Febbraio: 1,238 euro/kg il prezzo del suino pesante

suino pesante macellato
Segno meno per tutto il comparto: la redditività del settore continua la discesa (-2,8% rispetto a gennaio). Negativi anche il mercato dei tagli freschi e la stagionatura

A febbraio allevamenti in difficoltà a causa del mercato dei suini da macello. I prezzi dei capi pesanti destinati alle produzioni tutelate hanno infatti continuato a diminuire, raggiungendo i 1,238 euro/kg, ovvero un calo del 3,1% rispetto a gennaio (variazione congiunturale) e del 19,2% rispetto all’anno scorso.

Anche le quotazioni dei suini da macello pesanti destinati al circuito non tutelato sono scese a febbraio, tanto che il prezzo medio mensile degli animali di peso 160-176 kg è stato pari a 1,140 euro/kg (-2,4% rispetto a gennaio).

Stessa situazione si registra per i prezzi dei suini da macello leggeri destinati al circuito tutelato: a febbraio, per gli animali di peso 144-152 kg e 152-160 kg, le quotazioni si sono attestate rispettivamente a 1,148 euro/kg (-3,4%) e 1,178 euro/kg (-3,3%). Le variazioni tendenziali sono risultate negative per tutte le tipologie di prodotto considerate. Per quanto riguarda infine i capi leggeri (90-115 kg) destinati anch’essi al circuito non tutelato, il valore è stato di 0,990 euro/kg (-2,7%).

L’indice Crefis di redditività è in discesa a febbraio, e segna -2,8% rispetto al mese precedente, fermandosi a valori che non si registravano dal 2016. Ma soprattutto è da sottolineare il -17% a livello tendenziale, cioè rispetto al febbraio 2018, un dato dunque non influenzato da fattori stagionali e contingenti.

Male anche il mercato dei tagli freschi

Febbraio fa registrare un momento negativo del mercato dei tagli freschi. A cominciare dai prezzi delle cosce fresche pesanti destinate a produzioni tipiche, che arrivano a 3,730 euro/kg, e cioè -1,8% rispetto al mese precedente ma soprattutto -27,7% rispetto all’anno precedente. Così come è scesa la quotazione della coscia fresca pesante destinata a produzioni non tipiche, scambiata a febbraio a 3,170 euro/kg (-0,9% la variazione congiunturale e -16,8% la variazione tendenziale). Calano anche i prezzi dei lombi, con valori medi mensili arrivati a 3,050 euro/kg per il taglio Padova (-1% la variazione congiunturale).

Prendendo in considerazione il prezzo della coppa fresca refilata da 2,5 kg si registra, a febbraio, un calo dell’1,3% con un valore pari a 3,940 euro/kg; mentre la quotazione della pancetta fresca squadrata da 4/5 kg è scesa nuovamente fermandosi ad un prezzo di 2,818 euro/kg (-2,7% rispetto gennaio) che risulta il più basso da maggio 2016. Rispetto allo scorso anno l’attuale prezzo della più basso del 2,6%, mentre quello della pancetta del 10,6%.

Ancora invariato a febbraio, sia rispetto a gennaio che nei confronti dello scorso anno, il prezzo del lardo fresco di spessore 4 cm scambiato a 3,350 euro/kg, cosi come quello del prodotto di spessore 3 cm il cui prezzo è risultato pari a 2,550.

La situazione negativa del mercato dei tagli non ha influito però sulla redditività dell’industria di macellazione che a febbraio, anche grazie al calo delle quotazioni dei suini da macello, ha fatto segnare un aumento dell’indice Crefis del 2% su base congiunturale e del 7,4% su base tendenziale.

Stagionatura andamento negativo

Sempre a febbraio, analizzando il mercato delle cosce stagionate, si registra il prezzo del Prosciutto di Parma pesante a 8,600 euro/kg, il che significa -2,3% rispetto a gennaio e -16,4% su febbraio 2018. In discesa anche i prezzi dei prosciutti stagionati pesanti destinati a produzioni non tipiche, con valori giunti a 6,113 euro/kg; un tale dato, oltre a mostrare un -15,4% a livello tendenziale, risulta essere il più basso dal 2013.

Anche la redditività della stagionatura di prosciutti in febbraio mostra un andamento negativo.

In termini congiunturali, la redditività del Parma Dop pesante è diminuita dell’1,8%, arrivando a mostrarsi al livello più basso da quando l’indice viene calcolato (aprile 2012). Una fase in discesa mostrata pure dalla variazione tendenziale, pari a -16,4%. Redditività in calo anche per i prosciutti pesanti non tipici: indice Crefis a -5,1% a febbraio (-8,8% la variazione tendenziale).

Infine, è da segnalare che il gap di remuneratività rimane positivo (+4,7%): a febbraio dunque è stato più redditizio produrre prosciutti pesanti destinati al circuito Dop rispetto a stagionare prosciutti non tipici.

Tab. 2 - Prezzi suini italiani: febbraio 2019           
Cun suini e suinetti

Medie
mensili
(€/kg)
febbraio 2019

Variazioni %
feb. 2019/
gen. 2019

feb. 2019/
feb. 2018

Suini da macello - circuito tutelato
144-152 kg

1,148

-3,4

-20,4

152-160 kg

1,178

-3,3

-20,0

160-176 kg

1,238

-3,1

-19,2

Suini da macello - circuito non tutelato
90-115 kg

0,990

-2,7

-13,6

144-152 kg

1,050

-2,6

-12,9

152-160 kg

1,080

-2,5

-12,6

160-176 kg

1,140

-2,4

-12,0

Suinetti
7 kg (euro/capo)

53,750

-0,4

-16,1

30 kg

2,614

+9,6

-23,5

Fonte: elaborazioni Crefis su dati Cun suini da macello e da allevamento

 


Fattori della produzione

Andamento congiunturale negativo a febbraio per i prezzi dei principali fattori di produzione, che vede in controtendenza solo il mercato statunitense.

Nell’ultimo mese, a Milano, i prezzi del mais nazionale e di quello comunitario sono diminuiti rispettivamente del 1,2% e del 2,1%, collocandosi su valori medi mensili di 185,0 e 186,8 euro/t. In calo anche il prezzo del cereale francese (-3,7%), che è stato scambiato a 180,3 euro/t, mentre sul mercato statunitense è stata registrata una variazione congiunturale favorevole (+2,3%), con il mais scambiato a 149,3 euro/t. Le variazioni tendenziali sono risultate positive su tutti i mercati considerati.

Alla borsa merci di Milano, il prezzo medio mensile della soia nazionale è risultato pari a 342,5 euro/t, in calo del 1,1% rispetto a gennaio; mentre il prodotto estero è sceso a 347,0 euro/t (-1,7%). Una variazione congiunturale positiva si è, invece, registrata negli Stati Uniti (+1,5%, per un dato di 304,9 euro/t), mentre in Brasile la soia è stata quotata a 287,0 euro/t, in aumento del +1,9% rispetto al mese precedente. Le variazioni tendenziali sono risultate tutte negative ad eccezione della soia negli Stati Uniti (+0,3%).

A febbraio i prezzi dell’orzo scambiato a Milano sono calati dell’1,8%% per il prodotto nazionale (222,9 euro/t) e del 3,1% per quello di provenienza estera (232,6 euro/t). In calo anche il mercato francese (-10,9%), dove il prezzo dell’orzo è sceso a 182,0 euro/t; mentre una variazione congiunturale positiva è stata registrata sul mercato statunitense (+0,6%), che è stato caratterizzato da una quotazione di 105,2 euro/t. Positive le variazioni tendenziali.


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