Ied, la commissione Agricoltura chiede il ritorno alle soglie per numero di posti

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Il parere adottato il 2 settembre chiede di tornare, per gli allevamenti, alle soglie di oltre 2.000 posti per i suini e 750 per le scrofe, abbandonando il criterio basato sulle Uba introdotto dalla revisione del 2024. Per Copa-Cogeca è un passo avanti. Il confronto passa ora alla commissione Ambiente

La commissione Agricoltura (Agri) del Parlamento europeo ha adottato a larga maggioranza il proprio parere sulla revisione della direttiva sulle emissioni industriali (Ied, industrial emissions directive), chiedendo di riportare il campo di applicazione per gli allevamenti alle soglie espresse in numero di posti. Ne ha dato notizia Copa-Cogeca con un comunicato diffuso il 2 settembre.

Il fascicolo è quello della proposta di direttiva Com(2025) 986, presentata dalla Commissione europea il 10 dicembre 2025 nell'ambito del pacchetto omnibus sull'ambiente, che interviene, tra l'altro, sulla direttiva (Ue) 2024/1785. L'esame nel merito spetta alla commissione Ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare (Envi); la commissione Agricoltura interviene in sede consultiva, con l'eurodeputata tedesca Christine Singer (Renew Europe) come relatrice per il parere.

La proposta della Commissione non interviene però sulle soglie. Per il settore zootecnico contiene due misure: l'esclusione degli allevamenti avicoli biologici dal campo di applicazione — quelli suinicoli ne sono già fuori — e la revisione del calcolo della capacità degli allevamenti suinicoli, escludendo dal conteggio i suinetti non svezzati, le cui emissioni sono considerate ridotte. Le altre semplificazioni riguardano il sistema di gestione ambientale, il cui termine di predisposizione slitta dal 2027 al 2030, e le disposizioni transitorie della direttiva del 2024.
Nella relazione che accompagna il testo la Commissione precisa che ulteriori modifiche alle direttive interessate sono estranee all'oggetto e alle finalità della proposta. La richiesta della commissione Agricoltura si spinge quindi oltre il perimetro del testo in discussione.

Dai posti alle Uba e ritorno

La questione delle soglie accompagna la Ied da tre anni. Nel luglio 2023, votando la propria posizione sulla revisione della direttiva, il Parlamento europeo si era espresso per mantenere i parametri allora vigenti: oltre 40.000 posti per il pollame, oltre 2.000 posti per suini da produzione di peso superiore ai 30 kg e oltre 750 posti scrofa.

Il compromesso raggiunto con il Consiglio ha però imboccato un'altra strada. La direttiva (Ue) 2024/1785 ha introdotto, per il nuovo regime applicabile agli allevamenti, soglie espresse in unità di bestiame adulto (Uba), fissando all'Allegato I bis 350 Uba per i suini, 300 per le galline ovaiole, 280 per gli altri avicoli e 380 per gli allevamenti misti. Restano escluse le installazioni biologiche e quelle con densità inferiore a 2 Uba/ettaro su terreni destinati esclusivamente a pascolo o foraggio.

Il passaggio alle Uba non è soltanto una diversa modalità di conteggio. Applicando i coefficienti di conversione fissati dalla direttiva — 0,3 per gli “altri suini” e 0,5 per le scrofe riproduttrici di almeno 50 kg — la soglia di 350 Uba corrisponde, a seconda della categoria considerata, a circa 1.167 suini oppure a 700 scrofe. Il nuovo criterio può quindi ricomprendere aziende che non avrebbero raggiunto le precedenti soglie espresse in numero di posti.
Per gli allevamenti che rientrano nel nuovo regime, la direttiva prevede che gli Stati membri istituiscano un sistema di autorizzazione oppure di registrazione. L'applicazione concreta in Italia dipenderà dal decreto di recepimento.

Ora la commissione Agricoltura chiede di tornare al conteggio per posti, riprendendo la conclusione già espressa dall'Aula nel 2023: il campo di applicazione riservato alle attività zootecniche non sarebbe compatibile con una direttiva concepita per i grandi impianti industriali inquinanti.

Registrazione, dati e regola di aggregazione

Accanto alle soglie, il parere propone procedure di registrazione semplificate, gestione digitale delle pratiche, il divieto di duplicare informazioni già trasmesse nell'ambito della Politica agricola comune (Pac) o di altre normative, e metodi di monitoraggio adattati alle specificità biologiche ed economiche dell'allevamento.

È stato inoltre approvato un compromesso per semplificare la regola di aggregazione, il meccanismo che consente all'autorità competente di considerare come un'unica installazione due o più strutture vicine tra loro quando il gestore è lo stesso o quando i gestori intrattengono rapporti economici o giuridici. Su questo punto Copa-Cogeca, che da anni sostiene la revisione dell'impianto zootecnico della direttiva, ritiene che il testo possa essere ulteriormente semplificato, pur riconoscendolo come un passo avanti significativo.

Ora il confronto passa a Envi

Il parere della commissione Agricoltura confluirà ora nell'esame del fascicolo da parte della commissione Ambiente, competente per il merito. Copa-Cogeca chiede a quest'ultima di tenere conto della posizione espressa dai deputati responsabili dell'agricoltura: l'allevamento non dovrebbe essere trattato per definizione come un'attività industriale.
Sempre secondo l'organizzazione, se il testo restasse invariato al termine dell'iter legislativo imporrebbe requisiti amministrativi, finanziari e di investimento sproporzionati alle aziende familiari e agli operatori di piccole e medie dimensioni, con il rischio di accelerare la concentrazione del mercato, indebolire la capacità produttiva europea e spostare i consumi verso le importazioni, senza benefici ambientali proporzionati.

Il confronto europeo si sovrappone al recepimento nazionale. Il termine per l'attuazione della direttiva (Ue) 2024/1785 era fissato al 1° luglio 2026 e il 22 giugno il Consiglio dei ministri ha approvato in esame preliminare lo schema di decreto legislativo, che adegua l'ordinamento italiano in materia di emissioni industriali, autorizzazioni ambientali e impianti di allevamento.
La partita, quindi, resta aperta: mentre l'Italia procede con il recepimento della disciplina del 2024, a Bruxelles è in corso l'esame di una proposta che punta ad alleggerirne gli adempimenti, e sulla quale la commissione Agricoltura ha chiesto di rivedere anche le soglie.


Fonti

Copa-Cogeca. On IED, the Parliament's Agriculture Committee draws the line: livestock farms are no industrial installations. Statement Ref. COMM(26)01922, 2 settembre 2026.
Commissione europea. Proposal for a Directive on simplification of some requirements and reduction of administrative burden. COM(2025) 986 final, procedura 2025/0394(COD), 10 dicembre 2025.
Direttiva (Ue) 2024/1785 del Parlamento europeo e del Consiglio del 24 aprile 2024, che modifica la direttiva 2010/75/Ue relativa alle emissioni industriali e la direttiva 1999/31/Ce relativa alle discariche di rifiuti. GUUE L, 15 luglio 2024. Allegato I bis.
Parlamento europeo. Posizione adottata in prima lettura sulla revisione della direttiva sulle emissioni industriali, 11 luglio 2023.
Presidenza del Consiglio dei ministri. Comunicato stampa del Consiglio dei ministri n. 179, 22 giugno 2026.

Ied, la commissione Agricoltura chiede il ritorno alle soglie per numero di posti - Ultima modifica: 2026-09-03T09:30:08+02:00 da Laura Della Giovampaola

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