Stop al taglio della coda, più rigore da gennaio

Dall'anno prossimo si passerà dalla raccolta dati e valutazione dei rischi all'attivazione dei primi conseguenti interventi in allevamento

Per gli allevatori di suini, il prossimo primo gennaio è data da segnare in rosso. Partirà infatti la fase applicativa del piano d’azione del ministero della Salute per prevenire il taglio delle code e aumentare la disponibilità di materiale di arricchimento ambientale negli allevamenti. In estrema sintesi, gli allevatori dovranno passare dalla raccolta di dati e valutazione dei rischi all’attivazione dei primi conseguenti interventi.
La questione non è nuova, ma è diventata urgente a partire dall’audit (una verifica sulla corretta applicazione delle normative) che gli esperti della Commissione europea hanno effettuato in Italia nel novembre 2017 sull’applicazione delle prescrizioni contenute nella Direttiva 2008/120 del 18 dicembre 2008 che “stabilisce le norme minime per la protezione dei suini”.
I risultati dell’audit sono stati infatti preoccupanti: gli ispettori della Commissione hanno riscontrato inadempienze focalizzate in particolare sulla massiva diffusione della pratica del taglio della coda negli allevamenti suinicoli italiani. Il taglio della coda è un modo per evitare la caudofagia nei suini che comporta problemi sanitari, gestionali, di benessere negli allevamenti e infine economici. Ma è ormai convinzione molto comune che si tratti di un modo di operare drastico, evidentemente poco rispettoso del benessere dei capi allevati, che non raramente comporta complicazioni secondarie di vario genere e dunque, alla fin fine, non propriamente economico, almeno in senso lato.
Dunque, l’audit della commissione aveva lo scopo di verificare che, per contrastare il fenomeno della caudofagia, il nostro Paese stesse abbandonando la prassi del taglio della coda e, parallelamente, stesse intraprendendo la strada delle pratiche alternative. Evidentemente così non è, e visti dunque i risultati dell’accertamento, per evitare l’apertura di una procedura di infrazione da parte della Commissione europea, la Direzione generale della Sanità animale del ministero della Salute ha lanciato lo scorso giugno un Piano di azione nazionale contente “misure particolari finalizzate alla prevenzione del ricorso al taglio delle code e ad assicurare la disponibilità del materiale di arricchimento ambientale”.

Il piano del MinSalute

Il piano del MinSalute – redatto, per l’Italia, in collaborazione con il Centro di referenza nazionale per il benessere animale (CreNBA, presso l’Istituto zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna), successivamente rielaborato da un gruppo di esperti nazionali – è articolato in due fasi. La prima, tuttora in corso, è riservata agli allevatori di suini da ingrasso e a quelli da riproduzione nei quali viene attuato lo svezzamento e serve a raccogliere dati e informazioni per far emergere le criticità negli allevamenti, ovviamente in tema di caudofagia e “taglio della coda”. In pratica, è stata distribuita negli allevamenti una scheda di autovalutazione (corredata da un manuale tecnico-operativo) con la quale l’allevatore deve raccogliere elementi sui comportamenti aggressivi, da parte dei capi allevati, in tutte le fasi produttive. Più in dettaglio, per ogni allevamento, le informazioni devono riguardare la quantità e qualità del materiale di arricchimento presente, le tipologie strutturali e le condizioni di pulizia, il comfort termico e la qualità dell’aria, lo stato generale di salute degli animali, la qualità e quantità di alimenti, il livello di competizione per cibo, spazio e acqua.
Una simile raccolta di dati, il cui termine è previsto per fine dicembre 2018, servirà a capire di più sul grado di rischio di morsicature negli allevamenti, con indicazioni più generali anche sul management. Nella scheda, l’allevatore, con il supporto tecnico del veterinario aziendale, deve dunque individuare i fattori critici e iniziare a programmare le azioni correttive e migliorative.

Da quando attuare i correttivi

E quando si dovrà passare ad attuare praticamente i correttivi? Su questo punto è meglio esaminare il testo della circolare del MinSalute dello scorso 22 giugno. Il documento, parlando ancora della prima fase del Piano, quella che terminerà il prossimo 31 dicembre, dice testualmente: “Nella scheda, che dovrà essere regolarmente datata e firmata, devono essere preventivamente individuati i fattori critici e, se del caso, successivamente devono essere applicati in allevamento i miglioramenti correttivi”. E subito dopo la circolare indica anche che “Nella fase successiva di applicazione del Piano, che avrà inizio a partire dall’1 gennaio 2019, tutti gli allevamenti dovranno avere messo in atto le idonee misure correttive”.
Dunque, da questo testo sembrerebbe che al primo gennaio, gli allevamenti “dovranno avere messo in atto le idonee misure correttive”. Anche perché – si legge sempre nella circolare del MinSalute – sempre dal prossimo primo dell’anno gli allevamenti dovranno “aver raggiunto almeno il livello definito come «migliorabile» dal manuale e dalla scheda di valutazione”.
Comunque sia, sempre dal 2019, gli allevatori dovranno iniziare una fase di verifica dei loro correttivi. E cioè dovranno cominciare a introdurre piccoli gruppi di suinetti con code non tagliate, proprio per riscontrare che i miglioramenti effettuati siano efficaci nell’evitare episodi di caudofagia. Dopodiché, il numero di gruppi di suinetti introdotti con code non tagliate dovrà aumentare progressivamente nei cicli successivi di allevamento, a meno che non tornino a verificarsi episodi di morsicature. Una eventualità per fronteggiare la quale, comunque, gli allevatori dovranno aver già predisposto misure di emergenza.

Link
Circolare MinSalute sul Piano di azione nazionale
https://bit.ly/2NyhOPx
Direttiva 2008/120/2008
https://bit.ly/2NyjmJl

 

A dicembre i corsi di formazione in Confagricoltura

Il ministero della Salute ha diffuso, nei mesi scorsi, il “Piano di azione nazionale per il miglioramento dell’applicazione delle misure particolari finalizzate alla prevenzione del ricorso al taglio delle code negli allevamenti suini”. Confagricoltura Mantova, insieme all’Ats Valpadana, nel mese di dicembre organizza due corsi di formazione sull’argomento per tutti gli allevatori, che prevedono il conseguimento finale di un attestato rilasciato da Eapral, l’ente di formazione accreditato a Regione Lombardia, e la trasmissione dei nominativi dei partecipanti al Ministero.
Il primo corso è fissato per lunedì 3 dicembre, dalle 9 alle 13, con iscrizioni entro il 20 novembre, mentre il secondo appuntamento sarà mercoledì 12 dicembre, sempre dalle 9 alle 13, con iscrizioni entro il 25 novembre. I corsi, obbligatori per tutti i suinicoltori, senza distinzione di tipologia di allevamento, si svolgeranno presso la sede di Confagricoltura Mantova, in via Luca Fancelli 4, e avranno un costo di 20 euro ciascuno. L’iscrizione, obbligatoria, è da effettuarsi con l’apposita modulistica, disponibile presso la sede provinciale e gli uffici territoriali di Confagricoltura Mantova.

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