Procedure di autocontrollo per il rispetto del benessere

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L’obiettivo del progetto Valbenqua consiste nel definire un sistema di pagamento a qualità del suino nato, allevato, macellato in Italia basato sul benessere animale in allevamento e sulla qualità di partita alla macellazione

Secondo i dati dell’ultimo censimento generale dell’agricoltura dal 2000 al 2010, l’83% degli allevamenti italiani ha chiuso. Risulta quindi necessario implementare iniziative che abbiamo come scopo primario quello di supportare uno sviluppo sostenibile sia dal punto di vista economico sia da quello sociale. In questo senso, il gruppo operativo Valbenqua – “Valorizzazione delle partite di suino al macello sulla base del benessere animale e della qualità della carcassa” ha come obiettivo la definizione di un sistema di pagamento a qualità del suino nato, allevato e macellato in Italia basato sul benessere animale in allevamento e sulla qualità della partita alla macellazione.
Il Go, finanziato dalla Regione Emilia-Romagna sulla misura 16.1.1 del Programma di sviluppo rurale 2014/2020, è coordinato dall’Oi Gran Suino Italiano, in collaborazione con il Centro ricerche produzioni animali – Crpa di Reggio Emilia, Opas e una realtà del circuito Prosciutto di Parma.
In questo articolo si pone l’attenzione sulle attività che hanno riguardato la fase di allevamento e, in particolare, sulla definizione di corrette procedure di autocontrollo, eseguite dall’allevatore e/o da addetti agli animali, relative ad aspetti quali il controllo ambientale e i materiali di esplorazione e manipolazione nel settore ingrasso.

Controllo ambientale

Per controllo ambientale si intende l’insieme delle tecniche e degli interventi attuabili negli allevamenti con lo scopo di “controllare” l’ambiente in cui vivono gli animali per garantire loro le migliori condizioni di benessere, salute e produttività. È possibile agire in due modi:
- preventivamente, in fase di progettazione delle strutture che andranno a ospitare gli animali;
- operativamente, attraverso una gestione corretta dell’allevamento e l’utilizzo di attrezzature, strumentazione o impianti tecnologici che puntino all’ottimizzazione dei parametri microclimatici (temperatura ambientale, umidità relativa e velocità dell’aria) e ambientali (illuminazione, concentrazione di gas nocivi e polveri).

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Strumento per la misurazione di temperatura, umidità relativa e polveri

Materiale d’arricchimento

Per materiale di arricchimento (detto anche manipolabile) si intende un substrato o un oggetto fornito ai suini che permetta loro di manifestare il comportamento esplorativo. Questo comportamento, che in natura serve per la ricerca di cibo o di un luogo di riposo idoneo e per conoscere l’ambiente circostante, si mantiene anche in allevamento.

Procedura di autocontrollo

Come precedentemente ricordato, una delle attività del progetto è stata la definizione di procedure di autocontrollo.
Inizialmente è stata eseguita una raccolta dati in un campione di 16 porcilaie di una serie di informazioni relative a:
- parametri microclimatici;
- parametri ambientali;
- materiale di arricchimento.
Le informazioni raccolte hanno permesso la messa a punto di una procedura di autocontrollo relativa ai parametri microclimatici e ambientale e di una relativa all’arricchimento ambientale.

Strumento per la misurazione delle concentrazioni di gas nocivi

Procedura per parametri microclimatici e ambientali

I parametri microclimatici e ambientali considerati all’interno della procedura di autocontrollo sono:
- temperatura ambientale;
- umidità relativa;
- velocità dell’aria;
- luce;
- gas nocivi;
- polveri.

Anemometro a ventolino (strumento per misurare la velocità dell’aria)

Questi parametri sono stati inseriti all’interno della procedura in quanto possono influenzare notevolmente lo stato di salute e di benessere degli animali in allevamento.
La temperatura ambientale (espressa in °C), ovvero la temperatura media dell’aria in un ambiente circoscritto, è un parametro molto importante che può influenzare il consumo di alimento, l’accrescimento, l’indice di conversione alimentare e lo stato sanitario del suino. La sua azione è comunque sempre legata agli altri parametri microclimatici quali umidità relativa e velocità dell’aria.
Per umidità relativa si intende il rapporto, espresso in percentuale, fra l’effettiva quantità di vapore acqueo contenuta nell’aria a una data temperatura (umidità assoluta) e quella massima possibile (vapore saturo) alla stessa temperatura (Gastaldo et al., 2018). Un tasso di umidità troppo basso o troppo alto può provocare problematiche sanitarie e produttive (tabella 1).

