Marzo: 1,527 euro/kg il prezzo del suino pesante

prezzo suino pesante
A causa dei prezzi in discesa e dei costi delle materie prime in aumento, la performance economica della suinicoltura italiana risulta in calo

A marzo le contrattazioni dei suini pesanti da macello del circuito tutelato hanno fatto registrare un prezzo di 1,527 euro/kg, con un calo del 4,4% su febbraio; mentre per quelli di peso 144-152 kg e 152-160 kg le quotazioni sono state pari rispettivamente a 1,437 euro/kg (con una diminuzione congiunturale del -4,7%) e a 1,467 euro/kg (-4,6%). Anche i suini pesanti destinati a prodotti generici hanno segnato una diminuzione delle quotazioni:1,424 euro/kg con una variazione del -4,7% su febbraio, mentre per quelli di peso 90-115 kg il valore è stato di 1,274 euro/kg (-5,2% la variazione congiunturale).
Nonostante l’andamento sfavorevole dei prezzi di questo periodo, il lascito positivo di un mercato che nel 2019 è stato molto tonico sostiene ancora in modo cospicuo le variazioni tendenziali: +32,1% dato che riguarda la tipologia pesante dei suini del circuito Dop e +34% per i suini del circuito non tutelato in tutte le tipologie di peso.

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In salita, sempre a marzo e confermando l’andamento della stagione, le quotazioni dei suini da allevamento; i prezzi dei suinetti di 30 kg, in particolare, segnano un aumento del 4,9% rispetto a febbraio, arrivando a 3,875 euro/kg; anche in questo caso la variazione tendenziale è ampiamente positiva: +43,3%.
A causa dei prezzi in discesa, e dei costi delle materie prime in aumento, la performance economica della suinicoltura italiana risulta a marzo in calo. Lo conferma l’indice Crefis di redditività che scende del 5,1% rispetto a febbraio (variazione congiunturale); per quanto riguarda invece il dato tendenziale questo fa rilevare una netta positività (+29,3%) dovuta al retaggio favorevole dello scorso anno quando l’allevamento suinicolo italiano aveva vissuto una fase fruttuosa e prolungata.

Aumentano le quotazioni dei lombi

L’impatto sui comportamenti dei consumatori dell’epidemia Covid-19 può essere il motivo dell’aumento della domanda di lombi freschi registrata a marzo soprattutto nella Gdo. In questo periodo si è infatti registrato un aumento significativo del prezzo del taglio Padova che ha raggiunto i 3,925 euro/kg, con un rialzo del 15% rispetto al mese precedente e del 26,1% su base tendenziale.
Vanno in altra direzione i dati relativi alle cosce fresche pesanti, sia quelle per prosciutti Dop, che arrivano a 4,058 euro/kg (-5,4% rispetto a febbraio, ma +12,2% su marzo 2019), sia quelle per prosciutti non tipici che si fermano a 3,475 euro/kg (-5,8% e +11% le variazioni congiunturale e tendenziale).

Prezzi suini italiani: marzo 2020
Cun suini e suinetti Medie mensili (€/kg) marzo 2020 Variazioni %
mar. 2020/             feb. 2020 mar. 2020/           mar. 2019
Suini da macello - circuito tutelato
144-152 kg 1,437 -4,7 34,8
152-160 kg 1,467 -4,6 33,8
160-176 kg 1,527 -4,4 32,1
Suini da macello - circuito non tutelato
90-115 kg 1,274 -5,2 39,2
144-152 kg 1,334 -5,0 36,8
152-160 kg 1,364 -4,9 35,7
160-176 kg 1,424 -4,7 33,7
Suinetti
7 kg (euro/capo) 65,100 2,1 25,3
30 kg 3,875 4,9 43,3
Fonte: elaborazioni Crefis su dati Cun suini da macello e da allevamento

 

