Unapros – Bisogna uscire dai confini e condividere le esperienze

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Reduce dalla fiera Eurotier di Hannover, il presidente di Unapros Lorenzo Fontanesi suggerisce che solo attraverso il confronto e l’apertura si può avere una visione a 360 gradi della propria azienda

Un confronto a 360 gradi per crescere come allevatore e di conseguenza per far crescere la propria azienda. Che significa anche muoversi, uscire dai confini nazionali e dalle proprie idee che possono risultare, a volte, arroccate. È l’invito di Lorenzo Fontanesi, presidente di Unapros, l’associazione che riunisce Opas, Assocom, Asser, Aps Piemonte e Suinmarche, per una produzione annuale vicina ai 2 milioni di suini, pari a oltre il 20% del totale nazionale.

Fontanesi è reduce dalla visita all’Eurotier alla Fiera internazionale di Hannover, che si è tenuta dal 15 al 18 novembre, e che quest’anno in particolare ha visto un forte incremento di visitatori sia extraeuropei (soprattutto asiatici) che provenienti da fuori Germania.

Riferisce Fontanesi: «Sulle fiere importanti e sugli eventi internazionali vediamo che la gente si muove, tanto che la stessa fiera di Hannover, da evento a grande predominanza tedesca quale era, si caratterizza oggi come salone per le produzioni animali e il management di respiro mondiale. Questo continuo movimento, confronto e apertura permette di avere una visione molto più ampia della propria azienda e del proprio modo di lavorare. Per la mia esperienza personale, però, questa visione è ancora piuttosto lontana dal nostro modo di vedere».

E Fontanesi analizza il momento storico in cui, superati gli anni forse più difficili, sarebbe auspicabile cercare di ottimizzare la gestione e la modalità di conduzione dell’azienda. «Nonostante sia stato un lungo periodo difficoltoso, la tecnologia è andata avanti e la gente guarda al futuro, investendo su tematiche di attualità che in Italia tendiamo a ignorare».

Tra le innovazioni e le novità presentate ad Hannover, Fontanesi ha notato, in particolare, le modalità di parto in libertà delle scrofe e la sempre maggior precisione degli impianti di produzione, alimentazione e pesatura in allevamento.

Scrofe libere durante il parto

A questo proposito, il numero uno di Unapros ha riferito: «Anche attraverso filmati (poiché nelle fiere non è più possibile portare gli animali per motivi sanitari, ndr), abbiamo potuto vedere come le nuove sale parto proposte fossero aperte e le scrofe potessero partorire libere e non più in gabbia. Si tratta di un approccio diverso all’allevamento, che all’estero stanno già adottando. Esempi come questo ci portano a riflettere sul fatto che, mentre i competitor europei tagliano certi traguardi in tema, come in questo caso, di benessere animale, noi restiamo invece ancora al punto di partenza, perdendo quindi delle opportunità».

Sempre più precisione

Il secondo aspetto interessante su cui si è focalizzato il presidente di Unapros ha riguardato la sempre maggiore precisione che caratterizza gli impianti di produzione e di alimentazione, nonché i sistemi di pesatura per la preparazione di partite sempre più uniformi della macellazione. Tutto questo ha sicuramente ripercussioni nel bilancio aziendale. Dal canto nostro, anche noi cerchiamo di affrontare il discorso sulla precisione dei processi di produzione allo scopo di ottimizzare le performance».

La genetica

Molto forte all’estero è anche la parte della genetica animale. Che nel nostro Paese potrebbe essere declinata nella logica di un suino fuori dalla dop, nato e allevato in Italia per la produzione di un suino intermedio, in modo da non dipendere dalle importazioni dall’estero. Spiega Fontanesi: «Questa esigenza potrebbe essere soddisfatta adottando genetiche vocate e arrivando a produrre un suino nato e allevato in Italia, sempre con le dovute attenzioni nei confronti delle dop».

«Serve una visione lungimirante»

Sul momento storico che stiamo attraversando, Fontanesi ha sottolineato: «Quest’ultimo semestre di mercato positivo ha diffuso un po’ di ottimismo negli allevatori. Le aziende virtuose hanno continuato a investire, vuoi in nome dell’adeguamento strutturale, vuoi in nome dell’efficientamento. Vale a dire che non siamo rimasti al palo e questo è un bene. Tuttavia, quello che ancora ci manca è una visione lungimirante, che non si limiti cioè alla sola attività finalizzata direttamente alla produzione. Tematiche come il benessere animale e il contenimento dell’uso degli antibiotici, ad esempio, sono aspetti che spesso vengono messi in secondo piano vale a dire che vengono dopo l’aspetto meramente produttivo. In altre parole, come siamo attenti a tutte le fasi della produzione, così tendiamo a tralasciare gli aspetti a valle dell’allevamento, senza comprendere che essi hanno comunque ripercussioni sulla nostra attività».

La soluzione, dunque, sarebbe quella di cercare di avere uno sguardo più ampio, a modello di quello che stanno dimostrando di possedere i colleghi tedeschi. Afferma Fontanesi: «Prima affronteremo questi temi, meno problemi avremo nel nostro percorso dei prossimi anni. Perché gli allevatori tedeschi sono più preparati di noi? Perché, quando c’è un problema, tendono a risolverlo immediatamente. Al contrario, noi tendiamo a prorogare e a rimandare a lungo i problemi (si pensi anche soltanto alla tematica sanitaria). Questo non solo ci fa perdere tempo, ma ci impedisce anche di crescere».

Condivisione dei dati e delle esperienze

Ci si può aspettare in questo senso un miglioramento da parte delle giovani generazione che negli ultimi anni hanno riscoperto l’attività agricola e zootecnica? Risponde Fontanesi: «I giovani sono certamente più predisposti al cambiamento. Tuttavia si tratta di un problema che richiede un’urgente soluzione. Non possiamo permetterci di aspettare l’eventuale risposta delle giovani generazioni: è importante che sia questa generazione a segnare l’inizio del cambiamento».

Conclude il presidente di Unapros: «In casa nostra manca ancora molto il confronto diretto, che fa crescere gli allevatori, il personale e dunque l’azienda. Troppo spesso ci arrocchiamo nelle nostre idee, quando invece, anche solo partecipando a un convegno o a un evento del settore, potremmo portare a casa un’idea o uno stimolo. Ci manca la condivisione dei dati e delle esperienze. Su questo sarà importante riflettere, perché la conseguenza è rimanere sempre indietro di un passo rispetto agli altri»

 

Leggi l’articolo sulla Rivista di Suinicoltura n. 12/2016

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