Psa: «Abbiamo di fronte un virus ad alta virulenza» Corsa contro il tempo per ultimare le recinzioni

«Purtroppo ci stiamo spostando verso la fase endemica della malattia, quella più difficile da eradicare». Così afferma Francesco Feliziani, responsabile del Cerep, che sarà uno dei relatori del Convegno sull'emergenza Psa previsto per il 20 aprile 2022 a Palazzo Trecchi (Cremona)

Cremona, 4 aprile 2022 – « Chi sostiene che ci troviamo di fronte a un virus a bassa virulenza purtroppo si sbaglia. Se fosse così non registreremmo ogni settimana un incremento del numero di carcasse di cinghiale positive alla PSA».

Così Francesco Feliziani, Responsabile del Laboratorio nazionale di riferimento per le pesti suine (Cerep) con sede a Perugia.

Francesco Feliziani (Cerep)

"Emergenza PSA: un presente da gestire, un futuro da difendere" è il titolo del convegno che EV Edizioni Veterinarie ha in programma per mercoledì 20 aprile 2022 a partire dalle ore 9 e di cui la Rivista di Suinicoltura è media partner.

L’evento si svolgerà a Cremona, presso la prestigiosa sede di Palazzo Trecchi e, nel rispetto delle norme antiCovid previste, si terrà in presenza. Per ottemperare quindi a quanto prevede la normativa è obbligatoria la registrazione, che si può effettuare direttamente dal sito o cliccando qui seguendo poche, semplici istruzioni. Le iscrizioni on line per questo evento sono aperte fino al 10 aprile 2022.

Francesco Feliziani sarà uno dei relatori del Convegno e, insieme a Vittorio Guberti dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) e alla collega Carmen Iscaro, ha collaborato con il ministero della Salute alla stesura del Manuale delle emergenze da peste suina africana in popolazioni di suini selvatici pubblicato nemmeno un anno fa, quando ancora la PSA, fortunatamente, non aveva fatto la sua comparsa nel nostro Paese, nondimeno la sua minaccia era sottovalutata.

«I dati statistici elaborati da quando è stata rinvenuta nel gennaio scorso la prima carcassa di cinghiale infetta – sottolinea Feliziani – confermano che l’infezione si sta muovendo per contiguità alla velocità di circa 1,5 km la settimana e purtroppo ha superato le barriere autostradali presenti nella zona di restrizione II, inizialmente definita zona infetta. In queste settimane il lavoro del Cerep si è concentrato sul coordinamento di tutta la parte diagnostica supportando Ministero e Regioni nell’implementazione dei necessari sistemi informativi. Ma soprattutto ha studiato il virus rilevato nelle carcasse rinvenute, caratterizzandolo sia da un punto di vista genetico che biologico: la realtà emersa è che si tratta di un virus ad alta virulenza».

Tre le ipotesi di Francesco Feliziani su come l’infezione abbia fatto la sua comparsa in una zona non particolarmente vocata alla suinicoltura come la Liguria e quella parte specifica del Piemonte. «Non è escluso che la porta di ingresso del virus sia stato il porto di Genova – afferma – ma anche gli accessi stradali che conducono agli imbarchi o, e non va considerata come ipotesi meno probabile, il fattore umano a causa di scarti alimentari abbandonati dopo eventuali picnic nelle varie località dell’Appennino Ligure».

Recinzioni e biosicurezza rappresentano gli unici baluardi attualmente a disposizione per impedire che la malattia dilaghi. Come stanno procedendo i lavori per le prime?

«Già all’inizio dell’emergenza, quando è stato approntato il progetto delle recinzioni – continua Feliziani – avevamo fissato la fine di giugno come data ultima per concludere gli interventi. Una deadline che ha una sua ragion d’essere ed è legata al ciclo biologico del cinghiale. Infatti i piccoli nascono più o meno tra marzo e aprile e fino alla tarda primavera restano per ovvie ragioni vicini alla madre, dalla quale poi crescendo si allontanano andando ad aumentare il numero di animali, peraltro molto giovani, in circolazione: un fenomeno che aumenta il pericolo legato a una maggiore diffusione del virus. È una autentica corsa contro il tempo quella che stiamo combattendo e che ci vede tutti impegnati ai massimi livelli ognuno per le proprie competenze».

A che punto sono gli studi sul vaccino contro la PSA?

«Contrariamente a quello che si potrebbe pensare, la pandemia non ha fermato gli studi da tempo avviati per la scoperta di un vaccino che possa mettere finalmente al riparo gli allevamenti suinicoli dalla PSA – puntualizza Francesco Feliziani – Sono in fase di realizzazioni un paio di sperimentazioni che hanno buone prospettive di riuscita, anche se purtroppo non abbiamo ancora raggiunto l’obiettivo che vogliamo. Per noi scienziati lo stato d’animo è duplice perché da una parte coltiviamo la fondata speranza di arrivare in tempi ragionevolmente brevi a un vaccino efficace, nello stesso tempo viviamo la frustrazione e l’angoscia degli allevatori che sono ben consapevoli della tragedia che ha colpito il loro settore, una tragedia che con la persistenza dell’infezione nel nostro Paese rischierebbero di pagare a caro prezzo. L’impressione purtroppo è che questa consapevolezza non sia altrettanto evidente nell’opinione pubblica. È vero, ed è bene sottolinearlo, che la PSA non è trasmissibile all’uomo, ma è altrettanto vero che una corretta e maggiore informazione potrebbe riuscire ad accrescere nei cittadini quella sensibilità necessaria a evitare di abbandonare eventuali rifiuti alimentari che rappresentano un facile e invitante richiamo per i cinghiali».

Una corsa contro il tempo dunque, un’autentica sfida.

«Esattamente. Tutte le misure tecniche legate alla diagnosi, alla terapia e alla prognosi di questa malattia sono chiarissime e teoricamente semplici. Ben più difficile è l’approccio applicativo. Questa è la sfida che abbiamo di fronte e richiede a noi scienziati e operatori il massimo in termini di impegno e di sforzi per riuscire a eradicare la malattia nel più breve tempo possibile. Il tanto peggio tanto meglio in questa situazione non può esistere. Alla comparsa del primo caso, a gennaio, la nostra capacità di reagire è stata straordinaria. Oggi dobbiamo vincere sulla resistenza».

Tutti i partecipanti al Convegno riceveranno da EV Edizioni Veterinarie un Attestato di Partecipazione.

Psa: «Abbiamo di fronte un virus ad alta virulenza» Corsa contro il tempo per ultimare le recinzioni - Ultima modifica: 2022-04-05T15:36:32+02:00 da Rivista di Suinicoltura

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