Zootecnia di precisione le ultime novità

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Dalla conferenza Ecplf, Milano 2015. Oggi l’allevatore può contare su tecnologie sempre più affidabili

Vista l’importanza dell’allevamento a livello mondiale, negli ultimi anni sono state sviluppate numerose tecnologie di zootecnia di precisione (Plf) per il monitoraggio automatico e in tempo reale di diversi aspetti dell’allevamento suino, bovino e avicolo (de Moura D. et al., 2008; Aydin et al., 2014).

Per quanto concerne l’allevamento suinicolo, durante la conferenza sulla zootecnia di precisione, Ecplf (European conference on precision livestock farming) 2015, tenutasi a Milano lo scorso settembre sono state presentate, da numerosi ricercatori provenienti da tutto il mondo, le più recenti innovazioni in questo campo.

Vediamone alcune.

Prevedere con anticipo il momento del parto

Uno dei principali problemi dell’allevamento suinicolo è l’individuazione del momento del parto delle scrofe. Per questo motivo, un gruppo di ricercatori tedeschi (Manteuffel C. et al., 2015) ha condotto uno studio, con conseguente validazione, sulla possibilità di prevedere con un certo anticipo il momento del parto delle scrofe.

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Con l’approssimarsi del parto, le scrofe, anche nell’allevamento intensivo, mostrano un aumento dell’attività fisica che è stata ampiamente misurata e studiata attraverso l’impiego di accelerometri. Nello studio in esame, si è cercato di prevedere il momento del parto tramite l’uso di barriere ottiche poste sulla gabbia parto a livello della testa, del busto e del posteriore delle scrofe (Figura 1). Le barriere ottiche sono dispositivi elettrosensibili, composti da raggi emessi da uno o più punti che individuano i movimenti del corpo che li attraversa. Sono inoltre tecnologie economiche e non invasive per gli animali e non aumentano il carico di lavoro dell’allevatore o degli operatori tecnici.

Nelle scrofe tenute in gabbia parto, per individuare l’aumento dell’attività è sufficiente la lettura della barriera ottica posta a livello della testa.

I risultati di questo primo studio sono promettenti in quanto il momento del parto viene previsto con l’88% di accuratezza e con una deviazione standard di ± 4 h. Questa accuratezza è sufficiente per predire il momento del parto in categorie temporali come “oggi”, “stanotte” o “domani”.

Conoscere l’arco temporale in cui avverrà il parto delle scrofe è un’informazione molto importante per l’allevatore.

Questo sistema inoltre può essere applicato anche alle scrofe libere, aumentando il numero delle barriere ottiche all’interno del box.

Quando porre le scrofe nella gabbia parto

Il secondo studio riguardante l’individuazione del momento del parto delle scrofe è di Oczak M. et al. (2015); questo è stato condotto su scrofe allo stato brado e ha avuto lo scopo di definire il momento più opportuno per porre le scrofe nella gabbia parto in modo da ridurre la mortalità dei suinetti a causa dello schiacciamento. Il comportamento di costruzione del nido da parte delle scrofe è stato analizzato tramite l’analisi dell’immagine e l’applicazione di un accelerometro sulla scrofa. In questo modo è stato possibile individuare il comportamento di preparazione del nido con un’accuratezza dell’89%. Inoltre, poiché lo studio dimostra che i primi giorni di vita dei suinetti sono i più sensibili, le scrofe andrebbero poste nella gabbia parto soltanto durante i primi giorni di vita dei suinetti, in modo da migliorare il benessere sia delle scrofe sia dei suinetti.

Gestione dei suinetti nei primi giorni di vita

In seguito all’individuazione del momento del parto, un altro grande problema è la gestione dei suinetti nei primi giorni di vita. Durante i primi giorni di vita dei suinetti, i principali problemi sono dovuti a sbalzi di temperatura e correnti d’aria che portano a fenomeni gastrointestinali e patologie respiratorie aumentando la mortalità degli animali e riducendo il ritorno economico dell’allevatore. Un’altra grave problematica che si verifica durante questa delicata fase è lo schiacciamento dei suinetti da parte della scrofa. E proprio su questo tema si è concentrato un gruppo di ricercatori cinesi e americani (Lao et al., 2015) che ha condotto uno studio mediante l’analisi dell’immagine sulla localizzazione dei suinetti in relazione alle posizioni della scrofa e del nido riscaldato. I risultati ottenuti dimostrano che se la scrofa è distesa nella direzione del nido riscaldato, i suinetti tendono a starle vicino assumendo una corretta quantità di latte; al contrario, se la scrofa è distesa e volta le spalle alle cappe calde, solo un numero limitato di suinetti rimane nella zona riscaldata, tutti gli altri si dirigono verso i capezzoli della scrofa per assumere il latte.

Ciò crea una disparità tra i suinetti che assumono una corretta quantità di latte ma sono esposti a sbalzi termici e coloro che assumono meno latte ma non si allontanano dalle zone riscaldate. Secondo lo studio, questo problema riguarda solo i primi 5 giorni di vita; a 10 giorni di vita i suinetti trascorrono pressoché la stessa quantità di tempo in entrambe le zone. L’algoritmo sviluppato è in grado di localizzare i suinetti e la scrofa con un’accuratezza del 98%.

