Macellazioni a rilento e suini in sovrappeso

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L’emergenza Covid-19 spinge il settore nella morsa tra costi crescenti e calo dei prezzi. Confagricoltura propone un piano di filiera

L’emergenza Covid-19 sta determinando squilibri di mercato nella filiera suinicola. Occorrono adeguate contromisure per affrontare tale stato di crisi, alcune sono state annunciante, come la distribuzione agli indigenti, altre, richieste a più voci, sono a oggi ignorate, come l’ammasso privato con fondi Ue. Ad avviso di Confagricoltura è urgente porre in essere una serie di azioni integrate per il successo delle quali è richiesto, però, uno sforzo di coesione all’intera filiera.

Le perdite di fatturato nel comparto della carne suina sono state subite essenzialmente a causa della riduzione della domanda che ha colpito in particolare i prosciutti a denominazione di origine cui sono destinati buona parte dei suini allevati e macellati in Italia. Conseguentemente il prezzo dei suini macellati, che era risalito dopo la crisi del 2019 è bruscamente calato passando da 1,745 eur/kg di inizio anno a 1,15 eur/kg dei primi di aprile.

Macellazioni: 200mila capi in meno 

macellazioniNel medesimo periodo in cui si registravano questi forti cali di prezzo, si riducevano anche le macellazioni, a causa sia del calo della domanda che delle ridotte capacità di trasformazione degli impianti che hanno contenuto l’attività.

Confagricoltura stima che nel periodo compreso tra inizio marzo e inizio maggio, le macellazioni si siano ridotte fino a circa 200 mila capi in meno.

Tra meno capi collocati e deprezzamento del valore dei capi stessi, tra marzo e aprile gli allevatori suinicoli hanno subito una perdita di giro di affari stimabile intorno a 110 milioni di euro.

Le richieste di Confagricoltura

Da marzo Confagricoltura chiede un piano di settore con proposte articolate. L’associazione degli imprenditori agricoli ha però inizialmente concentrato l’azione sindacale sul far prevedere l’acquisto di prodotti suinicoli da distribuire agli indigenti riferiti ai prodotti Dop per favorire l’acquisto del prodotto nazionale. Ciò ha contribuito a far prevedere una dotazione di 13 milioni di euro per l’acquisto di Prosciutti e salumi Dop.

Confagricoltura ha parimenti chiesto e ottenuto il rinvio delle scadenze per l’autovalutazione per la tutela del benessere dei suini che dovevano essere comunicate entro il 30 marzo 2020. Le scadenze sono state rinviate al 31 dicembre 2020 per gli impianti da riproduzione e al 30 giugno 2020 per gli impianti da svezzamento e ingrasso.

Il 6 aprile gli assessori all’agricoltura delle Regioni Lombardia ed Emilia Romagna hanno tenuto un tavolo di settore congiunto all’interno del quale alcune proposte suggerite da Confagricoltura sono state recepite dalle Regioni che le hanno ribadite nel tavolo ministeriale del 15 raccogliendo anche il sostegno della Regione Veneto.

Le proposte in sede ministeriale

macellazioniQuesti i punti proposti e dunque riportati in sede ministeriale:

  • alleggerire il mercato soprattutto del prosciutto con la misura per gli indigenti che potrebbe essere rafforzata;
  • indirizzare parte della produzione del circuito verso altre destinazioni quali la carne fresca e il prosciutto cotto;
  • prevedere una deroga temporanea al disciplinare di produzioni delle Dop in merito all’aumento di peso dei suini vista la diminuzione delle macellazioni;
  • ragionare sulla possibilità̀ di reindirizzare alcune disponibilità̀ del Fondo suinicolo per l’attuazione di tali misure;
  • prevedere l’ammasso del prodotto stagionato per sottrarre prodotto oggi in eccesso;
  • prevedere la promozione del prodotto come misura nel medio e lungo termine.

Non tutte le misure hanno medesima cantierabilità, tanto che per ottenere dalla Commissione europea l’attivazione del sostegno all’ammasso anche per le carni suine (oggi escluse) Confagricoltura ha chiesto aiuto al Copa Cogeca affinché si facesse parte diligente nell’azione di sensibilizzazione.

La richiesta di modifica temporanea ai disciplinari delle Dop

macellazioniInoltre, Confagricoltura ha promosso un’azione comune con altre organizzazioni per chiedere al Consorzio del Prosciutto di Parma e a quello del San Daniele di prevedere una modifica temporanea al disciplinare di produzione in merito al peso dei suini per evitarne la non ammissione al circuito tutelato. La diminuzione del ritmo delle macellazioni e lo stallo degli animali in azienda stanno, infatti, portando ad un aumento del peso degli animali con la conseguenza che le partite destinate al circuito Dop non potranno più rientrare nei limiti previsti dai disciplinari per quanto riguarda il “peso vivo medio partita”.

Le relative cosce, quindi, non saranno più destinabili al circuito, con ulteriore deprezzamento della partita.

Va poi menzionato che le cosce escluse dal circuito Dop saranno comunque inviate alla produzione di prosciutti (ovviamente non Dop) per cui fra 12/16 mesi saranno sul mercato come prodotto in concorrenza alle produzioni Dop stesse.

Reindirizzare l’utilizzo delle cosce per la produzione di prosciutti cotti

macellazioniConfagricoltura sta interloquendo con il Ministero chiedendo una misura che intervenga sull’offerta di cosce per i prosciutti Dop che assorbono buona parte dei capi e che sono caratterizzate da una eccedenza strutturale particolarmente severa. La misura è volta a distogliere dall’immissione nel circuito di parte della produzione di cosce fresche conformi ai disciplinari delle stesse Dop, che vada ad arginare il drastico calo di cosce “messe a balia” e che ne reindirizzi l’utilizzo per la produzione di prosciutti cotti, settore che si approvvigiona in prevalenza di materia prima estera. Tale misura, ovviamente, necessita di una premialità che risarcisca, almeno in parte, la perdita di valore garantita dal sistema certificato e renda economicamente sostenibile per l’industria di trasformazione la scelta del prodotto nazionale rispetto a quello estero.

Necessaria una deroga in merito alle superfici di allevamento

L’associazione degli imprenditori agricoli ha infine scritto anche al Ministero della Salute per chiedere una deroga ai limiti di legge sul benessere in merito alle superfici che devono essere garantite agli animali, viste le problematiche di sovraffollamento che si stanno riscontrando a causa della diminuzione delle macellazioni.

Macellazioni a rilento e suini in sovrappeso - Ultima modifica: 2020-05-28T14:12:27+02:00 da Mary Mattiaccio

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