Export salumi, bene i primi 9 mesi del 2017

export salumi italiani
Secondo i dati Istat, nel periodo gennaio - settembre gli invii di prodotti della nostra salumeria hanno raggiunto quota 131.897 ton (+3,1%) per un fatturato di 1.106,8 milioni di euro (+7,3%)

Performance positiva per le esportazioni di salumi nei primi nove mesi del 2017. Secondo Istat, nel periodo gennaio – settembre gli invii di prodotti della nostra salumeria hanno raggiunto quota 131.897 ton (+3,1%) per un fatturato di 1.106,8 milioni di euro (+7,3%).

Nel corso dei nove mesi hanno registrato una crescita, con un trend in accelerazione nel terzo trimestre, anche le importazioni: +4,6% in quantità per 41.921 ton e +10,6% in valore per 158,9 milioni di euro.

Il saldo commerciale del settore ha registrato un nuovo incremento del +6,7 per circa 948 milioni di euro.

Le esportazioni del comparto, in termini di fatturato, hanno mostrato un passo migliore rispetto all’insieme dell’industria alimentare (+6%) e in linea con quello del Paese (+7,2%).

Export salumi per paese Ue

Risultato positivo, nonostante qualche difficoltà, nei primi nove mesi dell’anno per le esportazioni di salumi verso la Ue. Nel periodo gennaio-settembre, infatti, le spedizioni di salumi verso i nostri partner comunitari hanno registrato un +2,5% in quantità per 107.484 tonnellate e +6,8% in valore per oltre 865,3 milioni di euro.

All’interno della Ue, la Germania con un discreto +2,7% in quantità per 24.796 ton e un ottimo +10,4% per 238,6 mln di euro è tornata ad essere il nostro principale mercato di riferimento sia in quantità sia in valore. A determinare questa crescita sono state le performance di salami, prosciutti cotti e bresaole.

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Fig. 1 - Export salumi verso Ue gen-set 2017 (ton)

Positive anche le spedizioni verso la Francia, che hanno registrato un +2,3% per 24.742 ton e un +6,3% per oltre 198,6 mln. Sul mercato francese, bene in particolare gli incrementi di prosciutti cotti e salami che si sono sommati a quelli di pancette e insaccati cotti.

Bene il Regno Unito che ha registrato un +5,1% in quantità per 12.052 ton circa e un +10,4% in valore per 124,2 milioni di euro. Il Paese ha così rafforzato la propria terza posizione fra i mercati di riferimento per i nostri salumi. Un risultato importante, ottenuto grazie alla ottima performance dei prosciutti cotti e a quella più che discreta di salami e bresaola.

Importante consolidamento dell’export verso la Spagna che ha evidenziato una buona crescita rispetto ai già ottimi livelli raggiunti negli ultimi due anni, salendo a 9.304 ton dalle 8.800 ton dell’omologo periodo del 2016 (+5,7%) per circa 36,2 mln di euro (+13,7%). Nei primi nove mesi del 2017, molto dinamici su questo mercato gli invii di prosciutti crudi e salami, buona la performance degli insaccati cotti, positiva quella dei prosciutti cotti.

Gennaio—settembre negativo a volume, ma positivo a valore per l’export verso l’Austria (-2,6% per 6.595 ton e +2,3% per 51,9 mln di euro) che ha registrato un rallentamento generale negli invii di salumi con l’eccezione di insaccati cotti e altre cani cotte. Dinamica analoga per il Belgio (-5,5% per 5.997 ton ma +1,5% per 62,1 mln di euro).

Bene, infine, Croazia (+9,8% per 5.834 ton e +11,8% per 16,3 mln di euro) Slovenia (+11,1% e +5,2%) e Grecia (+5,9% e +8,6%).

Export salumi per paese extra Ue

Buon gennaio-settembre per gli scambi con i Paesi extra Ue: +5,8% per 24.413 ton dalle 23.069 ton dello stesso periodo 2016 e +8,9% per un valore di quasi 241,6 milioni di euro.

Importante risultato per l’export verso gli Stati Uniti, nostro principale partner commerciale fuori dalla Ue, che ha fatto segnare nei primi nove mesi del 2017 un +8,3% per circa 6.370 ton e +7,8% a valore pari a 77,1 mln di euro, recuperando così posizioni rispetto all’omologo periodo del 2017. Un contributo alla crescita del nostro export è arrivato da tutte le categorie di salumi: bene i prosciutti crudi, solida la crescita dei prosciutti cotti, brillanti in particolare le performance di salami e insaccati cotti.

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Fig. 2 - Export salumi Extra Ue gen-set 2017 (ton)

Nel Nord-America ottima crescita anche per l’export verso il Canada (+39,0% e +44,8%) grazie ai brillanti risultati di salami, pancette e prosciutti crudi che hanno più che compensato il ridimensionamento delle altre categorie.

Ottima performance verso il Giappone, che con oltre 3.270 ton (+10,0%) per circa 32 milioni di euro (+10,1%) si è confermato terzo mercato di destinazione per i nostri salumi fuori dalla UE accorciando la distanza con la Svizzera che, nonostante le difficoltà evidenziate nel periodo gennaio—settembre (-4,3% per 3.339 ton e -0,7% in valore per circa 54 mln di euro), ha mantenuto comunque la seconda posizione. A trainare la crescita dei nostri prodotti nel mercato del Sol levante sono state le buone performance di prosciutti crudi e pancette, mentre sul mercato svizzero hanno registrato risultati positivi insaccati cotti e bresaola.

Gennaio-settembre positivo anche per le spedizioni verso Brasile (+8,6% in quantità e +18,5% in valore), Norvegia (+4,3% e +6,8%) e Bosnia Erzegovina (+60,2% e +51,2%) mercato quest’ultimo trainato dagli invii di insaccati cotti. in frenata sono risultate le spedizioni verso Libano (-5,8% e -5,1%), Repubblica Sudafricana (-43,0% e -41,8%) e Hong Kong (-8,0% ma +4,2%).

Ha chiuso, infine, con un +45,6% in quantità per quasi 4745 ton e un +53,8% in valore per 6,3 milioni di euro la Federazione Russa, le cui importazioni sono limitate al codice 1602 a causa dell’embargo.

 

Leggi l’articolo sulla Rivista di Suinicoltura n. 4/2018

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