Per il benessere dei suini: entro il 2019 stop al taglio della coda

taglio della coda
Partirà il 1° gennaio 2019 la seconda parte del piano messo in atto dal ministero della Salute per adeguare gli allevamenti alle norme comunitarie in materia di benessere dei suini negli allevamenti e soprattutto per eliminare la pratica diffusa del taglio della coda

Il piano del ministero della Salute per eliminare la pratica del taglio della coda è stato avviato con una circolare del ministero della Salute del 22 giugno 2018 che prevede la raccolta dei dati sulla situazione dei singoli allevamenti suinicoli per poi avviare il vero e proprio piano esecutivo a partire da gennaio 2019.
La Direttiva 2008/120/UE (http://bit.ly/2JcVkkV)  afferma infatti che il taglio della coda e la troncatura o la levigatura dei denti possono causare ai suini dolore immediato e a volte prolungato. La castrazione provoca spesso un dolore prolungato, aggravato dall'eventuale lacerazione dei tessuti. Tali pratiche sono quindi nocive al benessere dei suini, soprattutto se eseguite da persone incompetenti e prive di esperienza e occorre pertanto introdurre norme che garantiscano pratiche migliori.
A seguito di un audit della Commissione europea svolto a maggio 2017 è stato quindi messo a punto un piano nazionale di prevenzione per la tutela del benessere dei suini. (http://bit.ly/2N7EhTU)

Gli scopi del piano

Il Piano - è scritto nella circolare firmata dal direttore generale del ministero della Salute, Silvio Borrello - si prefigge lo scopo di rendere evidenti gli elementi predisponenti, ormai accertati essere rilevanti per l’insorgenza dei comportamenti aggressivi durante tutte le fasi di allevamento: quantità e qualità del materiale di arricchimento, condizioni strutturali e di pulizia, comfort termico e qualità dell’aria, stato di salute, competizione per cibo, spazio e acqua, qualità e quantità dell’alimento. La raccolta di dati consentirà di avere informazioni sul grado di rischio di morsicature e sulla classificazione degli allevamenti sulla base della qualità gestionale. Questa fase del Piano è indirizzata esclusivamente al settore produttivo.

La raccolta dati nel 2018

Fino al 31 dicembre 2018, in tutti gli allevamenti da ingrasso e in quelli da riproduzione nei quali viene attuato lo svezzamento, l’allevatore con il supporto tecnico del veterinario aziendale o libero professionista, dovrà provvedere entro fine anno ad effettuare la valutazione del rischio, come previsto dal manuale operativo allegato al Piano, compilando la specifica scheda di valutazione. Nella scheda, che dovrà essere regolarmente datata e firmata, devono essere preventivamente individuati i fattori critici e, se del caso, successivamente devono essere applicati in allevamento i miglioramenti correttivi.

La fase operativa a partire dal 2019

Tutti gli allevamenti, a partire dal 1 gennaio 2019, dovranno avere messo in atto le idonee misure correttive e aver raggiunto almeno il livello definito come “migliorabile” dal manuale e dalla scheda di valutazione allegata al Piano.
Dovranno, inoltre, cominciare ad introdurre piccoli gruppi di suinetti che non hanno subito il taglio della coda, sui quali verificare l’efficacia degli interventi migliorativi messi in atto.
Il numero di gruppi di suinetti introdotti con code non tagliate dovrà aumentare progressivamente nei cicli successivi di allevamento, a meno che non si verifichino episodi di morsicature che dovranno essere attentamente monitorati e per i quali dovranno essere predisposti misure di emergenza. In quest’ultimo caso, qualora cioè compaiano episodi di morsicatura in gruppi di animali a coda integra in allevamenti che in seguito ad autovalutazione del rischio si siano attestati ad un livello “migliorativo”, sarà necessario adottare, relativamente ad uno o più dei fattori predisponenti precedentemente citati, ulteriori misure di miglioramento, raggiungendo così il livello definito “ottimale” dal manuale e dalla scheda di valutazione.

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