Nuovamente in risalita invece è risultato a marzo il prezzo della coppa fresca refilata da 2,5 kg (+1,8% rispetto a febbraio), il cui valore ha raggiunto 4,710 euro/kg, mentre la quotazione della pancetta fresca squadrata da 4/5 kg è scesa ulteriormente a 3,900 euro/kg (-7,6% la variazione congiunturale). Rispetto allo scorso anno, l’attuale prezzo della coppa è risultato superiore del 20,4%, mentre quello della pancetta del 50,3%. Stabili le quotazioni del lardo fresco, che confermano comunque i livelli più elevati di sempre: 2,900 euro/kg per il prodotto di spessore 3 cm e 3,700 euro/kg per quello di spessore 4 cm. Positive anche le variazioni tendenziali.
Il prezzo in discesa dei suini da macello e il concomitante aumento congiunturale delle quotazioni dei lombi permette all’industria di macellazione dei suini di segnare una redditività in crescita nel mese di marzo. L’indice Crefis infatti mostra un +7,6% rispetto a febbraio; diversa la situazione tendenziale che risulta ancora molto sfavorevole: -10,9% marzo 2020 su marzo 2019.

Stagionatura: prezzi stabili

Per quanto riguarda i prosciutti stagionati Dop e generici, a marzo il prezzo del Parma pesante è risultato stabile a 8,050 euro/kg, con il dato tendenziale pari a +1,1%; stessa stasi anche per le quotazioni dei prosciutti generici, in particolare il prezzo del prodotto di peso 9 kg e oltre non si è mosso da 6,275 euro/kg, la variazione tendenziale è però pari a +4,6%.
A marzo, redditività con dinamiche differenziate per il settore della stagionatura. Il Prosciutto di Parma fa registrare un incremento dell’indice Crefis del 3,1% per quanto riguarda le cosce stagionate pesanti, performance dovuta al prezzo basso delle cosce acquistate dagli stagionatori l’anno scorso. Al contrario i prosciutti stagionati generici mostrano una redditività in calo (-5,6%). Restano molto positive le variazioni tendenziali: +42,6% per il Parma Dop e +14,5% per i generici; così come il gap di redditività tra le due tipologie di prodotto (+23,9%), cioè a favore della filiera Dop.


Fattori della produzione

Alla borsa di Milano, a marzo la quotazione del mais è salita, rispetto a febbraio, dell’1,4% per il prodotto nazionale (prezzo a 178,0 euro/t), e del 3,1% per quello di provenienza comunitaria (180,6 euro/t). In calo, invece, sia la quotazione del cereale francese (-2%) che quella del mais degli Stati Uniti (-5,1%), rispettivamente scese a 170,4 e 146,9 euro/t. Le variazioni tendenziali sono risultate tutte negative, ad eccezione del mais di provenienza comunitaria scambiato a Milano (+0,8%). Alla borsa merci di Milano, il prezzo medio mensile della soia nazionale è salito a 373,0 euro/t (+1,2% rispetto a febbraio), mentre il prodotto estero è cresciuto dello 0,7%, per un dato pari a 378,00 euro/t. Una variazione congiunturale negativa si è registrata anche negli Stati Uniti (-3,4%), dove la soia è stata scambiata a 306,1 euro/t, mentre il dato medio della soia brasiliana è sceso a 273,0 euro/t (-4,7%). Le variazioni tendenziali restano tutte positive, ad eccezione di quella del Brasile (-2,5%). Nell’ultimo mese il prezzo dell’orzo nazionale scambiato a Milano è salito a 185,3 euro/t (+0,3% la variazione congiunturale), mentre il prodotto comunitario è diminuito dello 0,3%, per un dato di 196,5 euro/t. Una flessione, rispetto a febbraio, si è registrata anche sul mercato francese (-3,2%), dove la quotazione media mensile è stata di 167,5 euro/t, così come un calo ha caratterizzato il prezzo dell’orzo statunitense (-1,5%), per un valore di 103,8 euro/t. Negative le variazioni tendenziali per tutti i mercati considerati.

Marzo: 1,527 euro/kg il prezzo del suino pesante - Ultima modifica: 2020-04-27T09:41:04+02:00 da Lucia Berti

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