Psa: nuova linea di difesa con il progetto Woah Asf-Aid

progetto woah asf-aid
Il Cerep coordina un progetto internazionale per il contrasto alla Psa, mentre in Italia si rimodulano le zone di restrizione in seguito alla diffusione del virus nei cinghiali

Le pesti suine (peste suina africana, Psa, e peste suina classica, Psc), sono malattie causate da due virus differenti, che colpiscono esclusivamente i suidi selvatici e domestici. La Psa è presente in tutti i continenti tranne l’Antartide, e provoca un impatto devastante nei territori che ne sono affetti, a livello sanitario, economico, sociale; la Psc, pur essendo meno diffusa a livello globale rispetto alla Psa, è considerata una minaccia rilevante per il comparto suinicolo.

Il Centro di referenza nazionale per le pesti suine (Cerep), presso l’Istituto zooprofilattico sperimentale dell’Umbria e delle Marche (Izsum), si occupa della diagnosi di queste due malattie, coordinando la rete dei laboratori ufficiali nazionali presso gli altri Istituti zooprofilattici sperimentali (Iizzss); gestisce progetti di ricerca per lo studio delle pesti suine; si occupa di formazione in materia di pesti suine per enti, istituzioni e altri portatori di interesse.

Il Cerep inoltre rappresenta l’organismo tecnico di cui il Ministero della salute si avvale per le attività istituzionali che riguardano la gestione delle pesti suine e, pertanto, ha rapporti di stretta collaborazione anche con istituzioni europee ed internazionali di Sanità veterinaria, come l’Organizzazione mondiale della salute animale (Woah).

Il progetto Woah Asf-Aid

Dal 2024 il Cerep coordina il progetto di cooperazione internazionale “Asf control: from theory to practice” (Asf-Aid), finanziato da Woah. Il progetto coinvolge cinque paesi che affrontano sfide epidemiologiche differenti relativamente alla Psa:

  • da un lato, la regione dei Balcani (Macedonia del Nord, Serbia) che attualmente fronteggia la presenza della Psa sul proprio territorio, nella popolazione selvatica e in quella domestica;
  • dall’altro, la regione del Caucaso (Armenia, Georgia, Kazakistan) che ha rappresentato la porta di ingresso del virus in Europa/Asia negli anni 2007/2008, con l’avvio dell’attuale panzoozia di Psa.

Il progetto Woah Asf-Aid trasforma le conoscenze scientifiche sulla Psa in azioni pratiche, adattandole alle caratteristiche e alle esigenze di ogni paese partner. L'Italia rappresenta un modello globale in questo campo, grazie all'esperienza maturata nel gestire la malattia in contesti territoriali e sociali molto diversi tra loro.

Le quattro linee d’azione e gli obiettivi futuri

Condividendo l'esperienza italiana, il progetto aiuta i paesi partner a prevenire e combattere la Psa attraverso quattro linee d'azione:

  • Preparazione: aumentare la consapevolezza e la collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti.
  • Risposta rapida: potenziare i sistemi di allerta per rilevare il virus il prima possibile, in caso di introduzione.
  • Eradicazione: eliminare la malattia con strategie complete e ben strutturate.
  • Mitigazione del rischio: bloccare la diffusione del virus applicando rigide misure di biosicurezza.

Per raggiungere questi obiettivi, il Cerep (in collaborazione con gli altri Iizzss) organizza missioni sul campo e incontri con le autorità sanitarie dei paesi partner.

In stretta collaborazione, si lavora sui piani di emergenza e sui piani di sorveglianza/controllo/eradicazione della malattia; sui modelli di gestione dei cinghiali; sulle misure di biosicurezza per gli allevamenti suinicoli; sulle campagne di informazione e comunicazione del rischio per sensibilizzare il settore; sulla valutazione del rischio di introduzione e diffusione del virus. Infine, poiché il ruolo dei laboratori è fondamentale per far funzionare qualsiasi strategia, una parte importante del progetto è dedicata alla diagnostica e alla ricerca scientifica.

Il progetto Woah Asf-Aid rappresenta un esempio positivo di collaborazione scientifica e di pratiche gestionali, scambio di opinioni e condivisione di esperienze operative tra tutti gli attori coinvolti: Cerep, rete nazionale degli Iizzss e paesi partner, attraverso le modalità di cooperazione internazionale, indispensabili per contrastare la Psa nelle diverse regioni del mondo.

Per maggiori informazioni, è possibile consultare la seguente pagina web.


Focus Italia - Aggiornamenti: la situazione del cluster nord-occidentale e le misure di contenimento

Il cluster di infezione nord-occidentale della peste suina africana, che coinvolge numerose province delle regioni Piemonte, Liguria, Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana, alla data del 05 giugno 2026 possiede un’estensione totale di circa 21.129 km2, di cui 5.189 in Zona di restrizione (Zr)I, 15.389 in ZRII, 551 in ZRIII.

