Giugno, 1,464 euro/kg il prezzo dei suini pesanti

suini da macello
I prezzi in ascesa dei suini trascinano in alto la redditività della suinicoltura italiana. Va peggio la redditività dei macelli (meno tre per cento su maggio)

In giugno i suini da macello destinati al circuito tutelato hanno fatto registrare una quotazione media mensile di 1,464 euro/kg (prezzo a peso vivo) per gli animali di peso 160-176 kg (+6,5% la variazione congiunturale) e di 1,374 euro/kg per quelli di peso 144-152 kg (corrispondente ad una variazione congiunturale del +7%). Mentre le variazioni tendenziali sono risultate negative (nell’ordine del -11%) per tutte le tipologie di prodotto considerate.
In aumento anche le quotazioni dei suini da macello destinati al circuito non tutelato. In particolare, rispetto a maggio, i prezzi sono cresciuti del 9,9% per gli animali di peso 160-176 kg (1,321 euro/kg; prezzo a peso vivo) e dell’11,3% per quelli di 90-115 kg (1,171 euro/kg). Anche in questo caso le variazioni tendenziali sono state negative per tutte le tipologie di peso considerate.
Sempre a giugno calano le quotazioni dei suini da allevamento, che toccano i valori medi mensili più bassi dall’inizio dell’anno: 3,183 euro/kg, ovvero -10,5% rispetto al mese precedente e -15,2% rispetto al 2017.
I prezzi in ascesa dei suini trascinano in alto la redditività della suinicoltura italiana. L’indice Crefis segna +6,5% su base congiunturale (cioè rispetto a maggio); un dato dunque positivo che però arriva dopo mesi di variazioni sfavorevoli, tanto che il dato tendenziale, che mostra il confronto con giugno 2017, è negativo: -7,6%.

Prezzi suini italiani: giugno 2018
Cun suini
e suinetti

Medie mensili
(€/kg)
giugno 2018

Variazioni %
giu. 2018/ mag. 2018

giu. 2018/ giu. 2017

Suini da macello - circuito tutelato
144-152 kg

1,374

+7,0

-11,9

152-160 kg

1,404

+6,8 -11,6

160-176 kg

1,464 +6,5

-11,2

Suini da macello - circuito non tutelato
90-115 kg

1,171

+11,3 -9,2
144-152 kg

1,231

+10,7

-8,8

152-160 kg

1,261

+10,4

-8,6

160-176 kg

1,321 +9,9

-8,3

Suinetti
7 kg (euro/capo)

54,313

-7,2

-5,5

30 kg

3,183

-10,5

-15,2

Fonte: elaborazioni Crefis su dati Cun suini da macello e da allevamento

L’erosione della redditività dei macelli

Il mercato di giugno dei prodotti della macellazione suina è stato caratterizzato da un andamento differenziato delle quotazioni. Le cosce fresche pesanti per crudo Dop calano infatti dello 0,7% (4,548 euro/kg) su base congiunturale e soprattutto di un pesante 12,5% su base tendenziale. Vanno invece meglio le cosce fresche pesanti per prodotto generico, il cui prezzo cresce del 3,8% rispetto a maggio (3,760 euro/kg) anche se segna -5,8% su giugno 2017.
Per quanto riguarda i lombi, a giugno, si registra un incremento dei prezzi che nella tipologia “taglio Padova” è stato pari a +10,8% (raggiungendo i 3,513 euro/kg).
Il forte aumento dei costi per l’approvvigionamento dei suini da macello ha determinato a giugno l’erosione della redditività dei macelli: -3% su maggio, cui però fa riscontro un risultato ampiamente favorevole su base tendenziale (+9,7%).

In calo le quotazioni del Parma dop

A giugno le quotazioni del Prosciutto di Parma pesante sono calate ulteriormente (-2,2%) arrivando a 9,513 euro/kg, con una variazione tendenziale preoccupante (-8,1%).
Stabile sia in termini congiunturali che tendenziali il prezzo del Prosciutto di San Daniele, rimasto fermo a 13,700 euro/kg.
Anche nell’ultimo mese, le perfomance economiche della stagionatura dei prosciutti tipici e dei prosciutti generici hanno percorso strade divergenti. A giugno infatti, la redditività a livello congiunturale della stagionatura del Parma Dop pesante è scesa del 2,2%; mentre lo stesso dato è risultato positivo (+1,2%) per i prosciutti pesanti non tutelati. Una dicotomia che risulta evidente anche a livello tendenziale, con dati negativi sia per i prosciutti a denominazione di origine protetta che per i generici, ma con valori molto diversi, rispettivamente pari a -20,8% e -2,6%.
Viste questa dinamiche, non sorprende che per il gap di redditività tra i prosciutti pesanti Dop e non Dop scenda a +8,2%, un valore basso che diventa pesantemente negativo (-20,2%) nel caso del differenziale tra prodotti leggeri.


I FATTORI DELLA PRODUZIONE

Sulla maggior parte delle piazze nel mese di giugno si assiste a una fase negativa dei prezzi di mais soia e orzo.
A Milano, il prezzo del mais nazionale è aumentato dello 0,1% in termini congiunturali mentre quello del mais comunitario è diminuito dello 0,6%, con i relativi valori medi mensili che sono stati rispettivamente fissati a 190,5 e 194,0 euro/t. In diminuzione il prezzo del cereale francese (-2,5%), che è stato scambiato a 167,9 euro/t, così come una contrazione negativa si è avuta anche per il mercato statunitense (-7,0%), dove il mais è stato scambiato a 140,8 euro/t. Le variazioni tendenziali sono risultate positive per tutte le piazze considerate, ad eccezione della Francia (-3,3%) e degli Usa (prezzo stabile rispetto a giugno 2017).
Alla borsa merci di Milano, il prezzo medio mensile della soia nazionale è stato pari a 358,3 euro/t, in calo del 6,8% rispetto a maggio, così come una flessione si è avuta per il prodotto estero (-5,6%), la cui quotazione è scesa a 365,3 euro/t. Una variazione congiunturale negativa è stata registrata anche negli Stati Uniti (-8,5%), il cui dato relativo è stato di 306,3 euro/t, mentre in Brasile si è avuto il prezzo più basso: la soia brasiliana, infatti, è stata quotata a 296,3 euro/t, in calo del 5,2% rispetto a maggio. Le variazioni tendenziali sono risultate ancora tutte negative, ad eccezione della soia brasiliana (+7,6%).
A giugno, i prezzi dell’orzo scambiato a Milano sono diminuiti dell’8,2% su base mensile per il prodotto comunitario, il cui prezzo medio è sceso a 198,8 euro/t; il prodotto nazionale, invece, è stato quotato a 168,5 euro/t (media calcolata sulle uniche due settimane disponibili). Continua a scendere il mercato francese, dove il prezzo dell’orzo ha subìto un decremento del 3,1% rispetto a maggio e con la quotazione pari a 167,5 euro/t. In crescita, invece, il cereale statunitense (+1,2% rispetto al mese precedente), che viene ora scambiato a 112,1 euro/t. Positive tutte le variazioni tendenziali.


 

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