Tab. 1 – Effetti di alti e bassi livelli igrometrici dell’aria ambientale
Alta umidità relativa bassa temperatura minore azione protettiva della superficie corporea dell’animale
maggiore conducibilità della cute
maggiore irraggiamento
alta temperatura difficoltà di evaporazione cutanea e polmonare
azione frenante sullo sviluppo ponderale
Bassa umidità relativa maggiore polverosità
secchezza e disidratazione delle mucose dell’apparato respiratorio

La velocità dell’aria è rapporto fra la distanza percorsa da un flusso d’aria e il tempo impiegato a percorrere tale distanza, espresso in metri per secondo (m/s) (Gastaldo et al., 2018). Gli effetti della velocità dell’aria sono strettamente collegati alla temperatura interna del ricovero.
Durante la stagione invernale sono preferibili velocità molto basse per evitare dispersioni di calore (un aumento della velocità dell’aria di 0,1 m/s corrisponde a una diminuzione di circa 1°C della temperatura percepita dall’animale). Durante la stagione estiva, invece, sono consigliate velocità maggiori in grado di accelerare l’evaporazione cutanea e la dispersione di calore, limitando lo stress da caldo.
Anche i parametri ambientali hanno grande importanza al fine di garantire delle condizioni di allevamento ottimali.
I gas nocivi presenti in allevamento sono prodotti principalmente dalla degradazione biologica delle sostanze organiche e dalla respirazione degli animali (Gastaldo et al., 2018). I principali sono:
- anidride carbonica (CO2), gas asfissiante e inodore che essendo più pesante dell’aria tende a distribuirsi nelle parti più basse del ricovero, dove cioè sono stabulati i suini. Può provocare, a seconda della concentrazione, un aumento della frequenza respiratoria, respirazione difficile e pesante, possibile stordimento, vertigine e incoscienza per carenza di ossigeno;
- ammoniaca (NH3) gas irritante che essendo più leggero dell’aria tende a distribuirsi nelle parti più alte del ricovero. Può causare, a seconda della concentrazione, lacrimazione, irritazione o infiammazione a livello oculare e/o respiratorio, riduzione dell’appetito, irritazione delle mucose delle vie respiratorie con riduzione dei meccanismi di difesa e possibilità di insorgenza di patologie specifiche;
- acido solfidrico (H2S) gas altamente velenoso e incolore che a seconda della concentrazione nell’ambiente può causare lacrimazione, irritazione o infiammazione a livello oculare e/o respiratorio, disturbi nella percezione degli odori, vomito, nausea e diarrea con riduzione dell’appetito.
Per polvere si intende una miscela di sostanze di diverse dimensioni disperse nell’aria, tra cui particelle di mangime, batteri, cellule epiteliali, peli, muffa, polline, e ceneri minerali (Crpa, 2004). Se presente in alte concentrazioni all’interno delle porcilaie può causare irritazioni a livello oculare e respiratorio e veicolare sostanze tossiche.
Infine, la luce o, più precisamente, il livello di illuminamento naturale o artificiale di una determinata superficie. La luce, oltre a consentire all’operatore di ispezionare gli animali, può influenzare l’animale e le sue produzioni: nel settore ingrasso, ad esempio, un’illuminazione moderata porta a una leggera riduzione nell’indice di conversione alimentare (Crpa, 2004).
Per i parametri microclimatici sono state definite delle soglie di attenzione, mentre per quelli ambientali soglie di attenzione e di allarme.
Ogni parametro è stato rilevato attraverso l’utilizzo di specifica strumentazione (vedi foto).
Come si può evincere dalle foto, la rilevazione è stata effettuata all’interno del box, mantenendo lo strumento all’altezza della testa del suino.

Luxmetro (strumento per misurare il livello di illuminamento)

Procedura per materiali di arricchimento

Per la valutazione dell’arricchimento sono stati considerati alcuni indicatori Non animal-based e animal-based. Gli indicatori Non animal-based sono:
- disponibilità, intesa come la presenza di materiali che consentono gli animali adeguate attività di esplorazione e manipolazione e ogni quanto vengono sostituiti;
- idoneità della tipologia, secondo quando riportato dalla “Raccomandazione Ue 2016/336” classificando i materiali in marginali, subottimali, ottimali in base alle loro caratteristiche;
- idoneità fisico/chimica, valutando se il materiale utilizzato è nocivo o tossico sia dal punto di vista fisico, sia chimico;
- accessibilità, verificando se il materiale è accessibile a tutti i suini e consente loro adeguate attività di esplorazione. Per questo indicatore viene valutata la posizione del materiale. In caso di materiale sospeso a catena o fisso a muro con supporto, occorre misurare l’altezza da terra;
- pulizia, valutando se e quanto un materiale è imbrattato di feci o sporco. Un materiale in condizioni di scarsa pulizia non suscita interesse nei suini, con conseguente mancata manifestazione del comportamento esplorativo.
Gli indicatori animal-based sono:
- Comportamento esplorativo, la valutazione viene effettuata mediante la metodologia del progetto europeo EUWelNET che prevede:
1) l’osservazione dei suini in attività per 2 minuti;
2) la registrazione del numero di suini che esplorano un materiale di arricchimento (A);
3) la registrazione del numero di suini che interagiscono con altri suini e con le componenti del box (B);
4) la verifica del comportamento esplorativo (X).
Questo sistema permette di verificare la percentuale di suini che manifestano comportamenti esplorativi attraverso la formula:

Il risultato della formula deve essere confrontato con le percentuali riportate in tabella 2.

