Gennaio 2022: 1,573 euro/kg il prezzo del suino pesante

Da quest’anno Crefis ha adottato un nuovo metodo di calcolo per gli indici di redditività dell’allevamento e della macellazione, sviluppando tre nuovi indici relativi alle diverse fasi dell’allevamento, e rivedendo quello esistente, con un aggiornamento delle modalità di calcolo.

«La nuova articolazione dei nostri indici è tutta a favore degli allevatori – spiega Gabriele Canali, docente di Economia agroalimentare all’Università Cattolica e direttore del Crefis. Già in questi anni, “l’indice unico” di allevamento è stato molto apprezzato, diventando rapidamente un punto di riferimento nel settore suinicolo a livello nazionale. Ora però – prosegue Canali – il nuovo assetto consentirà a tutti gli allevatori di disporre di una indicazione ancora più mirata, perché mirata rispetto alla propria struttura di costi e ricavi in funzioni delle fasi dell’allevamento che li vede coinvolti».

La situazione del comparto allevatoriale

Scendendo in dettaglio, per il comparto allevatoriale è necessario distinguere due tipologie di allevamento: quella a ciclo aperto e quella a ciclo chiuso. In gennaio l’andamento della redditività della tipologia a ciclo aperto ha visto l’indice Crefis in salita per quanto riguarda la fase di svezzamento, ovvero il periodo in cui il suinetto viene portato al peso di 7 kg. L’aumento di redditività registrato mostra un dato congiunturale del +16,3% e anche la variazione tendenziale, ovvero anno su anno, è positiva e pari a +4,8%. Tutto ciò trova ragione soprattutto nell’andamento del mercato dei suinetti: il prezzo dei capi da 7 kg è arrivato a 53,583 euro/capo per una variazione congiunturale del +18%; anche la variazione tendenziale è in netto aumento e ha raggiunto +20,3%.

Considerando la fase successiva, ovvero quella dell’accrescimento, dove i capi in due mesi vengono portati da 7 a 40 kg, si registra anche in questo caso un aumento dell’indice di redditività mese su mese dell’11,5%; e +4,7% su base tendenziale. Questo nonostante la crescita dei costi per l’alimentazione degli animali. Infine, analizziamo i dati relativi all’ingrasso, l’ultima fase che caratterizza il ciclo aperto. L’indice Crefis mostra un aumento della redditività a livello congiunturale dell’1,2%; una dinamica dovuta al costo basso dei suini da 40 kg acquistati a inizio attività, nonostante i prezzi dei suini da macello pesanti siano scesi a gennaio: i capi destinati al circuito Dop, infatti, hanno fatto registrare una quotazione in discesa del 4,4% rispetto al mese precedente mostrando un prezzo di 1,573 euro/kg; mentre la redditività a livello tendenziale resta in calo dell’1,2%. Anche i prezzi dei suini da macello destinati al circuito non tutelato sono calati del 5,1% su base mensile raggiungendo un valore di 1,433 euro/kg, ma la variazione tendenziale è risultata positiva: +26%.

Prendendo in esame il cosiddetto ciclo chiuso, che contempla tutte le fasi di allevamento dei suini dalla nascita alla vendita del capo pesante, ovviamente con tempi diversi rispetto agli allevamenti a ciclo aperto visti in precedenza, la redditività in gennaio è scesa sia a livello congiunturale (-5,9%) che tendenziale (-2,7%). Ciò a causa della concomitanza degli elevati costi delle materie prime per l’allevamento e dei prezzi bassi dei suini pesanti riscontrati a inizio anno.