Alimentazione di precisione

Per quanto riguarda il settore del suino da ingrasso gli studi più recenti riguardano l’alimentazione di precisione. Un gruppo di ricercatori francesi (Marcon M., et al. 2015) ha svolto uno studio su un gruppo di suini da ingrasso sviluppando un sistema di alimentazione calibrata.

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Gli animali sono dotati di un tag auricolare per la loro identificazione automatica. Il sistema è costituito da una zona dove gli animali vengono automaticamente pesati mediante una bilancia (WS device) e da 5 distributori automatici di alimento (Feed area 5 AF); tutti i dispositivi (bilancia e alimentatori) sono collegati a un computer in grado di identificare gli animali e la razione da distribuire (Figura 2).

L’alimentatore automatico è in grado infatti di distribuire due differenti tipologie di dieta in base alle informazioni trasmesse dal tag auricolare. Quando il suino entra, viene identificato mediante il tag auricolare e il computer, che contiene tutte le informazioni, decide se indirizzare l’animale verso la mangiatoia (Feed area 5 AF), verso una specifica zona del box (Sorting pen), oppure se farlo tornare nella zona di gruppo con i conspecifici (Life area).

Il punto di forza di questo sistema è che rispetto a quelli già presenti sul mercato, esso distribuisce la razione sulla base delle informazioni contenute nel tag auricolare di ogni singolo animale.

Individuare precocemente le patologie respiratorie

A livello sanitario, le patologie respiratorie rappresentano per l’allevatore una problematica rilevante, non solo per i costi dei trattamenti, ma anche per il contenimento e l’individuazione precoce di tali patologie. A tale scopo, il monitoraggio automatico, tramite l’analisi del suono, delle vocalizzazioni emesse dai suini nel post svezzamento fino alla macellazione, è da qualche anno considerato un valido e accurato metodo per l’individuazione precoce di queste patologie.

Già dal 2011 un gruppo di ricercatori europei hanno realizzato e sviluppato l’ormai avviato e conosciuto Pig cough monitor (Pcm). Questo sistema affianca l’allevatore e il veterinario nell’individuazione precoce di patologie respiratorie in qualsiasi fase dell’allevamento del suino da ingrasso. Il monitoraggio automatico della presenza di starnuti e tossi permette l’individuazione precoce di malattie respiratorie con conseguente riduzione dell’impiego di antibiotici, diminuzione del fenomeno della farmaco resistenza e riduzione dei tempi di sospensione per la macellazione. Per maggiori informazioni visitare il sito internet dell’azienda: https://www.soundtalks.be/.

Valutare il benessere

Le vocalizzazioni non sono più solo utilizzate per valutare, riscontrare o monitorare l’insorgenza di eventuali patologie respiratorie, ma anche per valutare il benessere e il comportamento degli animali allevati. Alcuni ricercatori Brasiliani (Nääs I.A. et al. 2015), mediante l’analisi del suono, hanno condotto una ricerca per valutare lo stato di benessere di due gruppi di scrofe in lattazione allevati in tipologie di box differenti. Il primo gruppo di scrofe era tenuto in gabbie parto, mentre l’altro era libero nei box. Temperatura, umidità relativa e ventilazione erano costanti in entrambe i gruppi durante tutta la durata della prova. La variabile utilizzata per comparare il loro livello di benessere erano le vocalizzazioni di gruppo (scrofa + suinetti) mentre la scrofa allattava i suinetti.

In seguito all’analisi delle vocalizzazioni emesse dalle scrofe e dai suinetti è emerso che non ci sono differenze statisticamente significative nelle vocalizzazioni dei due gruppi. Ciò vuol dire che il metodo di allevamento non influisce sulle vocalizzazioni emesse dalla scrofa e dai suinetti.

Gli unici picchi nelle vocalizzazioni erano dovuti alla competizione dei suinetti per l’assunzione del dell’alimento. Tuttavia, è stata registrata una lieve tendenza ad avere frequenze (Hz) più elevate tra i suinetti allevati nelle gabbie parto rispetto al box.

Sistemi sempre più affidabili

Concludendo possiamo affermare che la zootecnia di precisione risulta essere uno strumento sempre più importante per affiancare la figura dell’allevatore nella gestione di tutte le fasi dell’allevamento. La richiesta di prodotti di origine animale continuerà a crescere in funzione dell’aumento della popolazione mondiale, per questo motivo saranno necessari ulteriori studi per migliorare le funzionalità della sensoristica presente in allevamento. Infatti, negli ultimi anni, numerosi sviluppi sono stati apportati ai sistemi già esistenti grazie all’evoluzione della tecnologia e agli studi effettuati da ricercatori di tutto il mondo, rendendo questi sistemi sempre più accurati ed affidabili.

 

Le autrici sono dell’Università degli studi di Milano, dipartimento di Scienze veterinarie per la salute, la produzione animale e la sicurezza alimentare (Vespa).

 

Leggi l’articolo completo sulla Rivista di Suinicoltura n. 2/2016

L’Edicola della Rivista di Suinicoltura

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