Tab. 2 – Percentuale degli animali che manifestano comportamento esplorativo
Massimo comportamento esplorativo Intermedio Minimo comportamento esplorativo
100 – 86,4% 86,3 – 68,8 % 68,7 – 44,5 % 44,4 – 18,1 % 18,0 - 0,0 %

 

- Lesioni alla coda, ovvero quelle lesioni dovute a morsicatura della coda (cannibalismo della coda). La causa di questo comportamento atipico è l’impossibilità da parte del suino di manifestare il comportamento esplorativo. Il danneggiamento della coda può variare da lesioni superficiali e/o lesioni più profonde alla mancanza totale o parziale della coda.
- Lesioni alle orecchie, ovvero quelle lesioni dovute a morsicatura delle orecchie (cannibalismo delle orecchie). Una delle cause principali di questo comportamento atipico è l’inadeguatezza delle condizioni di stabulazione.
Per il materiale d’arricchimento sono state definite delle soglie di attenzione, mentre per lesioni a coda o a orecchie soglie di attenzione e di allarme.
La stesura della procedura di autocontrollo ha previsto inoltre la messa a punto di apposite checklist per facilitare la raccolta del dato in allevamento e di un software molto semplice che permetta all’allevatore di elaborare i dati raccolti. Attraverso il software, in fase di sviluppo, per l’allevatore sarà possibile individuare i punti critici e le non conformità relativi ai parametri e agli indicatori inclusi nelle procedure.

Conclusioni

Attraverso l’elaborazione di queste procedure di autocontrollo l’allevatore potrà tenere sotto controllo alcuni aspetti microclimatici, ambientali e relativi al materiale di arricchimento e mettere in atto una serie di interventi migliorativi per garantire un ambiente d’allevamento ottimale.
Unitamente alle attività svolte e ai dati raccolti al macello, le procedure saranno utilizzate nella definizione di un sistema di pagamento a qualità che vuole favorire e promuovere il rafforzamento organizzativo della filiera suinicola italiana, valorizzando il prodotto finale.


Riferimenti normativi

I riferimenti normativi relativi a controllo ambientale e materiale d’arricchimento sono i seguenti:
- d.lgs. n. 146/2001 - Attuazione della direttiva 98/58/Ce relativa alla protezione degli animali negli allevamenti;
- d.lgs. n. 122/2011 - Attuazione della direttiva 2008/120/Ce che stabilisce le norme minime per la protezione dei suini;
- Raccomandazione (Ue) 2016/336 della Commissione, dell’8 marzo 2016, relativa all’applicazione della direttiva 2008/120/Ce del Consiglio che stabilisce le norme minime per la protezione dei suini in relazione alle misure intese a ridurre la necessità del mozzamento della coda.
Sul controllo ambientale il d.lgs. n. 146/2001 afferma che “La circolazione dell’aria, la quantità di polvere, la temperatura, l’umidità relativa dell’aria e le concentrazioni di gas devono essere mantenute entro limiti non dannosi per gli animali”. Questa indicazione risulta generica: non vengono definite le soglie dei parametri microclimatici e ambientali e le modalità con cui tali parametri devono essere controllati. Anche la normativa specifica dei suini non fornisce ulteriori indicazioni a riguardo. Di conseguenza, per l’allevatore risulta molto complesso valutare se l’ambiente di allevamento è idoneo alla salute e al benessere.
Sul materiale d’arricchimento il d.lgs. n. 122/2011 indica che “I suini devono avere accesso permanente a una quantità sufficiente di materiali manipolabili, che consentano loro adeguate attività di esplorazione e manipolazioni, quali ad esempio paglia, fieno, legno, segatura, compost di funghi, torba o un miscuglio di questi, salvo che il loro uso possa compromettere la salute e il benessere”. Anche questa indicazione risulta abbastanza generica.
La Raccomandazione (Ue) 2016/336 fornisce qualche informazione utile per valutare quale sia il materiale migliore a stimolare il comportamento esplorativo e ridurre l’incidenza di comportamenti quali il cannibalismo della coda, definendo le caratteristiche di un materiale di arricchimento. Se, da una parte, le informazioni contenute nella normativa e nella raccomandazione permettono all’allevatore di individuare i materiali che rispettano alcune caratteristiche, dall’altra, non definiscono le modalità per valutare l’effettivo utilizzo degli animali all’interno del box.

Procedure di autocontrollo per il rispetto del benessere - Ultima modifica: 2021-10-21T08:30:00+02:00 da Mary Mattiaccio

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