I 10 comandamenti della Prrs

gestire virus Prrs
Regola 9: Nessun contatto tra le scrofe ed animali più giovani di 6 mesi
Il virus della Prrs è considerato uno tra i patogeni di più difficile gestione nella suinicoltura moderna mondiale. L’Italia è certamente tra i Paesi che soffre maggiormente una situazione endemica importante, con nuovi ceppi introdotti e vecchi ceppi in evoluzione. Alcuni fattori chiave non possono essere trascurati nella gestione aziendale della patologia

Il virus della Prrs (Porcine reproductive and respiratory syndrome, ossia la sindrome respiratoria e riproduttiva dei suini) è certamente tra i patogeni più in evoluzione che affliggono la suinicoltura mondiale. Seguendo questa continua evoluzione del virus, anche la ricerca si sta continuamente aggiornando per trovare nuove soluzioni di monitoraggio, controllo ed eradicazione. Se ne è parlato ampiamente durante l’evento organizzato da Boheringer Ingelheim dal titolo “European prrspective 2023”, tenutosi il 30 maggio a Salonicco, in Grecia.

In un allevamento positivo al virus della Prrs alcune regole di gestione degli animali devono essere applicate per una corretta gestione dell’infezione.

Regola 1: Baliaggi ridotti al minimo

Al momento del parto, ormai è sempre più frequente assistere alla nascita di un elevato numero di suinetti, frutto di una lunga seleziona genetica delle scrofe verso animali sempre più prolifici. Tuttavia, non è scontato che ci siano capezzoli disponibili per ciascun suinetto, e diventa imperativo trovare una soluzione per gli animali sovrannumerari. Pratica comune è quella di spostare i suinetti “in più” sotto madri che hanno avuto un parto meno numeroso. Questo “pareggiamento” può portare a conseguenze sanitarie negative perché il rischio di mescolare animali con stati immunitari differenti è molto elevato, soprattutto in caso di aziende positive alla Prrs. Suinetti con stati immunologici differenti e che hanno assunto diverse quantità di colostro sono dunque responsabili di una potenziale diffusione del patogeno all’interno delle sale parto. Per questo, qualunque spostamento non strettamente necessario va evitato.

Regola 2: Baliaggio solo entro le 48 ore di vita

I suinetti nascono sprovvisti di qualunque corredo immunologico, in quanto la scrofa non è in grado di trasferire gli anticorpi dall’utero attraverso la placenta. Questo trasferimento avviene tramite il colostro per garantire una adeguata funzione immunitaria. Le immunoglobuline G sono le predominanti nel colostro e la loro concentrazione decresce drammaticamente durante le prime 24-30 ore di vita. Alcune cellule immunitarie sono incompatibili con i suinetti di altre nidiate; ed è per questo che una piena immunità è acquisita soltanto dalla propria madre. Spostare i suinetti ad altre madri può ridurre l’efficacia di questo processo.

Regola 3: Ridurre le manipolazioni del suinetto

Sono numerose le pratiche post-parto che richiedono la manipolazione del suinetto. Esempi sono la somministrazione di ferro, la gestione del cordone ombelicale, la castrazione e, dove applicato, il taglio coda. Fanno parte però degli interventi manipolativi anche il baliaggio stesso, o la separazione dei suinetti nel nido.

Tutti questi interventi richiedono per lo più l’ingresso del tecnico d’allevamento all’interno della gabbia parto, e spesso la condivisione di alcuni strumenti tra le diverse nidiate. Purtroppo, questo approccio facilita la diffusione del virus Prrs tra le diverse nidiate e le diverse stanze dedicate al parto delle scrofe. Ecco perché cercare di mantenere i suinetti nel proprio box parto, minimizzando gli interventi che prevedono la condivisione di strumentazione e l’ingresso del personale è fondamentale.

Regola 4: Cambiare gli aghi tra le nidiate

Siringhe ed aghi sono strumenti comuni in allevamenti per la somministrazione di analgesici per la castrazione, ferro, vitamine e, quando necessario, antibiotici. Nell’allevamento suinicolo è pratica comune quella di utilizzare lo stesso ago per più animali. La pratica di condividere l’ago tra diverse nidiate durante la lattazione è però pericolosissima in caso di popolazioni positive al virus della Prrs, perché gioca un ruolo non trascurabile nella trasmissione del patogeno.

