Assica: “La Cun Suini da macello non ci rappresenta più

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Secondo quanto sostenuto dal Gruppo Macellazione del Bestiame di Assica, "L'attuale meccanismo di formulazione dei prezzi nella Commissione Unica Nazionale Suini da macello non è più in grado di rappresentare rettamente un mercato che evolve rapidamente, con previsioni incerte sui consumi e con andamenti fortemente condizionati dalle dinamiche commerciali dei diversi mercati di sbocco

“Abbiamo sottolineato in più di un'occasione, soprattutto a partire dallo scorso mese di marzo 2021, che l'attuale meccanismo di formulazione dei prezzi nella Commissione Unica Nazionale Suini da macello non è più in grado di rappresentare correttamente un mercato che evolve rapidamente, con previsioni incerte sui consumi e con andamenti fortemente condizionati dalle dinamiche commerciali dei diversi mercati di sbocco, oggi più che mai fortemente differenziate fra loro. Riteniamo che la funzione della CUN, che come noto ha il compito di fornire indicazioni sui prezzi per la settimana successiva, sia assicurata allorquando vi sia condivisione tra gli operatori sulla visione del mercato; qualsiasi intervento esterno, volto a fissare valori che saranno poi utilizzati quali riferimenti per gli accordi di compravendita, esce dagli scopi fondanti delle Commissioni Uniche Nazionali”, ha affermato il Presidente del Gruppo Macellazione del Bestiame di Assica, Fausto Bolognesi.

La decisione assunta dai commissari e dai garanti di parte acquirente di sospendere la partecipazione ai lavori della CUN suini giunge dopo una prima parte di 2021 caratterizzata da una frequente determinazione del prezzo “a maggioranza” del comitato dei garanti, cioè in sostanza dalla fissazione del prezzo tra garante terzo e garante di parte venditrice (allevatori). Una situazione che si è ripetuta per ben 13 volte su 23 sedute fino a giugno, sicuramente un’anomalia per la storia ultradecennale della CUN suini.

Diverso è l’auspicio dei macellatori di Assica: la possibilità, più volte auspicata e suggerita dai Commissari di parte macellazione, di poter concludere i lavori della riunione con esito "non formulato" qualora non vi sia l'accordo tra le parti, rappresenta uno specchio fedele della situazione di mercato e un indicatore utile per tutti gli operatori. Formulare un prezzo di riferimento per gli scambi dei suini in condizioni di mancata condivisione della visione del mercato significa alterare in misura consistente la capacità delle aziende a mantenere la competitività, irrigidendo i costi di fronte a mercati estremamente mutevoli e diversi tra loro.

“Abbiamo apprezzato il grande impegno fin qui profuso dal Mipaaf per tentare di giungere ad una mediazione e un miglioramento del regolamento per il funzionamento della CUN suini da macello. Tuttavia, nonostante gli sforzi profusi da tutte le parti, riteniamo che le modifiche proposte non rappresentino quel necessario cambio di passo che dopo tanti anni ci aspettiamo da una Commissione moderna che sappia rappresentare correttamente il mercato e le intenzioni delle parti; per questo motivo la scorsa settimana i Commissari e i Garanti di parte macellazione hanno ritirato la disponibilità a partecipare ai lavori della Commissione. Come in altre occasioni, ribadiamo la nostra volontà di proseguire il confronto con la parte venditrice in sede ministeriale al fine di addivenire a una soluzione soddisfacente della questione, auspicando che la Cun Suini da macello possa continuare ad operare in piena legittimità” – ha proseguito Bolognesi.

“Una filiera moderna, che punta ad affrontare con competenza e a governare le sfide su sostenibilità, miglioramento delle produzioni, innovazione nelle tecniche produttive e nei prodotti continuando a preservare la propria specificità e tradizione, non può nascondersi dietro la pretesa di avere sempre un prezzo formulato anche quando le condizioni di mercato non lo consentono. Imporre la formulazione di un prezzo al di là delle reali condizioni di mercato significa trasferire i rischi e gli oneri di impresa in misura maggiore sugli anelli successivi della filiera. Non è questo il modello di filiera moderna che abbiamo in mente.
Solo se riusciremo a garantire a tutti gli operatori attuali di poter continuare a restare sul mercato alle corrette condizioni riusciremo a perpetuare la tradizione di eccellenza delle nostre produzioni: diversamente rischiamo di perdere pezzi della nostra storia culturale e gastronomica in nome della conquista di un prezzo imposto contro gli andamenti del mercato” ha concluso Bolognesi.

Assica: “La Cun Suini da macello non ci rappresenta più - Ultima modifica: 2021-07-07T16:55:42+02:00 da Rivista di Suinicoltura

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