Meno suinetti nati morti se l’ossigeno durante il parto è sufficiente

suinetti nati morti
La selezione genetica ha portato ad avere scrofe sempre più prolifiche, un risultato tanto desiderato dagli allevatori ma che può rivelarsi anche controproducente. Il parto prolungato infatti può mettere in seria difficoltà i suinetti che spesso si ritrovano in uno stato di ipossia. Ecco perché è fondamentale giocare d'anticipo

Tutti gli allevatori vorrebbero ottenere un maggior numero di suinetti nati vivi per parto e vederli arrivare allo svezzamento senza problemi. Tuttavia questo sembra essere un traguardo difficile da raggiungere: l’aumento delle dimensioni delle nidiate a cui abbiamo assistito negli ultimi 20 anni non sempre è andato di pari passo con il maggior profitto per gli allevatori. Le nidiate più numerose – ottenute grazie alla selezione genetica – comportano infatti parti più lunghi e più stress per scrofe e suinetti, alcuni dei quali nascono già morti, altri troppo deboli per sopravvivere ai primi tre giorni di vita o, comunque, per arrivare allo svezzamento in buone condizioni di peso e salute.

suinetti nati morti

Tra le principali cause di morte dei suinetti c’è l’assenza o la carenza di ossigeno nel canale uterino: il prolungarsi della permanenza dei suinetti all’interno della scrofa durante il parto potrebbe infatti rivelarsi fatale, soprattutto per quegli animali che usciranno per ultimi.

Un altro fattore determinante la salute dei suinetti è il peso: è dimostrato che il rischio di mortalità di suinetti in lattazione è tanto maggiore quanto è inferiore il loro peso medio alla nascita. Il tasso di mortalità in lattazione per i suinetti nati con un peso sotto il chilo è del 30%.

Fig. 1 - Distribuzione del peso medio alla nascita dei suinetti che sono stati svezzati, oppure che sono nati morti, anziché morti nei giorni successivi alla nascita.

Quali conseguenze

suinetti nati mortiMa vediamo in maniera molto sintetica quali sono le principali conseguenze in caso di nidiate molto numerose:

- un trend crescente di suinetti nati morti;

- una percentuale più elevata di suinetti più deboli, sottopeso, i quali non assumono abbastanza colostro e andranno incontro a un tasso di mortalità in lattazione più elevato;

- una perdita economica: minor numero di suinetti svezzati e variazioni in termini di peso che sfociano in tempi superiori a raggiungere il peso di vendita;

- dei costi di produzione più elevati: maggiori cure al parto (assistenza-monitoraggio) e maggiori costi relativi alle cure da somministrare a suinetti “sottopeso”;

- la considerazione di tematiche relative al benessere animale: utilizzo di antibiotici.

Fig. 2 - La percentuale di nati morti e il peso medio alla nascita sono messi in relazione con l’ordine di nascita. Le barre indicano la media del peso vivo alla nascita e i singoli gruppi per ordine di nascita.

Ridurre la mortalità dei suinetti è possibile?

Ma cosa si può fare per ridurre il tasso di mortalità senza rinunciare alle eccellenti performance produttive in termini di prolificità delle nostre scrofe?

Generalmente sono quattro i fattori sui quali si può agire per contenere la mortalità dei suinetti pre-svezzamento e incrementare le performance produttive nelle fasi successive di allevamento:

- fare in modo che nascano vivi;

- fare in modo che abbiano un adeguato peso medio corporeo alla nascita;

- favorire la loro vitalità;

- assicurarsi che assumano un’adeguata quantità di colostro.

Da dove cominciare

Ovviamente le scrofe giocano un ruolo cruciale nel supportare la sopravvivenza dei suinetti, inteso come riduzione della natimortalità e miglioramento della vitalità neonatale.

L’alimentazione delle scrofe in gestazione dovrebbe essere focalizzata sulla massimizzazione del peso vivo dei suinetti, in modo da ottenere maialini vitali e in buone condizioni corporee alla nascita.