Anche quando l’ago è cambiato tra una nidiata e l’altra, è una pratica da adottare anche quella di effettuare l’iniezione agli animali più piccoli o visibilmente malati o con il pelo brutto per ultimi nella nidiata. Purtroppo, anche se in maniera meno frequente, la trasmissione del virus Prrs tra nidiate è stata dimostrata anche in caso di utilizzo di strumenti needle-free (senza ago) per le iniezioni.

Regola 5: Non spostare i suinetti malati

Lo spostamento dei suinetti “scarti” e malati aumenta esponenzialmente il rischio di trasmissione dei patogeni tra nidiate, attraverso il contatto tra animali con diversi stati sanitari ed immunitari relativi non soltanto al virus della Prrs, ma anche ad altri patogeni. Il consiglio è quello di utilizzare sempre delle scrofe di scarto se questo tipo di baliaggio non è evitabile, in modo da evitare il ritorno nella banda di una scrofa sanitariamente pericolosa.

Regola 6: Svezzare tutto insieme

Il corretto flusso produttivo dei suinetti inizia in sala parto, quando i suinetti, nati tutti negli stessi giorni, vengono svezzati contemporaneamente ed allontanati dalle strutture della scrofaia allo stesso momento: si crea un lotto di animali con età molto simile e simile stato sanitario. Errori compiuti durante la creazione di questo lotto di animali può compromettere gravemente la stabilità sanitaria della scrofaia.

Tra gli esempi negativi, certamente c’è il baliaggio di suinetti pronti da svezzare ma sottopeso, spostandoli verso scrofe che hanno partorito più recentemente rispetto alla madre naturale, continuando la loro lattazione in una banda di scrofe differente. Oppure svezzare la scrofa e lasciare la nidiata nella gabbia parto, malgrado quella sala venga riempita nuovamente con le scrofe della banda successiva. Malgrado i potenziali vantaggi di queste pratiche, la gestione sanitaria della scrofaia viene messa a repentaglio.

Regola 7: Applicare il tutto pieno/tutto vuoto

Un rigoroso tutto pieno/tutto vuoto mantiene i suinetti (e tutti i loro patogeni!!) nella loro banda di appartenenza, anziché muovere le infezioni a differenti stadi di produzione. Per questo è molto importante spostare tutti gli animali del lotto insieme, consentendo anche una corretta e completa pulizia e disinfezione degli ambienti prima che vengano riempiti con gli animali della banda successiva.

Regola 8: Nessun contatto tra suini di età differenti

Mescolare animali di diverse età è pericoloso perché mette in contatto animali potenzialmente infetti con una popolazione suscettibile, o quantomeno con uno stato sanitario differente, il cui equilibrio si può rompere facilmente. Si stima che il contatto tra suini in accrescimento di differenti età aumenti di 13 volte il rischio dell’insorgenza di sintomi respiratori in allevamenti positivi alla polmonite enzootica.

Regola 9: Nessun contatto tra le scrofe ed animali più giovani di 6 mesi

Diversi studi hanno dimostrato come i suinetti giovani abbiano una viremia più lunga rispetto agli animali adulti, accompagnata da una carica virale maggiore nei linfonodi e nei polmoni. Le scrofaie con una popolazione di suinetti che rimangono in allevamento dopo lo svezzamento (come, per esempio, i cicli chiusi) che non riescono a garantire una totale divisione tra le popolazioni, sono più soggette ad una persistenza più lunga del virus Prrs in azienda dopo un focolaio.

Regola 10: Acclimatare le scrofette in una quarantena

Assicurarsi che l’immunizzazione contro il virus della Prrs sia ottimale è un passaggio obbligato, che va raggiunto durante la quarantena degli animali prima dell’ingresso in allevamento. Questo proteggerà la rimonta dal virus di campo che gli animali troveranno una volta a contatto con le scrofe più anziane.

L’immunizzazione naturale delle scrofette in quarantena è solitamente poco controllabile, ed il rischio che alcuni animali non vengano correttamente a contatto con la giusta quantità di virus è imprevedibile. Per questo, molte aziende optano per la vaccinazione con vaccini Prrs vivi modificati, che mimano una reazione nell’animale simile a quanto farebbe un ceppo mediamente patogeno.

In ogni caso, l’immunizzazione delle scrofette (naturale o vaccinale) è fondamentale per permetterle di manifestare segni clinici lievi e transitori, con viremia di più breve durata, rispetto ad animali completamente negativi.


L’articolo completo è pubblicato sulla Rivista di Suinicoltura 6/2023

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I 10 comandamenti della Prrs - Ultima modifica: 2023-06-19T09:21:52+02:00 da Annalisa Scollo

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