L’origine dei salumi in etichetta premierà l’italianità

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L’indicazione è ora obbligatoria. Dal provvedimento ci si aspetta benefici per tutto il comparto suinicolo italiano

È entrato in vigore il 15 novembre scorso l’obbligo di riportare in etichetta l’indicazione di origine su salami, mortadella, prosciutti e culatello.

Il decreto interministeriale (ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, ministero dello Sviluppo economico e ministero della Salute) sulle Disposizioni per “l’indicazione obbligatoria del luogo di provenienza nell’etichetta delle carni suine trasformate” è del 6 agosto 2020 ed è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.230 del 16 settembre scorso e si applicherà, in via sperimentale, fino al 31 dicembre 2021.

 

Cosa prevede il decreto

origineIl decreto interministeriale prevede che i produttori indichino in maniera leggibile sulle etichette le informazioni relative a:

- “Paese di nascita: (nome del paese di nascita degli animali)”;

- “Paese di allevamento: (nome del paese di allevamento degli animali)”;

- “Paese di macellazione: (nome del paese in cui sono stati macellati gli animali)”.

Quando la carne proviene da suini nati, allevati e macellati nello stesso paese, l’indicazione dell’origine può apparire nella forma: “Origine: (nome del paese)”.

La dicitura “100% italiano” è utilizzabile dunque solo quando la carne è proveniente da suini nati, allevati, macellati e trasformati in Italia.

Quando la carne proviene da suini nati, allevati e macellati in uno o più Stati membri dell’Unione europea o extra europea, l’indicazione dell’origine può apparire nella forma: “Origine: Ue”, “Origine: extra Ue”, “Origine: Ue e extra Ue”.

 

Per sostenere l'economia e il lavoro del territorio

Si tratta di un appuntamento atteso dall'82% degli italiani che secondo un'indagine Coldiretti/Ixè con l'emergenza Covid vogliono portare in tavola prodotti made in Italy per sostenere l'economia e il lavoro del territorio - afferma la Coldiretti, che precisa - una tendenza confermata dal successo della campagna #mangiaitaliano promossa da Coldiretti e Filiera Italia che ha coinvolto industrie e catene della grande distribuzione.

L'obbligo scatta proprio ad una settimana dalla pubblicazione del decreto Filiera Italia che per la prima volta stanzia un bonus salva made in Italy a favore della ristorazione colpita dall'emergenza covid per l'acquisto di prodotti alimentari italiani al 100% per un importo complessivo di 600 milioni di euro, compresi i salumi da animali nati, allevati e macellati in italia - sottolinea la Coldiretti -.

 

Stop alla carne di origine straniera spacciata per italiana

origineUna norma che consente di fare chiarezza in una situazione in cui 1 prodotto alimentare su 4 sugli scaffali richiama all'italianità senza però avere spesso un legame con la produzione agricola nazionale - precisa la Coldiretti.

In un momento difficile per l’economia dobbiamo portare sul mercato il valore aggiunto della trasparenza con l’obbligo di indicare in etichetta il Paese d’origine di tutti gli alimenti per combattere la concorrenza sleale al made in Italy - ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che - l’Italia ha la responsabilità di svolgere un ruolo di apripista in Europa grazie alla leadership nella qualità e nella sicurezza alimentare.

 

A sostegno degli allevatori

Il provvedimento, che consente lo smaltimento delle scorte fino a esaurimento, è importante per garantire trasparenza nelle scelte ai 35 milioni di italiani che almeno ogni settimana portano in tavola salumi (secondo un’analisi Coldiretti su dati Istat) ma anche per sostenere i 5mila allevamenti nazionali di suini messi in ginocchio dalla pandemia e dalla concorrenza sleale.

La norcineria – conclude la Coldiretti – è un settore di punta dell’agroalimentare nazionale che contribuisce al prestigio del made in Italy nel Mondo grazie al lavoro di circa centomila persone tra allevamento, trasformazione, trasporto e distribuzione con un fatturato che vale 20 miliardi.

 

Ora anche i consumatori devono fare la loro parte

Commenti positivi anche da parte di Confagricoltura che valuta positivamente il decreto interministeriale: finalmente è stato concretizzato l’obbligo di informazione al consumatore che è un valore aggiunto anche per il settore agroalimentare – afferma Confagricoltura -. Invitiamo i consumatori a prestare attenzione alle etichette e a scegliere prodotti a base di carne suina totalmente made in Italy, premiando così il gioco di squadra della filiera.

 

Esenti le denominazioni d’origine

Le disposizioni del decreto non si applicano ai prodotti Dop, Igp, Stg e a quelli protetti in virtù di accordi internazionali. In ogni caso auspichiamo, nell’ottica della piena trasparenza e della corretta informazione al consumatore – fa sapere Confagricoltura -, che venga eliminata l’esenzione attualmente prevista per le denominazioni d’origine e invitiamo tutti gli operatori delle filiere interessate a una piena valorizzazione delle materie prime nazionali.

 

Il prodotto nazionale sarà protagonista

origineIl comparto suinicolo oggi è in difficoltà per quanto riguarda i prezzi all’origine. Le industrie di trasformazione – fa rilevare Confagricoltura – hanno fortemente rallentato la preparazione dei prodotti in vista delle feste natalizie, per il timore che le chiusure imposte dall’emergenza Covid deprimano ulteriormente i consumi. In questo contesto Confagricoltura valuta positivamente il provvedimento dell’etichettatura.

Quest’anno praticamente non c’è stata la possibilità di organizzare eventi, fiere, sagre e altre occasioni favorevoli per promuovere il consumo di carne suina del nostro territorio – commenta Confagricoltura –: l’augurio è che con l’etichettatura, che permetterà ai consumatori di riconoscere con certezza i suini italiani, il prodotto nazionale assuma il ruolo di protagonista, valorizzando salumi e prosciutti nostrani.

 

 

 

L’origine dei salumi in etichetta premierà l’italianità - Ultima modifica: 2020-11-17T18:18:28+01:00 da Mary Mattiaccio

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