i requisiti strutturali, che rappresenteranno un criterio di esclusione degli allevamenti, riguardano la superficie di stabulazione, la presenza di materiale fibroso come arricchimento ambientale, il sistema di distribuzione dell’acqua di bevanda e lo spazio alla mangiatoia.
Oltre al rispetto di questi requisiti, verrà effettuata un’ispezione annuale degli animali di almeno 6 mesi di età presenti in allevamento e destinati al Consorzio Trentino salumi. Tale valutazione verrà effettuata utilizzando la check-list proposta dal progetto e riguarderà alcuni indicatori animal-based. In particolare si valuterà la presenza di problemi respiratori ed enterici, l’adeguatezza dei parametri microclimatici attraverso indicatori comportamentali o fisiologici collegati alla termoregolazione, la pulizia degli animali, i problemi di deambulazione, le lesioni alla coda e alle orecchie e, infine, il rapporto uomo-animale. Per ciascuno di questi indicatori verrà definita una soglia di attenzione e il mancato rispetto di anche una sola soglia richiederà all’allevatore la definizione di un piano di miglioramento per il controllo della specifica criticità.

Le verifiche sugli animali

Le verifiche dirette sugli animali vengono eseguite con frequenza annuale su suini nella fase di ingrasso, destinati al Cpts. I valutatori, nominati dal Cpts, devono possedere laurea o diploma di scuola media secondaria relativa a materie attinenti al settore agro-alimentare o zootecnico, aver partecipato a un corso specifico sul benessere dei suini e ad uno sulla rintracciabilità e/o avere esperienza lavorativa nella gestione di filiere certificate ISO 22005. Come già accennato, nel caso vengano rilevati problemi, l’allevatore deve definire e attuare una serie di interventi e misure correttive, da concordare con il tecnico del Cpts e da riportare in un apposito piano di miglioramento.
Di seguito, vengono descritti i rilievi diretti eseguiti:
- problemi respiratori, attraverso il monitoraggio dei colpi di tosse. Il rapporto fra colpi di tosse e numero di capi non deve superare il 2,5%;
- problemi enterici, con il monitoraggio della presenza di feci liquide sul pavimento o sulle pareti all’interno di un box. In caso venga evidenziato questo problema, anche all’interno di un solo box di animali destinati al Cpts, sarà necessario mettere in atto interventi e misure correttive;
- comfort termico, attraverso l’identificazione di alcuni comportamenti riferibili a condizioni di stress termico. I segnali che verranno valutati sono i seguenti: gli animali in decubito con più del 50% del corpo in contatto tra loro (huddling), animali che manifestano tremori da freddo lenti e irregolari (shivering), animali che presentano respirazione accelerata a bocca aperta (panting). Il numero totale di animali che presentano segnali di stress termico non deve superare il 20%;
- rapporto uomo-animale, attraverso un fear test con il quale verranno identificati eventuali segnali di paura, quali fuggire, allontanarsi velocemente dall’osservatore e ammassarsi negli angoli, messi in atto dai suini in contatto con una persona all’interno del box. Nel caso in cui ci sia la maggioranza dei box con più del 60% degli animali che mostrano segnali di paura, sarà necessario prevedere modifiche gestionali da riportare in un apposito piano di miglioramento;
- pulizia degli animali, ossia il monitoraggio degli animali con più della metà del corpo imbrattato da feci. Il numero di suini imbrattati non deve superare il 60%;
- problemi di deambulazione, attraverso l’identificazione dei suini che presentano zoppie gravi, cioè che faticano a mantenere il peso su un arto, non appoggiano l’arto o che non riescono a camminare. Il numero di suini con zoppie gravi non deve superare il 20%;
- lesioni alla coda, ossia il monitoraggio del numero di suini che presentano un sanguinamento visibile della coda, un gonfiore e una infezione, con parte del tessuto mancante o sulla cui coda si è formata un’escara. Il numero di suini con lesioni non deve superare il 2% nel caso di animali con coda tagliata o il 7% se con coda integra;
- lesioni alle orecchie, ossia l’identificazione dei suini che presentano ferite alle orecchie gravi e/o perdita di tessuto più o meno estesa. Il numero di suini con lesioni alle orecchie non deve superare il 5%.

Le verifiche al macello

Il protocollo prevede inoltre una serie di verifiche al macello dirette su visceri e carcasse degli animali destinati al Consorzio produttori trentini di salumi di Trento. Queste verifiche sono eseguite in autocontrollo da un operatore del macello, previa partecipazione a un corso specifico.