La Zona di restrizione III è stata istituita il 24 aprile 2026, in seguito a un focolaio notificato in un allevamento semibrado nella provincia di Alessandria. Per quanto riguarda la popolazione selvatica, l’infezione continua a diffondersi in direzione est/sud-est (Emilia-Romagna e Toscana), ed ovest/nord-ovest (Liguria e Piemonte). Per questo motivo, nell’ultimo mese, si è reso necessario un aggiornamento delle Zr in queste regioni.

In Emilia-Romagna, le Zr sono state rimodulate nelle province di Reggio Emilia e di Parma, in seguito alle positività riscontrate a Langhirano (Pr). In Liguria, alcuni comuni sono passati da ZRI a ZRII, mentre altri sono stati classificati in ZRI in seguito alle positività riscontrate nei comuni di Piana Crixia e Cairo Montenotte nella provincia di Savona. In Piemonte, la provincia di Cuneo ha visto ampliarsi le zone di restrizione, con l’aggiunta di numerosi comuni in ZRI e il passaggio di altri da ZRI a ZRII, a causa delle positività riscontrate in provincia di Savona. Inoltre, il 2 giugno è stato confermato un caso di positività nel cinghiale nel comune di Cravanzana (Cn), situato in ZRI. Pertanto, questo territorio è destinato ad un ulteriore ampliamento delle zone di restrizione a breve.

La diffusione della malattia in nuove aree e, di conseguenza, l’istituzione e/o l’ampliamento delle Zr, genera inevitabilmente un impatto di vasta portata, in termini economici, oltre che sanitari e sociali.
Ai sensi della normativa in vigore, in tutti gli Stati membri affetti dalla Psa si applica il principio della regionalizzazione. In pratica, se uno Stato membro è affetto da Psa, può continuare a movimentare liberamente dalle zone indenni.
Nelle zone di restrizione, invece, le movimentazioni di suini vivi/carni suine/prodotti a base di carne suina/derivati suini, sono soggette a divieto. Questa regola così stringente deriva dalla necessità di ridurre il rischio di diffusione dell’infezione da territori infetti a territori ancora indenni, a causa della capacità del virus di sopravvivere nelle carni suine/prodotti a base di carni suine e della possibilità che questi prodotti vengano a contatto con suidi suscettibili, cioè in grado di infettarsi con il virus, eventualmente presente e attivo, in essi.

È possibile movimentare dalle zone in restrizione esclusivamente in deroga, a condizione che vengano rispettate rigorose condizioni di sorveglianza e biosicurezza, in grado di ridurre a un livello trascurabile il rischio di diffondere ulteriormente la malattia attraverso suini/prodotti derivati. L’applicazione del principio di regionalizzazione permette di continuare ad avere scambi commerciali in sicurezza, a livello intracomunitario e, comunque, tra tutti i paesi che riconoscono tale principio.

Leggi e confronta con la situazione con quella del mese di maggio 2026:
Psa, aggiornamento delle ZR nel cluster nord-occidentale


Per la consultazione dei dati ufficiali, si rimanda al riferimento normativo emanato: Regolamento di esecuzione (Ue) 2026/1136 della Commissione del 20 maggio 2026


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Termini chiave:

  • Cooperazione internazionale: un insieme di attività di collaborazione tra paesi diversi, per affrontare sfide comuni.
  • panzoozia: un focolaio di una malattia infettiva degli animali che si diffonde in tutto il mondo.
  • piani di emergenza sanitaria: un piano in cui vengono dettagliate tutte le attività da eseguire in caso di emergenza sanitaria, come per esempio la comparsa di una malattia infettiva degli animali (e degli uomini) sul territorio.
  • sorveglianza: un sistema in cui i dati di sanità animale vengono raccolti, analizzati ed impiegati per decidere come intervenire, per esempio, per individuare al più presto possibile l’introduzione di un virus in un nuovo territorio; oppure per capire come la malattia si sta diffondendo; oppure per considerare libero da malattia un territorio precedentemente infetto.
  • eradicazione: un insieme di attività che servono ad eliminare una malattia animale da un territorio, con azioni mirate e programmate.
  • controllo: un insieme di attività che servono a mantenere sotto controllo una malattia animale, quando questa è ormai persistente in un territorio e non è più possibile eliminarla.
  • comunicazione del rischio: una sistema che serve ad informare i portatori di interesse (compresi i cittadini) circa i rischi legati, per esempio, alla introduzione/diffusione di una malattia animale, e le relative misure di prevenzione e gestione.
  • valutazione del rischio: una attività che serve a capire quanto è probabile che un pericolo (cioè una minaccia) accada, e quanto grave sarebbe il danno che ne deriverebbe.
  • mitigazione del rischio: un rischio non può mai essere azzerato, ma è possibile attuare misure che lo riducono, fino a renderlo accettabile.

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Peste suina africana (PSA): differenza tra cluster, focolaio e fronte epidemico

Psa: nuova linea di difesa con il progetto Woah Asf-Aid - Ultima modifica: 2026-06-15T16:25:00+02:00 da Laura Della Giovampaola

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