L’altalena del prezzo del suino

prezzo del suino
Trascorso con fatica il primo semestre dell’anno, il comparto suinicolo nazionale si trova oggi sotto una congiunzione astrale favorevole. La Cina offre infatti grandi opportunità al Paese

Trend discendente, nel primo semestre del 2019, per eccesso di offerta sul mercato nazionale e poi ascendente per la forte domanda proveniente dalla Cina, colpita dalla Peste suina africana. Così Claudio Canali, presidente della Federazione nazionale di prodotto per i suini di Confagricoltura, descrive l’andamento del prezzo del suino da macello del circuito Dop nel 2019.

prezzo del suino
Claudio Canali

«Oggi il prezzo del suino pronto per il macello per il circuito Dop è remunerativo, si attesta intorno a 1,70 euro al chilogrammo, ma la media del primo semestre non raggiungeva l’1,30 euro, un valore al di sotto dei costi di produzione. Solo da agosto le aziende hanno cominciato a lavorare in attivo.

«Il calo di prezzo nella prima parte dell’anno è dovuto – sottolinea - alla crisi dei produzioni Dop iniziata a settembre del 2018 in seguito a un’errata programmazione della produzione da parte delle industrie di lavorazione che hanno creato eccedenze e conseguenti flessione nel prezzo del suino da macello».

Il cambiamento a seguito della Psa in Cina

Il trend di mercato si è poi invertito, come spiega sempre Canali, quando gli allevamenti di suini della Cina, che è il più grande produttore suinicolo mondiale (e mette assieme il 50% dell’offerta internazionale) sono stati colpiti dalla Peste suina africana e sono stati abbattuti, anche se non ci sono stime ufficiali, il 20-25% dei capi suini allevati. Per capire la proporzione del danno, basti pensare che in Cina sono presenti 440 milioni di suini e che questa epidemia ne ha decimato oltre il 20%.

Tab. 1 - Evoluzione del prezzo indicativo dei suini da macello in Cun - Circuito tutelato, categoria 160-176 kg
Riunione Cun Eur/kg Var su prezzo prec. Var su prezzo 4 ott 2018 Var su prezzo  14/03/2019
04-gen-19 1,27 -4,20% -18,40%
07-feb-19 1,29 1,60% -17,10%
07-mar-19 1,154 -10,50% -25,90%
14-mar-19 1,137 -1,50% -27,00%
21-mar-19 1,147 0,90% -26,30% 0,90%
28-mar-19 1,187 3,50% -23,80% 4,40%
04-apr-19 1,234 4,00% -20,70% 8,50%
11-apr-19 1,282 3,90% -17,70% 12,80%
18-apr-19 1,331 3,80% -14,50% 17,10%
24-apr-19 1,38 3,70% -11,40% 21,40%
02-mag-19 1,41 2,20% -9,40% 24,00%
09-mag-19 1,41 0,00% -9,40% 24,00%
16-mag-19 1,405 -0,004 -9,80% 23,60%
23-mag-19 1,377 -0,02 -11,60% 21,10%
30-mag-19 1,349 -0,02 -13,40% 18,60%
06-giu-19 1,341 -0,006 -13,90% 17,90%
13-giu-19 1,339 -0,001 -14,00% 17,80%
20-giu-19 1,339 0,00% -14,00% 17,80%
27-giu-19 1,339 0,00% -14,00% 17,80%
 media gen - giu 1,301
(elaborazione Confagricoltura su dati "listini Cun")

 

Questo crollo nel Paese del Dragone ha creato pertanto un gap enorme, pari, come volume, a tutta la carne suina prodotta in Europa, e ha incentivato le importazioni. Il Nord America è fuorigioco perché da una lato gli Stati Uniti hanno ridotto notevolmente le spedizioni e la stessa Cina ha vietato l’export di carne canadese a causa dello scandalo della falsificazione dei certificati sanitari. Il divario deve essere colmato con le importazioni da altri paesi.
Dal report sulla commercializzazione globale di carni suine della Commissione europea del 29 agosto scorso si evince che, nel primo semestre 2019, sono aumentate le esportazioni europee di carni suine in Cina di ben il 42% rispetto all’analogo periodo 2018 e quelle europee rappresentano ora il 43,5% delle esportazioni complessive europee di carne suina. Seguono le esportazioni in Giappone (quota di mercato 10,9%, incremento nel primo semestre 2019 del 4%), e in Sud Corea (quota mercato 7,2% ma in calo del 9%).
«In Spagna e Olanda sono già partite le spedizioni, mentre l’Italia - spiega Canali – sta partendo ora in ritardo per problemi burocratici perché la Cina ha sì autorizzato le importazioni di suini da 9 macelli nazionali grazie all’accordo economico ‘La Nuova Via della Seta’ tra Italia e Cina, ma ci sono stati intoppi burocratici nel rilascio dei certificati sanitari».

