La Peste Suina Africana è arrivata in Serbia

peste suina africana in Serbia
Una carcassa di cinghiale
Elevato il rischio di contagio per il Friuli Venezia Giulia e la Slovenia

Suini e cinghiali sono ad alto rischio contagio e la Regione Friuli Venezia Giulia, assieme alla Slovenia, corre ai ripari creando una fascia di rispetto transfrontaliera: entro il mese di marzo del 2020 dovranno essere abbattute almeno 250 femmine di cinghiale in età fertile. Il direttore del Servizio sanità pubblica e veterinaria, Manlio Palei, ha già firmato il Decreto per prevenire eventuali epidemie.

peste suina africana in Serbia
Manlio Palei

Nei Paesi colpiti le ripercussioni economiche nel settore zootecnico suinicolo e nel comparto produttivo sono preoccupanti. L’allarme è scattato a seguito del primo caso di contagio registrato tra i cinghiali selvatici in Belgio e del primo focolaio di Psa in Serbia. Da qui la costituzione del tavolo tecnico a Nova Gorica (Slovenia) e la definizione del piano congiunto tra le autorità del Friuli Venezia Giulia e quelle slovene.
«È necessario abbattere almeno 250 cinghiali femmina su ciascun lato della frontiera». Così recita il Decreto precisando che il territorio di caccia interessa l’area a 20 chilometri dal confine, dalla Valle del Natisone a Basovizza (coinvolgendo ben 88 riserve di caccia), in sei distretti venatori: il 3, 7, 12, 13, 14 e 15. L’attività dovrà concludersi entro marzo 2020. La caccia al cinghiale può essere eseguita senza limiti di orario anche nelle giornate di silenzio venatorio, ovvero il martedì e il venerdì. I capi prelevati dai soci delle riserve rimangono di proprietà dei cacciatori i quali, però, devono metterli a disposizione dei tecnici per le analisi sanitarie. «Conserveremo le carcasse nelle celle frigorifero che abbiamo fornito alle riserve» spiega il presidente regionale di Federcaccia, Paolo Viezzi. «Se la Psa continuerà ad avanzare come sta avanzando, non possiamo escludere l’abbattimento di massa dei cinghiali». Altri casi di Psa sono già stati segnalati in Ungheria, Repubblica Ceca e Bulgaria, in Georgia, Armenia Azerbaigian, Russia, Ucraina e Bielorussia. «La Regione ha adottato una misura eccezionale cogliendo il segnale lanciato dal Ministero della salute che ha chiesto alle associazioni venatorie di indicare un referente per regione. I referenti formeranno chi farà i prelievi». Federcaccia, per parte sua, ha indicato Maria Cristina Riva, la veterinaria già dipendente della Regione.

La Peste Suina Africana è arrivata in Serbia - Ultima modifica: 2019-11-26T12:35:35+00:00 da Lucia Berti

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