Tab. 1 - Prezzi suini italiani: gennaio 2022
Cun suini e suinetti Medie mensili (€/kg) gennaio 2022 Variazioni %
gen. 2022/ dic. 2021 gen. 2022/ gen. 2021
Suini da macello - circuito tutelato
144-152 kg 1,483 -4,7 +28,6
152-160 kg 1,513 -4,6 +27,9
160-176 kg 1,573 -4,4 +26,5
Suini da macello - circuito non tutelato
90-115 kg 1,287 -5,4 +30,9
144-152 kg 1,343 -5,4 +28,7
152-160 kg 1,373 -5,3 +27,9
160-176 kg 1,433 -5,1 +26,5
Suinetti
7 kg (euro/capo) 53,583 +18,0 +20,3
30 kg 2,752 +22,7 +20,3
Fonte: elaborazioni Crefis su dati Cun suini da macello e da allevamento

Macellazione, bene la redditività

Il segmento della macellazione a gennaio vede salire la quotazione delle cosce fresche pesanti destinate a prodotti Dop rispetto al mese precedente del 2,1%, raggiungendo i 5,013 euro/kg. Anche la variazione tendenziale è positiva e pari a +31,3%. Medesimo andamento per quanto riguarda i prezzi delle cosce fresche pesanti destinate al Prosciutto di Parma (+0,05%) ma con un indice ancora in netto aumento a livello tendenziale: +33,2%. Diversa la situazione per il prosciutto non tutelato: la redditività, in gennaio, è in calo del 4,4% mese su mese e ancor più a livello tendenziale: -24%.Uno sguardo anche al mercato dei prosciutti stagionati: il prodotto della tipologia pesante Dop, in gennaio, ha raggiunto una quotazione media mensile di 9,300 euro/kg, con un aumento congiunturale dello 0,4% e una variazione tendenziale che ha segnato +18,5%. Ferme le quotazioni del prosciutto generico: 6,275 euro/kg per una variazione anno su anno del +1,6%.

Stagionatura, redditività in stasi per il Parma e in calo per il generico

Come accennato, anche per la fase di macellazione, Crefis ha rivisto l’indice di redditività aggiornando le modalità di calcolo al fine di ottimizzare e rappresentare meglio il peso dei diversi tagli di carne suina fresca. Specificamente, possiamo rilevare che, sempre a gennaio, questo segmento ha beneficiato della diminuzione delle quotazioni dei capi da macello pesanti in concomitanza con l’aumento dei prezzi di alcuni tipi di tagli di carne fresca, eccetto i lombi come dicevamo. L’indice Crefis di redditività è dunque aumentato del 4,1% su base congiunturale; rimane ancora sfavorevole la situazione a livello tendenziale: (-9,4%).Per quanto riguarda la coppa, sempre nel periodo preso in esame, il prezzo del prodotto fresco refilato da 2,5 kg è salito del +4,8%, fermandosi a 4,453 euro/kg, mentre è scesa a 3,068 euro/kg la quotazione della pancetta fresca squadrata da 4/5 kg (-8,8% rispetto a dicembre). Rispetto allo scorso anno, l’attuale quotazione della coppa è risultata superiore del +12,4%, mentre quello della pancetta inferiore del -11,7%. In aumento anche le quotazioni del lardo fresco, salite a 2,900 euro/kg per il prodotto di spessore 3 cm (+1,8% rispetto a dicembre) ed a 3,700 per quello di spessore 4 cm (+1,4%). Positive entrambe le variazioni tendenziali.prodotto generico aumentati a livello congiunturale e sempre a gennaio del 2,2%, per un valore di 4,213 euro/kg. Anche in questo caso la variazione tendenziale è più che positiva: +32,2%. Diversa dinamica ha riguardato i lombi: il Taglio Padova è calato del 4,3% rispetto al mese precedente, scendendo a 3,325 euro/kg; mentre per il Taglio Bologna si è assistito a una diminuzione a livello congiunturale del 5,1%, per una quotazione di 3,288 euro/kg. Ma le variazioni tendenziali sono risultate positive per entrambi i prodotti: rispettivamente +6,8% e +13,9%.

Gennaio 2022: 1,573 euro/kg il prezzo del suino pesante - Ultima modifica: 2022-02-22T17:58:10+01:00 da K4

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