Anche le ispezioni intra uterine manuali durante il parto sono sicuramente operazioni utili per facilitarne il processo, per ottenere un minor numero di nati morti, suinetti più vitali e che siano più veloci nell’assunzione del colostro

Ossigeno: fattore determinante per ridurre la mortalità

Come già anticipato, la carenza di ossigeno durante il parto è una delle cause principali della morte dei suinetti ed è strettamente legata a una riduzione delle contrazioni uterine o a una riduzione del flusso sanguigno verso gli embrioni. Una volta superato il sito di impianto nell’utero, le contrazioni schiacciano la placenta per due/tre minuti e questo causa una carenza di ossigeno e fenomeni di asfissia embrionale, con conseguenti danni permanenti ai suinetti o, nei casi peggiori, natimortalità.

I suinetti che nascono per primi soffriranno meno questo tipo di asfissia, mentre i suinetti nati per ultimi (durante un parto prolungato soprattutto) sono quelli più esposti al rischio di nascere morti per asfissia. I suinetti nati per primi sono caratterizzati da un tasso di mortalità del 2% legata all’asfissia, quelli nati per ultimi arrivano al 17% di tale rischio.

L’ormone ossitocina stimola le contrazioni uterine. La sua secrezione può essere alterata se intervengono fattori di disturbo durante il parto, oppure se le scrofe si trovano in un ambiente non ideale. Per questi motivi solitamente si riduce la produzione di ossitocina, e si allunga la durata del parto con ripercussioni negative sul flusso di ossigeno per i suinetti nascituri e con conseguente aumento dei suinetti nati morti.

Altri fattori di riduzione del flusso di ossigeno per i suinetti ancora nell’utero materno sono la nascita in posizione podalica e qualsiasi altra ostruzione del canale del parto. La rottura del cordone ombelicale o il distacco del sacco placentare aumentano considerevolmente il rischio di avere suinetti nati morti.

Una scarsa ossigenazione influisce negativamente anche sulla sopravvivenza neonatale e sulle performance dei suinetti.

I suinetti che hanno sofferto di asfissia o ipossia affronteranno maggiori rischi di mortalità neonatale, saranno più lenti nell’andare a fare la loro prima poppata di colostro e assumeranno meno colostro nelle prime 24 ore di vita rispetto ai loro fratelli.

Gestawean OxiLiv, per aumentare l’ossigenazione dei suinetti

Le ricerche riguardanti i fattori che influenzano sia la mortalità che la vitalità dei suinetti hanno spinto Trouw Nutrition a sviluppare Gestawean OxiLiv, soluzione orientata ad aumentare l’ossigenazione dei suinetti al momento del parto.

Gestawean OxiLiv è da inserire nell’acqua di bevanda delle scrofe 5 giorni prima del parto; essendo in forma liquida non richiede operazioni manuali aggiuntive e sfrutta il fatto che la scrofa beve continuamente, anche prima di partorire, al contrario dell’assunzione di cibo che viene meno il giorno del parto.

Gestawean OxiLiv aumenta il flusso di ossigeno verso i suinetti che stanno per nascere, aumentando quindi la percentuale di sopravvivenza e la vitalità dell’intera nidiata.

Tutto questo si traduce in:

-           meno interventi necessari nel processo di parto;

-           una diminuzione del numero di nati morti;

-           un incremento della produzione di colostro;

-           una diminuzione della mortalità durante il periodo di lattazione;

-           suinetti più pesanti allo svezzamento.

Guarda il video qui sotto per conoscere al meglio Gestawean OxiLiv!

Prove sperimentali ne testimoniano l’efficacia

Gestawean OxiLiv è stato sperimentato in numerose prove condotte nel Centro di ricerca Src Swine research center nei  Paesi Bassi a Boxmeer.

In due di queste prove, è stata misurata la quantità di colostro ingerita dai suinetti: i risultati mostrano che i suinetti nati da scrofe trattate con OxiLiv assumono una quantità di colostro più elevata.

Mentre in un altro studio si è notato come le scrofe trattate abbiano avuto bisogno del 50% in meno di interventi in assistenza al parto rispetto ai due gruppi delle scrofe non trattate.

Quale valore aggiunto per l’allevatore

- Da 0,5 a 1 suinetto nato vivo in più per parto;

- nidiate più uniformi e suinetti più forti con un miglior Ipg;

- meno lavoro;

- uso di antibiotici ridotto e meno problemi con le filiere.

 

 

 

Meno suinetti nati morti se l’ossigeno durante il parto è sufficiente - Ultima modifica: 2016-10-08T15:39:36+02:00 da Mary Mattiaccio

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