Già due i cinghiali infetti dal virus Psa in Lombardia

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La peste suina africana (Psa) arriva in Lombardia, con crescente preoccupazione: è la regione italiana a più alta concentrazione di suini allevati

A distanza di circa un anno e mezzo dal ritrovamento della prima carcassa di cinghiale infetto dal virus della Peste suina africana (Psa) in Piemonte, il virus arriva anche in Lombardia, dopo essere stato ritrovato anche in Liguria, Lazio, Calabria e Campania. Ora però la paura è ancor maggiore di prima, perché la Lombardia è la regione italiana a più alta concentrazione di suini allevati d’Italia.

Provvidenziale l’approvazione del decreto-legge 22 giugno 2023 n. 75, che introduce importanti novità sulle misure di contrasto alla Peste suina. In primis, viene rafforzata la prevenzione e l’eradicazione della Psa e viene ampliato il raggio d’azione delle operazioni di contenimento dei cinghiali, primo vettore del virus, innocuo per l’essere umano e gli altri animali, ma letale per i suini.

«Purtroppo sapevamo che sarebbe stata solo questione di tempo – spiega Alberto Cortesi, presidente di Confagricoltura Mantova – e che il pavese, confinando con il Piemonte ed essendo estremamente vicino alla Liguria, regioni in cui la Psa è già presente, sarebbe stato il territorio più a rischio. Ora è ancora più necessario rafforzare le misure di  biosicurezza presenti all’interno dei nostri
allevamenti».

E i potenziali danni sarebbero ingenti: nella sola provincia di Mantova - si legge nel comunicato stampa di Confagricoltura Mantova del 23 giugno - il settore suinicolo conta su oltre 450 allevamenti, per 1,1 milioni di capi in stalla, il 54,3% delle macellazioni regionali ed oltre il 19% di quelle nazionali. Il settore, a livello nazionale, vale oltre un miliardo di euro, con migliaia di addetti impiegati nelle varie fasi della lavorazione delle carni.

Già due i cinghiali infetti dal virus Psa in Lombardia - Ultima modifica: 2023-06-28T14:21:36+02:00 da Redazione Suinicoltura

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