Anas, progresso genetico per le tre razze del circuito dop

genetico
Più tagli magri senza compromettere la qualità delle cosce

Nel 2016 è stato accelerato, rispetto agli anni precedenti, il progresso genetico per alcuni caratteri che determinano l’efficienza produttiva. Il risultato è frutto dell’aggiornamento delle modalità di valutazione genetica, deciso dalla Commissione tecnica centrale nel 2015. Le innovazioni introdotte avevano il fine di aumentare l’efficienza e la produzione di tagli magri senza compromettere il profilo qualitativo delle cosce (assenza difetti e migliore resa in stagionatura), i risultati delle prove presso il centro genetico Anas confermano che gli obiettivi sono stati raggiunti.

Infatti, per quanto riguarda l’efficienza in allevamento (aumento incremento medio giornaliero – Img - e diminuzione indice conversione alimentare – Ica -) e le prestazioni alla macellazione (Tagli magri e Cosce) è rilevante il progresso genetico realizzato nelle tre razze selezionate per il circuito dop.

La selezione consente di accumulare di anno in anno le caratteristiche favorevoli, i grafici qui riportati rappresentano il valore genetico progressivamente raggiunto nelle tre razze per ogni carattere a partire dal 1993. I dati sono espressi in unità di deviazione standard per permettere il confronto tra i diversi caratteri.

I progressi maggiori sono stati realizzati per la quantità di tagli magri (coppe e lombi) della carcassa e per la velocità di crescita (Img), seguita dalla resa (Ica).

Per la razza Duroc Italiana si ricorda la novità rappresentata dallo sviluppo genetico della linea “Alta resa”. L’iniziativa ha determinato un forte balzo in avanti per i caratteri che definiscono l’efficienza produttiva: Incremento medio giornaliero, Indice di conversione alimentare e Qualità della carcassa.

I dati dimostrano le potenzialità raggiunte dai suini delle tre razze, selezionate per produrre in modo efficiente carcasse con un equilibrato rapporto tra parte magra e parte grassa e carni più adatte alla stagionatura.

 

Leggi l’articolo sulla Rivista di Suinicoltura n. 2/2017

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