E cresce anche il prezzo del suino

La crisi produttiva cinese ha di fatto rivitalizzato anche il prezzo del suino sul mercato nazionale per effetto delle pressioni legate alla richiesta di carne a livello globale. «Il mercato cinese – aggiunge Canali - offre importanti opportunità alla filiera suinicola del nostro Paese visto che ritira prevalentemente parti che in Italia non hanno mercato, come orecchie, teste, piedi ed interiora, ma dovrebbero essere invece smaltite.

 

Tab. 2 - Carne suina e salumi - Quadro di sintesi - Struttura
Unità di misura 2015 2016 2017 Var % 16/15 Var % 17/16
Allevamenti suini (n.) 26.582 26.582 26.582
Numero capi (000 capi) 8.562 8.562 8.562
Consistenze suini, di cui (000 capi) 8.682 8.707 8.571 0,30% -1,60%
- da ingrasso (000 capi) 5.032 5.089 4.971 1,10% -2,30%
- da riproduzione (000 capi) 609 597 551 -2,00% -7,60%
Imprese di produzione elaborati (n°) 3.359 2.186 3.586 -34,90% 64,00%
Istat - Indagine campionaria sulle consistenze del bestiame al 1° dicembre

 

Un costo che attraverso le vendite in Cina si trasforma così in un ricavo aggiuntivo per i macelli quantificabile in 15 euro a capo, pari a circa il 7% del valore di mercato del suino».
È notizia delle ultime settimane, fa sapere sempre il presidente della Federazione nazionale di prodotto di Confagricoltura, l’immissione sul mercato, da parte della Cina, di 10mila tonnellate di carne congelata: «Una piccola quota - rimarca Canali - in considerazione dei 55 milioni di tonnellate che corrispondono all’intero fabbisogno cinese, ma anche un chiaro segnale che le scorte cinesi potrebbero esaurirsi e che la domanda dalla Cina è destinata ad aumentare. Le prospettive per i prossimi mesi dovrebbero essere quindi favorevoli, anche in termini di un aumento di prezzo».


Ancora qualche problema relativo alle modifiche ai disciplinari

«A livello nazionale oggi i problemi maggiori – aggiunge ancora Canali – riguardano le modifiche ai disciplinari di produzione dei salumi Dop e Igp. In questo processo di revisione attualmente in corso la componente agricola non è stata adeguatamente consultata. Si è persa l’occasione per qualificare in maniera chiara il prosciutto stagionato e rimangono ancora alcuni passaggi incerti. Uno dei punti da chiarire per gli allevatori riguarda a esempio la classificazione degli animali dopo la macellazione. Dal peso vivo si è passati al peso morto e alla classificazione delle carcasse».

prezzo del suino
La questione verrà affrontata all’interno di Italpig, la rassegna suinicola delle Fiere zootecniche internazionali di Cremona (in programma dal 23 al 26 ottobre 2019) nel corso del convegno “La suinicoltura nazionale a una svolta: la revisione dei disciplinari di produzione delle Dop Parma e San Daniele e dei controlli di qualità” organizzato da Confagricoltura Cremona che si svolgerà nel pomeriggio del 24 ottobre coinvolgendo Riccardo Crotti, presidente della Libera Associazione Agricoltori Cremona, Davide Calderone, Direttore di Assica, Lorenzo Fontanesi, Presidente di Opas, Luigi Zanotti, Presidente Assocom, Claudio Canali, Presidente Federazione Nazionale Allevamenti Suini di Confagricoltura e gli assessori regionali, all’agricoltura di Regione Emilia Romagna e Lombardia, rispettivamente Simona Caselli e Fabio Rolfi.

L’altalena del prezzo del suino - Ultima modifica: 2019-10-15T16:16:53+00:00 da Lucia Berti

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