Di seguito, vengono descritti i rilievi diretti eseguiti:
- aderenze pericardiche (colloquialmente riferite come pericarditi), attraverso l’osservazione dei cuori, rilevando la presenza di aderenze che si costituiscono tra il pericardio che riveste il cuore e quello del sacco pericardico;
- aderenze pleuriche (colloquialmente riferite come pleuriti), attraverso l’osservazione dei polmoni che presentano aderenze tra i vari lobi o con la pleura del torace;
- polmonite enzootica: attraverso l’osservazione dei polmoni, rilevando la presenza di parti del polmone di colore rosa scuro con consistenza soda (solitamente le parti colpite sono quelle più craniali);
- white spots al fegato, attraverso il monitoraggio dei fegati che presentano lesioni rotondeggianti multiple del diametro di 0,5-1 cm di colore bianco;
- lesioni cutanee di natura traumatica, osservando le carcasse che presentano lesioni di diversa natura e (più o meno recenti), distinguendo in: lesioni superficiali (lesioni che interessano lo strato più superficiale della cute ed eventualmente del derma superficiale) e lesioni profonde (penetrazione con interessamento del sottocute ed eventualmente del tessuto muscolare o altri organi/tessuti);
- ematomi/spandimenti emorragici profondi: tumefazioni a cute integra caratterizzate da colorazione rosso/viola che corrispondono a estese raccolte ematiche emorragiche profonde. In particolare, per le lesioni profonde è indicato l’andamento: recente (lesione arrossata senza segni di riparazione) e non recente (lesione con presenza di crosta, rigonfiamento dei margini, tessuto di granulazione, tessuto connettivo fibroso, eventuali complicanze infiammatorie);
- lesioni alla coda, ossia il monitoraggio del numero di suini che presentano un sanguinamento visibile della coda, un gonfiore e una infezione, con parte del tessuto mancante o sulla cui coda si è formata un’escara;
- lesioni alle orecchie, ossia l’identificazione dei suini che presentano ferite alle orecchie gravi e/o perdita di tessuto più o meno estesa.

L’analisi economica

L’ultima tappa del progetto ha previsto anche un’approfondita analisi economica della diversificazione di prodotto che include alti standard di benessere animale. Tale analisi ha tenuto conto dei risultati delle altre azioni del progetto per calcolare l’incidenza reale sulla redditività aziendale – considerando sia i possibili costi aggiuntivi d’investimento e gestione, sia i possibili benefici – derivanti dall’adozione di un disciplinare di produzione con un protocollo basato sulla sostenibilità etica.
Il calcolo dei costi d’intervento e gestionali ha riguardato principalmente i seguenti aspetti:
- aggiunta di materiale fibroso come arricchimento ambientale, con calcolo dei costi relativi all’acquisto dei materiali utilizzati e dell’impegno di manodopera per la loro sostituzione periodica;
- aumento delle superfici di stabulazione, con calcolo del costo d’investimento (e relativo ammortamento) relativo ai necessari ampliamenti strutturali;
- aumento del numero di abbeveratoi automatici in ogni box, con calcolo dei costi di acquisto dei succhiotti e del relativo allacciamento all’impianto idrico esistente;
- aumento del fronte al truogolo in ogni box, con calcolo dei costi di sostituzione/ampliamento del truogolo esistente.
Per abbeveratoi e fronte al truogolo l’incidenza sui costi di produzione è molto bassa, considerando che si tratta di un costo per posto suino rispettivamente di 0,1-0,2 e 0,4-0,5 €.
Per arricchimento ambientale e aumento di superficie, l’incidenza calcolata sui costi di produzione per un allevamento da ingrasso è pari a:

- +2% con aggiunta di materiale fibroso;
- +2-4% con aumento del 10% delle superfici di stabulazione. •


Il gruppo operativo “Filiera suinicola sostenibile”

Il gruppo operativo “Filiera suinicola sostenibile – Valorizzazione dei prodotti tradizionali della salumeria trentina attraverso la certificazione di benessere animale e ambientale”, è stato coordinato e condotto dal Consorzio produttori trentini di salumi di Trento, in collaborazione con il Centro ricerche produzioni animali – Crpa spa di Reggio Emilia, il dipartimento di Medicina veterinaria dell’Università degli studi di Milano, la Federazione provinciale allevatori di Trento, alcune imprese di trasformazione e macellerie trentine, e finanziato dalla Provincia autonoma di Trento con la misura 16.1.1 del Programma di sviluppo rurale 2014/2020.

Il vantaggio competitivo della filiera animal friendly - Ultima modifica: 2021-03-15T13:28:39+01:00 da Mary Mattiaccio

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